La vicenda della Regina Genepil è avvolta nell’ombra e nel mistero, eppure la sua storia è giunta sino a noi, a molti decenni dopo la sua morte. La giovanissima ragazza fu Regina Consorte di Mongolia per meno di un anno, nel 1924, un periodo di tempo molto breve ma abbastanza lungo da permetterle di guadagnare un posto nella storia del suo paese.

La figlia Tserenkhand, ormai una donna molto anziana, in un’intervista di qualche tempo fa ha ricordato l’improvvisa scomparsa della madre quando era ancora bambina: “L’hanno portata via di notte. Non ci ha svegliati, ha lasciato solo un pezzo di zucchero sui nostri cuscini. Ricordo ancora la gioia dell’improvvisa scoperta di quella rara prelibatezza al mattino”.

L’VIII Jetsundhampa, il Bogd Khan, sposò la sua prima moglie, la famosa Ekh Dagina, dopo essersi innamorato follemente di lei convolando a nozze nel 1902. La donna regnò insieme al marito secondo le usanze dell’epoca, adottando diversi bambini di famiglie indigenti e avendone uno proprio con il compagno. L’unione fu spezzata nel 1923, quando Ekh Dagina morì.

Ritratto di Bogd Khan:

La morte colpì profondamente Bogd Khan, che avrebbe voluto vivere in solitudine il resto dei suoi giorni. In quel periodo la Mongolia era una monarchia soltanto di nome. Il paese infatti era in mano alle forze dell’Unione Sovietica, ma il Re doveva comunque mantenere un comportamento degno della sua corte.

Ritratto della prima moglie di Bogd Khan, Ikh Dagina Dondogdulam:

I suoi consiglieri insistettero particolarmente perché Bogd Khan si risposasse, e questi infine acconsentì. La sposa venne selezionata dai consiglieri dell’anziano monarca-monaco, e fu scelta la splendida Genepil in un gruppo di 15 ragazze di età compresa fra i 18 e i 20 anni. La giovane proveniva da una famiglia del nord della Mongolia, precisamente dalla zona del monastero di Baldan Bereeven, ed era già sposata.

Il precedente matrimonio venne sottaciuto anche perché, in effetti, Genepil doveva essere una moglie soltanto di facciata, ed era previsto che non avrebbe avuto alcun ruolo governativo in Mongolia. La ragazza fu portata nottetempo al Palazzo dei Khan dove apprese quale sarebbe stato il suo destino. Bogd Khan era un uomo 53-enne praticamente cieco, quasi immobile e gravemente malato, e alla ragazza fu assicurato che presto sarebbe tornata dal suo primo marito.

Fotografia di Bogd Khan da giovane:

Poco dopo le nozze, Genepil non chiese di tornare dal primo marito ma nell’accampamento dei propri genitori (com’era consono alle usanze dell’epoca), e Bogd Khan acconsentì senza opporre alcuna resistenza.

Nonostante le fosse stato assicurato che la sua presenza non sarebbe stata necessaria a palazzo, i cortigiani di Bogd Khan si presentarono presto alla tenda della principessa per chiederle di tornare a Ulan Bator.

Il suo Re e il suo popolo avevano bisogno di lei

Fotografia di Ikh Dagina Dondogdulam:

La regina Genepil visse quindi con Bogd Khan fino alla sua morte, avvenuta il 17 Aprile del 1924, quando la monarchia venne infine abolita. Dopo aver lasciato la corte mongola tornò dalla sua famiglia, anche se non si sa se poi tornò dal primo marito o si risposò con qualcun altro.

Dopo la scomparsa dell’ultimo monarca mongolo, i generali sovietici furono in grado di mantenere il paese stretto nella morsa del potere russo, e istituirono una crudele repressione nei confronti di tutte le persone legate al vecchio regime. Ufficialmente fu dichiarata la costituzione della Repubblica Popolare Mongola, ma in pratica il paese era sotto il controllo militare dell’Unione Sovietica guidata da Stalin, che aveva prevalso, nel controllo del paese, sulle forze cinesi.

A causa della sua antica condizione di regina della Mongolia, nel 1937 Genepil fu arrestata, insieme alla sua famiglia, e fu giustiziata durante le purghe del 1938. Di lei rimangono pochissime fotografie e la memoria di una ragazza uccisa senza nessuna colpa.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...