Berlino 1924, le vie della città sono squassate da un fragore. La paura lascia spazio allo stupore quando il responsabile viene smascherato: un ragazzino di dodici anni. Il giovane Wernher aveva causato un’esplosione testando una specie di automobile-razzo appositamente costruita per battere un record di velocità. La bravata costò cara al novello inventore, il quale dovette addirittura esser prelevato dal padre Barone presso gli uffici della polizia locale. Negli anni a seguire Wenher lo scavezzacollo si trasformò nel temuto ingegner von Braun, il quale guiderà il progetto che porterà l’uomo sulla luna.

Gli esordi scolastici del piccolo Wernher non lasciavano certo trasparire la sua futura grandezza. Il ragazzo non era uno studente eccelso, soprattutto nei campi che ne avrebbero determinato la fortuna. Nonostante fosse infatti un ottimo musicista, avendo dimostrato di cavarsela egregiamente sia con il pianoforte, sia con il violoncello, si dice che avesse qualche lacuna di troppo in matematica. Il destino tuttavia avrebbe presto scoperto le sue carte.

La prima svolta fu determinata da un regalo della madre, la nobildonna Emmy von Quistrorp, la quale, donandogli un telescopio, accese la scintilla dell’amore per la scienza nella mente del figlio. La seconda, determinante, nel 1927 con la lettura del saggio “Die Rakete zu den Planetenräumen”, ovvero “I razzi negli spazi interplanetari”, di Hermann Oberth. L’entusiasmo del ragazzo fu talmente forte da spingerlo a scrivere al grande scienziato, il quale lo incoraggiò ad alimentare il suo interesse. Tre anni dopo diventerà il suo assistente finendo per collaborare con Oberth nella “Società per i viaggi nello spazio” fondata proprio da quest’ultimo.

Wernher von Braun, nel suo ufficio di direttore del centro di volo spaziale della NASA il 1º maggio 1964:

Nel 1931 Oberth e i suoi collaboratori riuscirono a far toccare ad una loro creazione i 60 metri d’altezza nell’entusiasmo generale. Sfortunatamente i successi ebbero vita breve: a seguito dello schianto di un esperimento sopra un immobile abbandonato la polizia vietò il lancio di razzi con un peso superiore ai cinque chili. Il principale fattore che determinò il fallimento della società fu tuttavia la perenne mancanza dei fondi necessari. L’unica possibilità sarebbe stata quella di collaborare con l’esercito minando l’indipendenza della società, cosa che nessuno tra gli scienziati era disposto a fare.

O meglio, quasi nessuno

Von Braun accettò infatti il compromesso assicurandosi un futuro di successo mentre il resto della società colava a picco.

Peenemünde, 1941: von Braun, in primo piano e in borghese, fotografato assieme a ufficiali tedeschi. Fotografia del Bundesarchiv condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia:

Nel 1933 i nazisti presero il potere e nell’anno seguente il giovane Wernher ottenne il dottorato alla facoltà di ingegneria di Berlino con una tesi sulla propulsione che finirà secretata dalle forze armate. Il partito si interessò fin da subito al giovane ingegnere, il quale cominciò ben presto a lavorare sui razzi per scopi bellici. La pace di Versailles del 1919 aveva infatti proibito alla Germania di avere carri armati, aviazione e navi da guerra, ma nulla si diceva sui razzi, i quali all’epoca del trattato erano poco più che fuochi d’artificio. Lavorare su nuovi strumenti bellici sembrava quindi il modo migliore per rafforzare la forza militare tedesca senza violare le imposizioni nemiche.

Un razzo V2 nella sua rampa presso il HVA Peenemünde nel marzo 1942. Fotografia del Bundesarchiv condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia:

Le fatiche di von Braun culminarono l’8 settembre 1944 quando la sua creatura colpì Parigi e, a poche ore di distanza, Londra: si trattava del missile V2, arma in grado di trasportare una testata esplosiva di circa 800 chili. Il nome del razzo rende perfettamente l’idea delle intenzioni dei tedeschi: la V stava infatti per “Vergeltungswaffe” ossia “arma della vendetta”. Ma il futuro del conflitto era ormai segnato e il Reich destinato alla sconfitta. Von Braun comprese che era meglio arrendersi. Decise quindi di consegnarsi agli Americani, facendo il possibile per non cadere in mano russa, visto il trattamento che i sovietici erano soliti riservare alle SS.

Walter Dornberger, Herbert Axster, Wernher von Braun e Hans Lindenberg il 3 maggio 1945, dopo essersi consegnati alle truppe statunitensi:

Gli anni di collaborazione con il regime costituiranno l’aspetto più controverso della vita di von Braun. Negli anni a seguire smentirà di averne condiviso gli ideali, sostenendo di aver lavorato per i nazisti per mero interesse personale. Le onorificenze delle quali poté fregiarsi durante la sua carriera nelle SS sembrano tuttavia dire il contrario: La “Croce al merito di guerra” e la “Croce di cavaliere al merito di guerra di prima classe con spade” gli furono infatti conferite da Hitler in persona insieme al prestigioso titolo di “Her Professor”.

Pare inoltre che non abbia esitato ad utilizzare la speciale manodopera proveniente dai campi di concentramento per portare a termine le V2, approvando le crudeli punizioni corporali destinate a chi non avesse lavorato abbastanza duramente. Guy Morand, partigiano comunista francese, avrebbe in seguito raccontato di come von Braun avesse addirittura incitato i suoi aguzzini a frustarlo con maggior vigore.

Walt Disney e von Braun nel 1954 con un modello di astronave passeggeri. I due collaborarono a una serie di tre film educativi sul tema aerospaziale:

In seguito alla resa agli Americani inizierà a collaborare con loro. In fondo il professor von Braun aveva un nuovo padrone, ma le sue mansioni non sarebbero cambiate un gran che. Negli anni 50 continuò l’attività missilistica durante la guerra in Corea e progettò il primo razzo, il Redstone, in grado di trasportare bombe atomiche.

Il professor von Braun nel suo ufficio, 1º settembre 1960:

Il 25 Maggio 1961 la svolta: a seguito dei successi spaziali sovietici Kennedy annunciò che gli USA avrebbero mandato un astronauta sul suolo lunare nel giro di dieci anni. Cominciava così il celeberrimo programma Apollo che, grazie al razzo Saturn V sviluppato proprio sotto la direzione di von Braun, avrebbe consegnato la luna all’umanità.

Wernher von Braun con il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy, nel 1963:

Pochi giorni dopo il grande successo von Braun si recò di fronte alla Commissione spaziale degli Stati Uniti. Il motivo? Convincere la commissione ad approvare il suo progetto di un viaggio verso Marte entro il 1981! L’ambizione dello scienziato sfortunatamente dovette scontrarsi con una bocciatura (sembra per una manciata di voti):

Il denaro sarebbe stato investito per la guerra in Vietnam

Wernher von Braun davanti agli endoreattori F-1 del primo stadio del Saturn V:

La nostra storia si conclude così, con un uomo beffato dal destino. Un uomo che, dopo aver sfruttato per anni le ambizioni belliche dei propri padroni al fine di raggiungere il successo, proprio per una guerra si vide negare la possibilità di rincorrere il suo ultimo sogno.

Fonti: Torino Scienza, Storiologia.

Bibliografia: G. F. Bignami; Il mistero delle sette sfere – Cosa resta da esplorare: dalla depressione di Afar alle stelle più vicine; Arnoldo Mondadori Editore S.p.a; Milano; 2013.

Alberto Pellegrino
Alberto Pellegrino

Appassionato di tutto ciò che è insolito, antico o assolutamente privo di qualsiasi risvolto pratico.