La storia dei disastri ambientali è qualcosa di comune nelle vicende umane, ma quella che interessò la Cina fra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 fu causata volontariamente, e portò alla distruzione di miliardi di vite fra umane e animali. La “Campagna di sterminio del Passero” fu la prima fra quelle denominate di “Eliminazione dei Quattro Flagelli“, che vide uccidere dapprima i piccoli volatili, accusati di mangiare il raccolto dei contadini, e poi zanzare, mosche e topi. Le scelte furono prese dal partito comunista cinese e furono promosse dal suo capo assoluto, Mao Zedong.
La campagna di sterminio dei passeri va contestualizzata nel periodo del “Grande Balzo in Avanti“, una politica di mobilitazione popolare perpetrata dal governo cinese nel quale si tentò, con effetti disastrosi, di riformare interamente tutta la Cina, trasformandone l’economia da contadina a industriale.
Gli effetti di questa politica economica furono causa della morte di un numero di persone che varia (secondo le stime) da 15 a 45 milioni sino addirittura a 78, effetti che vennero tenuti totalmente segreti sino all’inizio degli anni ’80.
Lo Sterminio dei Passeri
Nel 1958 Mao mobilitò i contadini cinesi per sterminare tutti i passeri del paese, accusati di mangiare il raccolto e impedire ai lavoratori di svincolarsi dal lavoro nei campi in favore dell’impiego nell’industria. Ai contadini fu ordinato di fare rumore con stoviglie e attrezzi in modo da non far posare mai gli uccelli, portandoli infine alla morte per sfinimento. Furono organizzate squadre di caccia, furono uccisi i pulcini e distrutti i nidi. Non esistono stime di quanti passeri rimasero uccisi, ma se fossero stati anche soltanto uno per ogni abitante si tratterebbe di circa 600 milioni di animali.
Le conseguenze
L’anno seguente lo sterminio degli uccelli, la natura pretese un dazio proporzionale alla follia distruttiva dell’uomo. Senza più predatori naturali, gli insetti nocivi come le cavallette, ad esempio, furono completamente liberi di mangiare i raccolti, causando una carestia senza precedenti.
I raccolti furono immensamente inferiori agli anni precedenti
Il numero di morti fu enorme: le stime ufficiali cinesi, sicuramente sottodimensionate, parlano di circa 15 milioni di morti, ma gli studiosi del periodo stimano almeno 45 milioni di decessi, mentre quelli più pessimisti parlano di un numero di morti di 78 milioni, quasi due volte la popolazione italiana di quel periodo, che era di circa 48 milioni di persone.
La Grande Carestia
La calamità, causata quasi del tutto da errori politici e macroeconomici, rimane un tabù anche a mezzo secolo di distanza. Il numero di morti senza precedenti, verificatosi in un lasso di tempo brevissimo, portò inoltre ad episodi di violenza e cannibalismo, con persone che uccidevano altre per non morire di fame, oppure che mangiavano i cadaveri dei propri parenti. Mao cambiò rapidamente la politica dello sterminio del passero, prendendo di mira mosche e zanzare, tanto che ai bambini delle scuole vennero fornite pistole al DDT.
Durante il periodo del “Grande Balzo in Avanti” si verificò una diminuzione della popolazione cinese, un fatto che non ebbe precedenti recenti nella storia e non si verificò mai più, neanche durante la politica del “Figlio unico”.
I passeri, nonostante la violenza dell’uomo, tornarono nei decenni successivi a mangiare gli insetti della Cina.

