Quando nel 1250 lo Stupor mundi, il Sacro Romano Imperatore Federico II, morì a Castel Fiorentino, l’Impero Germanico già da anni era frantumato in innumerevoli regioni, città libere, ducati e principati dotati di una propria giurisdizione, frutto dell’impegno che i papi che successero a Innocenzo III misero nel distruggere con ogni mezzo l’Impero di Federico, dopo che le armi tradizionali della scomunica e dell’interdetto erano fallite. Alla morte dell’Imperatore, l’ira del papato si scagliò sull’intera casata degli Hoenstaufen e i discendenti di Federico vennero braccati fino a che l’ultimo della stirpe, suo nipote Corradino, fu decapitato a Napoli.

Nel corso del Grande Interregno, dal 1250 al 1273, nessun Imperatore salì al trono e le ultime vestigia dell’unità germanica svanirono del tutto, mentre principi e clero cambiavano continuamente partito passando dai guelfi (che appoggiavano il Papa) ai ghibellini (che sostenevano il potere imperiale).

Nella confusione che venne a crearsi, nacque in Vestfalia la confraternita segreta della Santa Vehme, il cui scopo era di punire i malfattori e mantenere la pace sociale. Secondo uno dei primi statuti della Vehme, essa doveva essere costituita da quattordici giudici, sette nobili e sette borghesi, tra i quali alcuni assolvevano le funzioni di boia. Essi amministravano la giustizia attraverso una commistione di diritto romano e diritto anglosassone.

Sotto, la Sacra Vehme in una miniatura del Herforder Rechtsbuch (circa 1375):

La Vehme deliberava segretamente. Le sedute si tenevano spesso in radure alla luce delle torce, in prossimità di un tiglio che all’occorrenza fungeva da forca. Lentamente, la confraternita si estese in tutta la Germania, reclutando adepti perfino fra i Cavalieri Teutonici e raggiungendo il suo apogeo all’inizio del XV secolo, contando centomila adepti.

Molte voci correvano sulla crudeltà delle torture vehmiche, che quasi sempre finivano con la morte dell’imputato

Sotto, un’illustrazione espone i metodi della Santa Vehme:

La Vehme iniziò a declinare solo nel XVI secolo, quando la giustizia imperiale si reimpossessò del suo prestigio grazie alla fermezza di imperatori come Massimiliano I e Carlo V. Salvo una breve ripresa durante la Guerra dei Trent’Anni, cessò di esistere verso la metà del XVIII secolo.

Sotto, una seduta a Lüdinghausen:

Quando il 28 giugno 1919 il Trattato di Versailles pose ufficialmente fine alla Prima Guerra Mondiale, la Germania risultò unica responsabile del conflitto, le sue forze aeree furono abolite, l’esercito ridotto a centomila uomini, il Paese condannato a riparazioni per 132 miliardi di marchi oro (33 miliardi di dollari circa), Alsazia e Lorena vennero restituite alla Francia, e il principio di autodeterminazione del Presidente americano Wilson venne applicato a tutti i popoli europei ad eccezione di quello tedesco. Così, Polonia, Cecoslovacchia e Italia ricevettero ampi territori tedeschi e l’Austria diventò uno stato indipendente.

Prima di quel momento, gli ufficiali del kaiser erano circa duecentomila. Di colpo, 190 mila di loro si trovarono esonerati da ogni incarico. Decisero quindi di unirsi e formare gruppi di resistenza contro il Trattato di Versailles per trascinare nella lotta tutto il popolo tedesco.

Sotto, un dipinto di femegericht Friedrich Hiddemann raffigura una seduta della Vehme:

L’O.C. (Organizzazione Consul), composta da ex ufficiali di marina, assassinò, tra gli altri, Marx Erzberger, che aveva firmato l’armistizio per la Germania, e Walter Rathenau, Ministro degli Affari esteri, che aveva proposto una riconciliazione con gli Alleati.

Sotto, Matthias Erzberger assassinato da due ex-ufficiali del Consul:

Il Gruppo Rossbach, invece, era composto da ex ufficiali dell’esercito imperiale, capeggiato dal tenente Gerhard Rossbach che così spiegava i metodi e i fini della sua organizzazione: “Distruggere, annientare tutto ciò che deve essere distrutto. Senza pietà, né misericordia, bisogna tagliare l’ascesso nel corpo malato della nazione, spremerlo fino al sangue”.

Entrambi i gruppi si ispiravano alla Santa Vehme medievale

Secondo gli statuti dell’O.C., il veleno nazionale era essenzialmente costituito dal giudaismo, dalla sinistra e dalla Costituzione di Weimar. L’organizzazione si impegnava a giustiziare i traditori attraverso la Vehme, i propri tribunali di giustizia sommaria. Anche Rossbach aveva istituito la propria Vehme clandestina: “A causa dello spionaggio esistente, è stata decisa la formazione di un corpo vehmico, esclusivamente composto da uomini di fiducia, tiratori scelti. La sua missione sarà quella di sorvegliare i movimenti dei sospetti e di eliminare traditori e individui politicamente indesiderati“.

In “Nazismo e Società Segrete”, lo studioso Jean Claude Frère afferma che “tutti gli assassini vhemici dopo il 1918 – trecentocinquantaquattro fino al 1922 – possono essere fatti risalire a due fonti: l’Organizzazione Rossbach e l’Organizzazione Consul”.

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Barbara Giannini

Barbara Giannini

Ho studiato Archeologia medievale a La Sapienza di Roma, dopodiché ho intrapreso la strada dell’editoria lavorando per una casa editrice romana come editor e correttrice di bozze. Sono stata co-fondatrice nel 2013 di un’agenzia letteraria per la quale ho continuato a lavorare come editor e talent scout, rappresentando autori emergenti in Italia e all’estero. Attualmente sono iscritta al secondo anno di Lingue e Letterature Straniere all’Università Roma Tre e nel frattempo mi occupo di politiche ambientali. Sono appassionata di letteratura, arte, storia, musica e culture straniere.