Spesso nascosti fra vicoli sconosciuti e lontani dal trambusto turistico delle attrazioni più popolari, i pozzi sotterranei a gradini in India sono una peculiarità architettonica unica del grande paese asiatico, che rischiano di essere completamente dimenticati o distrutti. La giornalista Victoria Lautman ha trascorso 4 anni della sua vita fotografare 120 siti di importanza archeologica costruiti a partire dal VI secolo dopo Cristo fino al 1.600 circa. I pozzi servivano come garanzia di approvvigionamento idrico costante per la popolazione, che poteva fruire dell’acqua proveniente dal sottosuolo durante tutti i periodi dell’anno, quindi non soltanto in corrispondenza dei monsoni che bagnano la zona.

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All’inizio i pozzi erano semplici e spartani, ma col passare del tempo diventarono dei veri e propri capolavori architettonici, luoghi di centrale importanza per la popolazione delle città, realizzati con gusto decorativo unico. I pozzi erano dei luoghi di aggregazione sociale, di ristoro dal caldo e di abbeveraggio per gli animali, e avevano addirittura una serie di Dèi protettori per favorire l’afflusso d’acqua. Questo approvvigionamento continuo consentiva infatti di irrigare anche i campi vicini al pozzo, un ruolo a dir poco fondamentale per la sussistenza delle diverse città.

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Nel corso dei secoli tantissimi pozzi furono prima abbandonati e poi, nei casi peggiori, completamente distrutti, a causa dell’acqua stagnante che era terreno fertile per gli insetti che diffondevano virus e batteri. Grazie all’industrializzazione le pompe d’acqua divennero i sostituti ideali dei pozzi a gradini che, in alcuni casi, furono fortunatamente soltanto abbandonati al proprio destino.

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Negli ultimi tempi i pozzi a gradini sono stati rivalutati a causa delle devastanti crisi idriche provocate dal riscaldamento globale, e alcuni tentativi da parte della popolazione di riattivare i pozzi hanno portato a nuova vita questi monumenti di un lontanissimo passato. Victoria Lautman ha svolto un lavoro documentario di fondamentale importanza perché, in molte zone, l’utilizzo dei pozzi è ben lungi dall’essere ripreso, e quindi è presumibile che, prima o poi, questi magnifici monumenti architettonici rimarranno distrutti dal tempo. Il lavoro di Lautman è stato pubblicato sulla Enciclopedia Britannica e su diverse altre testate di prestigio internazionale.

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Il video documentario del lavoro:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...