Chi di voi ha visto il film della Pixar, Coco? Un capolavoro animato la cui storia ruota attorno al culto della morte in Messico. Ve lo chiedo perché è proprio grazie a questo film che ho potuto scoprire e conoscere più a fondo lo Xoloitzcuintle, più comunemente chiamato cane nudo messicano o cane azteco. Ma perché proprio “cane della morte”? Facciamo un passo indietro nella storia e scopriamo il perché di questo soprannome.

Sotto, il cane Xoloitzcuintle, fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Lo Xoloitzcuintle è una razza canina primitiva, difatti le sue origini risalgono a più di 6.000 anni fa e il curioso nome vede l’unione delle parole Xolotl e itzcuintli, che tradotte significano “cane del dio Xolotl” che secondo la mitologia azteca era il dio delle tempeste e anche colui che aiutava i morti nel loro viaggio verso l’aldilà.

Nelle raffigurazioni artistiche veniva dipinto solitamente come una figura scheletrica o come un uomo con la testa di un cane. Esatto, un cane. E con questo torniamo a concentrarci sul nostro amico a 4 zampe. I cani nudi messicani si chiamano così proprio per la loro totale assenza di pelo.

Una raffigurazione di Xolotl (Codice Fejervary-Mayer, XV secolo):

Certo, non saranno cani famosi per la loro bellezza, ma posseggono molte qualità. Sono dolci, allegri, coraggiosi, divertenti e molto pazienti con i bambini, anche se nei confronti degli estranei possono essere un tantino diffidenti. Il mito racconta che allo Xoloitzcuintle era affidato il compito di trasportare l’anima del padrone nell’aldilà proprio per questa impressionante somiglianza con il dio Xolot. Come molti popoli antichi, gli aztechi credevano che per raggiungere il mondo dei più fosse necessario attraversare il possente fiume dell’oltretomba ogni anima che non riusciva in questo intento sarebbe stata condannata a vagare senza una meta per l’eternità.

Xólotl descritto nel Codice Borgia:

L’anima del caro estinto arrivava sulla riva del fiume Chicunahaupan 4 anni dopo la morte corporea e l’unico modo per attraversarlo era trovare sull’altra riva il proprio cane, che riconoscendola si tuffava nell’acqua per farla salire sulla sua groppa e aiutarla a guadare l’impervio fiume dell’oltretomba. Credete sia finita qui? Eh no!

Sotto, statua xolotl. Fotografia di Dr. Bernd Gross condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia:

Il cane nudo messicano è uno degli animali più rappresentativi nella cultura azteca ed anche il più amato dai grandi artisti messicani di questo secolo, a partire da Diego Rivera e della moglie Frida Kalho, che ne possedeva un esemplare. A Colima in Messico, esiste addirittura un museo interattivo dedicato a questa speciale razza canina, un museo dove i più piccoli possono scoprire le origini antiche di questo quadrupede e anche divertirsi in generale con la scienza. Il concetto appena spiegato in questo articolo si può perfettamente afferrare nel film d’animazione Coco, dove il cane nudo messicano di nome Dante fa da coprotagonista, accompagnando il piccolo Miguel nel regno dei morti.