I ruggenti anni ’20 negli Stati Uniti non sono solo musica jazz e capelli alla garçonne. Cambiano mode e costumi e la “modernità”, figlia del progresso tecnologico di quegli anni (automobili, aerei, cinema, radio) sembra offrire opportunità mai conosciute prima, a uomini e donne che sappiano coglierle (poi arriva la grande crisi del ’29 e tutti i sogni si infrangono).

Tra le tante cose di cui potrebbe vantarsi Gladys Roy, una donna che vive “al massimo” quegli anni, c’è quella di aver giocato a tennis sulle ali di un aereo. Ma non è l’unica prodezza della spericolata ragazza, che balla il charleston sempre lassù per aria, e detiene il record del salto più basso con il paracadute. Muore giovane, ad appena trent’anni, per un incidente aereo ma non in volo: con tutti i pericoli che ha corso esibendosi tra le nuvole, finisce sbadatamente tra le pale dell’elica di un aereo in moto, dopo aver posato per una fotografia.

Gladys Ingle

E poi c’è Gladys Ingle, che salta da un aereo ad un altro in volo, unica donna dei “13 Black Cats”, un gruppo di “camminatori sulle ali”.

I 13 Black Cats

Mestiere nuovo e rischiosissimo questo dei Wind Walker, che per un decennio stupiscono folle di persone a testa in su, compiendo acrobazie senza nessun tipo di precauzione (vedi paracadute). La spericolata Gladys Ingle morirà nel 1981, a 82 anni.

Il wind-walking ha un’origine di tipo pratico: talvolta i piloti devono risolvere problemi meccanici e si avventurano sull’ala dell’aereo, magari bloccando i comandi se non c’è un secondo pilota. Pare che il primo sia stato il leggendario Samuel F. Cody (nessuna parentela con Buffalo Bill) nel 1911, ma sono in tanti a fare altrettanto.

Ormer Locklear

Ormer Locklear, ad esempio, esce regolarmente sulle ali quando c’è un problema, mentre si addestra da pilota durante la prima guerra mondiale. E’ lui ad entusiasmare le folle durante la prima esibizione pubblica di questo tipo di acrobazia, nel 1918, e poi dà vita al Locklear Flyng Circus, uno dei numerosi circhi volanti che nascono in quegli anni.

Ormer Locklear deve afferrare la scala del secondo aereo

Da quel momento in poi c’è una costante sfida a chi compie le imprese più spericolate, tra i wind walker, che orgogliosamente ammettono di voler far soldi sulla voglia del pubblico di – possibilmente – veder morire qualcuno. Locklear poi, che accetta di girare dei film incentrati tutti sull’acrobazia aerea, morirà girando l’ultima scena di The Skywayman, schiantandosi contro un pozzo di petrolio.


L’equivalente femminile di Ormer Locklear è Ethal Dare, soprannominata la “strega volante”, che gira come una trottola appesa all’elica dell’aereo con una “mascella di ferro”.

Partecipare a spettacoli così estremi quando ancora non avevano diritto al voto, per le donne, era qualcosa di straordinario, di più, liberatorio. La storica Janann Shermann descrive così quegli anni un po’ folli: “Sono stati giorni inebrianti per le giovani donne, al culmine del movimento per il suffragio femminile”.

Lilian Boyer è un altro esempio da manuale: la ragazza, che fa la cameriera in una piccola città del Nebraska, riesce a realizzare il suo grande desiderio di volare quando due clienti la invitano a fare un giro con loro. Al suo secondo volo esce sull’ala, e non smette più: diventa la sua attività per tutti gli anni ’20.

Lilian Boyer

Lilian Boyer

L’elenco delle wind walker non finisce qui: c’è Phoebe Fairgrave Omlie, che è la prima donna a ottenere la licenza di meccanico d’aereo, e poi quella di pilota da trasporto aereo; c’è Bessie Coleman, la prima wind walker afroamericana, che poi sarà anche la prima donna pilota di colore, nonché la prima persona afroamericana ad ottenere una licenza di pilota internazionale. Usa dire che:

L’aria è l’unico posto libero da pregiudizi

Bessie Coleman

Nel 1929, con la grande crisi economica, tutto cambia: molti dei circhi volanti sono messi in ginocchio e cessano l’attività. Altri, i più piccoli, riescono a proseguire fino al 1938, quando l’Air Commerce Act rende obbligatorio l’uso del paracadute. Finisce un’epoca, quella degli spericolati acrobati dell’aria, ma il wind walking continua ad essere praticato ancora oggi, seppure con regole molte diverse.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.