Dagmar di Danimarca era nata a Copenhagen nel 1847, figlia di Cristiano, poi re Cristiano IX dal 1863, era la sorella di Alexandra, moglie del futuro Edoardo VII d’Inghilterra. Nel 1864 si era fidanzata con Nikolaj , zarevic di Russia, che però morì nel 1865 di meningite. La famiglia imperiale russa si era molto affezionata a Dagmar, come anche lei del resto, e lo zar Alessandro II aveva espresso il desiderio che la ragazza restasse unita alla famiglia Romanov. Questo avvenne nel 1866 quando il nuovo zarevic, Alessandro, nel giugno del 1866 chiese la sua mano. Lei accettò e già in settembre si trasferì a S. Pietroburgo.

Dopo la conversione alla chiesa ortodossa divenne la Zarevna Maria Fedorovna. Il matrimonio, celebrato nel novembre del 1866, fu un’unione felice. E’ dolcissimo il ricordo della prima notte di nozze scritto nel diario dallo sposo Alessandro:

Mi sono tolto le pantofole e la mia veste ricamata d’argento e ho sentito il corpo della mia amata accanto al mio… Come mi sentivo allora, non voglio descriverlo qui. In seguito abbiamo parlato per molto tempo

Gli sposi vissero a S. Pietroburgo nel palazzo Aničkov e nella villa di Livadia in Crimea per 15 anni, fino alla morte in un attentato del suocero, lo zar Alessandro II. Dopo l’incoronazione di Maria e di Alessandro III, visto il clima turbolento nella capitale e il serio rischio di nuovi attentati, i coniugi si trasferirono nel palazzo di Gatčina.

Incoronazione di Alessandro III e Marija Fëdorovna

Il cambio di residenza non costituì però un eremitaggio, come fu per il futuro zar Nicola e la famiglia nella reggia di Carskoe Selo, e gli zar si recavano spesso a S. Pietroburgo per ricevimenti e feste, che peraltro venivano tenuti anche a Gatčina, frequentando regolarmente la corte.

Maria amava le feste e amava ballare, era molto popolare nell’ambiente di corte e aveva subito imparato il russo. Fra le altre attività si occupava di beneficenza e soprattutto della famiglia, ma interferiva poco nella politica dello zar. Solo molto più tardi, quando divenne zar il figlio Nicola, cercò di consigliarlo per cercare di sottrarlo all’influenza della zarina Alessandra.

Fra Maria e Alexandra i rapporti non furono mai buoni. Maria odiava i tedeschi fin dai tempi della guerra per lo Schleswig Holstein, che venne poi assegnato ai vincitori prussiani nel 1864, e la nuora non le fu mai gradita. Lei e il marito avevano offerto il consenso al matrimonio a malincuore, e Maria giudicava la zarina isterica e non equilibrata, e a corte non era certo l’unica…

Lo zar Alessandro III e la zarina Marija Fëdorovna con i loro cinque figli

Dato che Alessandra non gradiva gli impegni della corte russa, molto peccaminosa ai suoi occhi bigotti, l’ex-zarina continuò ad assolverli in sua vece, e il popolo continuò a considerarla zarina a tutti gli effetti.

In realtà, Maria fu zarina fino al 1894, quando Alessandro III morì di nefrite e problemi al fegato. Il suo posto fu preso dal primogenito Nicola, che si sposò poco dopo la morte del padre. Nella corte russa comunque c’era un’usanza particolare:

La zarina madre aveva la precedenza sulla zarina in carica: chi aveva generato uno zar era e restava più importante di chi lo aveva semplicemente sposato

Secondo tradizione, Nicola doveva entrare ai ricevimenti al braccio della madre e dietro di loro Alexandra. Questa usanza naturalmente non accontentava la sposa tedesca, e Nicola mediò entrando con le due insieme, una per braccio.

Lo zar Nicola II e l’imperatrice madre Marija Fëdorovna nel 1896

Nel momento in cui iniziarono a spirare i venti della Rivoluzione d’Ottobre, nel 1917, Marija Fëdorovna capì di non esser più gradita al centro della patria, e si rifugiò in Crimea con la figlia Olga e altri Romanov. Una delle figlie, Ksenja, risiedeva già in Crimea.

Così commentò il suo addio alla Russia:

Me ne vado perché non sopporto più lo spirito maligno di Rasputin. Regna a corte, insidia mia nuora, ha costretto Nicola ad assumere il comando dell’esercito. I nostri nemici vedranno così che a governare è Rasputin

Qui ricevette la notizia dell’uccisione del figlio Mikhail e della famiglia di Nicola, rispettivamente il 12 giugno e il 17 luglio 1918, ma la giudicò propaganda bolscevica e non abbandonò, fin quasi alla morte, la speranza che i suoi figli fossero ancora vivi.

Maria rifiutava di lasciare la Russia ma, con l’avanzata bolscevica, fu costretta a fuggire a bordo della nave inglese inviata appositamente da suo nipote Giorgio V. Dopo un periodo a Londra, ritornò in Danimarca e si stabilì nel palazzo Hvidøre, dove visse fino alla morte con la figlia Olga e la sua famiglia.

L’Imperatrice Marija Fëdorovna e suo marito lo zar Alessandro III in vacanza a Copenaghen nel 1893

In quel periodo di rivoluzione e cambiamento, molti profughi russi consideravano Maria ancora imperatrice, e la volevano ufficialmente come facente funzioni. La zarina però non si rassegnava alla morte del figlio, e continuava a sostenere che Nicola dovesse essere vivo, imprigionato da qualche parte, una tesi sostenuta dal fatto che non era mai stato trovato il corpo di alcun componente della famiglia.

In un estremo tentativo di scoprire dove fossero finiti i suoi familiari aveva incaricato Nikolaj Sokolov, ufficiale dell’Armata Bianca, di cercarne notizie. Maria e Sokolov avevano un appuntamento a Parigi, ma l’anziana regina all’ultimo momento lo cancellò.

Forse non aveva coraggio di sentire le prove dello sterminio

Così, il rapporto Sokolov restò chiuso fino al 1990 in un caveau di banca a Parigi. Nel corso della sua vita Maria aveva perso un figlio piccolo di meningite, un figlio di 18 anni di tubercolosi, il marito di soli 49 anni, e poi nel 1918 due figli, cinque nipoti e la (sgradita) nuora.

Il dolore che dovette provare fu forse davvero troppo per una donna

Dopo la morte della sorella Alexandra, nel 1925 Maria aspettava solo la fine: il suo mondo e quasi tutta la sua famiglia non esistevano più. Dagmar di Danimarca-Marija Fëdorovna morì nel 1928, a 80 anni, e fu sepolta nella cattedrale di Roskilde.

Le principesse Alessandra e Dagmar di Danimarca

Nel 2005 Putin e la regina Margarethe di Danimarca si accordarono per trasferire la salma a San Pietroburgo. Dal settembre 2006 le spoglie dell’ex zarina riposano accanto al marito, come da suo desiderio, nella cattedrale San Pietro e Paolo dove furono sepolti anche Nicola e la sua famiglia e quasi tutti gli zar.

Una curiosità per gli amanti dei film romantici: nel film Anastasia Maria incontra la pretendente Anna Anderson e la riconosce come nipote. Tutto falso. Maria rifiutò sempre categoricamente di incontrare la donna che sosteneva di essere la granduchessa Anastasija Nikolaevna Romanova.

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.