Piccole isole in un mare di incertezze

Il periodo che stiamo vivendo sta certamente mettendo a dura prova la psiche di ognuno di noi: ovviamente c’è che ha più possibilità di altri, questo non è in discussione, anche solo se parliamo di “distrazioni”. La mitizzazione della quarantena non fa bene a nessuno, però: anche se abbiamo tra le nostre mura domestiche le più disparate possibilità e i più moderni sistemi di intrattenimento, oltre che a una condizione familiare ottimale, comunque subiamo questo distanziamento a livello psichico e continuare a negarlo rischia di portarci più danni che benefici.

La realtà è che stiamo soffrendo e forse potremmo cominciare con l’ammetterlo, fuori da ogni ironia, strumento, l’approccio ironico, che ci porta a livelli di cinismo non più sostenibili. Una volta ammesso questo aspetto, possiamo cercare di guardare le piccole luci che si profilano all’orizzonte, quelle deboli ma ostinatissime fiamme di speranza che potrebbero farci tornare un sorriso (stavolta autentico). Nelle prossime righe, le buone speranze in tema Coronavirus.

I ricercatori non esistono solo nei Film

…e sarebbe bene ricordarcelo quando ci sarà da premere per dare soldi alla ricerca. Sono moltissimi i medici e i ricercatori che, oltre che essere impegnati in prima linea nelle corsie degli ospedali, si stanno muovendo con le loro intelligenze per consentirci di rispondere all’ondata di paura che ci sta investendo. Unirci attorno a questa folta comunità di menti eccellenti, e sostenerla anche in momenti di relativa calma, porterebbe alla nostra umana comunità dei progressi che difficilmente potrebbe raggiungere in altri modi. Ricordiamocene, davvero.

Si può dare di più

Ma soprattutto, si può guardare di più: le condizioni di disagio causate dalla povertà non sono mai state tanto evidenti. L’imbarazzo di chi è costretto a ricorrere ai buoni spesa statali, nel momento in cui alle casse dei supermercati bisogna estrarli per pagare, è evidente e dovrebbe farci riflettere: come può una società accettare che vi siano tali e tanti dislivelli al suo interno? Non solo: si è detto che questo virus tenda a livellare le persone, ma non è assolutamente vero.

Banalmente, chi può ricorrere alla sanità privata sarà sempre più avvantaggiato, anche per il solo fatto che potrà chiamare il proprio medico con la certezza di trovarlo. Per non parlare dei tamponi, che per alcune figure la cui ricchezza e fama non sono in discussione (abbiamo fulgidi esempi nello spettacolo e nello sport) sono stati resi disponibili. Il divario tra le persone è grande e non sarà la “caccia al runner” a colmarlo: possiamo vederlo con chiarezza e possiamo ricordare anche questo, una volta passata (speriamo il prima possibile) l’emergenza pandemica. Questa la speranza per un futuro migliore, senza dislivelli così ampi e pericolosi per i soliti ultimi.

Senza dubbio sono molti gli insegnamenti che sapremo trarre da questo orribile periodo, e molto potremo cambiare. Queste le speranze: rimaniamo attenti, non facciamoci distrarre da polemiche inutili e aggrappiamoci alle poche certezze che abbiamo. La prima, forse la più importante tra tutte, è quella che apparteniamo alla stessa società, un insieme di individui che ha le potenzialità di muoversi con intelligenza e sensibilità.

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Questo articolo è realizzato in collaborazione con un'azienda Partner.