Fu il dubbio del secolo, il pettegolezzo che girava per tutte le corti e non solo, il caso che fece parlare sottovoce e che non è mai stato risolto.

Chi era Vittorio Emanuele II?

Vittorio Emanuele era figlio di Carlo Alberto e di Maria Teresa d’Asburgo-Lorena. Era nato il 14 marzo 1820 a Palazzo Carignano a Torino. Già l’anno dopo la famiglia venne spedita in Toscana dal re Carlo Felice che non vedeva di buon occhio Carlo Alberto, ritenuto troppo liberale.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Carlo Alberto sovrano nel 1833:

Il 16 settembre 1824 scoppiò un incendio nella villa di Poggio Imperiale, proprio nella stanza dove dormiva Vittorio Emanuele. Pare fosse stato involontariamente appiccato dalla balia Teresa Zanotti Racca alla zanzariera della culla, e le fiamme si diffusero rapidamente.

Teresa si prodigò per salvare il bambino e riportò ustioni tanto gravi da morire entro qualche giorno

Questo il verbale dell’incidente:

‘All’Illustrissimo Signor Commissario del Quartiere Santo Spirito’

La sera del sedici stante verso le undici e mezzo, la Baglia di Sua Altezza Imperiale e Reale il Principe di Carignano, essendo nel suo appartamento, e volendo con il lume ammazzare le zanzare gli prese fuoco lo zanzariere; ed il vestito che aveva ancora indosso, volendo salvare il Bambino che era in letto acese ancora il medesimo alle grida della medesima accorse delle Cameriste, e altre persone di servizio, e spensero il fuoco, essendo rimasto nel letto mezzo materasso, e la Baglia si dice che stia in pericolo ti vita, stante di essersi bruciata sotto. Che è quanto“.

Vittorio Emanuele II di Savoia:

Nonostante il materasso bruciato a metà, il bambino, dopo pochi giorni, era completamente sano. A Firenze parve impossibile che il piccolo fosse uscito illeso da un simile incidente e si cominciò a spettegolare, anche perché un macellaio, Gaetano Tiburzi, lamentò la scomparsa del figlio e, misteriosamente, poco dopo si arricchì inspiegabilmente, arrivando ad acquistare un palazzo dove aprì una nuova macelleria.

Naturalmente si parlò subito di una sostituzione di bambini, anche se i due genitori del piccolo Vittorio Emanuele erano ancora giovani e avrebbero potuto avere altri figli, come in effetti fu.

Nel 1822 nacque Ferdinando, ma nel momento dell’incidente non potevano essere certi di avere altri figli, e soprattutto figli maschi

Ferdinando, tanto per inquadrarlo storicamente, divenne poi il padre di Margherita che sposò il suo primo cugino Umberto, figlio di Vittorio Emanuele, diventando la prima Regina d’Italia.

Sotto, Ferdinando di Savoia:

La vita del piccolo Vittorio Emanuele scorse senza particolari problemi, ma il sospetto di una sostituzione in culla restò nell’aria e tornò a circolare quando Vittorio Emanuele crebbe. Il padre Carlo Alberto era alto quasi 2 metri, così come il figlio minore Ferdinando. La moglie Teresa era slanciata e bella, e in famiglia erano tutti di tratti molto aristocratici e raffinati.

La consorte di Carlo Alberto: Maria Teresa d’Asburgo-Lorena. Dipinto di Pietro Benvenuti:

Vittorio Emanuele era alto 1,58, tarchiato, dai lineamenti pesanti, con la carnagione rubizza, rozzo, per nulla raffinato, e restò per tutta la vita poco colto, come si nota nelle sue lettere rimaste, odiando lo studio e preferendo la caccia e la vita di campagna. La sua amante, poi moglie morganatica, Rosa Vercellana, era analfabeta, e con lei Vittorio Emanuele si trovava bene a fare una vita ben diversa da quella di corte, dalla quale scappava non appena poteva.

Perfino Massimo D’Azeglio era un convinto sostenitore della sostituzione, tanto che affermava che il re fosse in realtà il figlio di un macellaio

Sotto, Rosa Vercellana e Vittorio Emanuele II di Savoia:

Qualche anno fa una famiglia di Arezzo, i Verecondi, cominciò a sostenere di essere i discendenti del vero Vittorio Emanuele raccontando che il bambino, gravemente ustionato e sfigurato, non morì, ma venne curato e sopravvisse.

Il piccolo bambino fu affidato alla famiglia aristocratica Serristori, sempre controllato dai Savoia che ne pagavano il mantenimento, e dal Vescovo di Arezzo, Albergotti, che scelse per lui il nome di Fausto Verecondi. Una volta adulto si sposò, ebbe 5 figli e così via fino al discendente attuale Umberto Verecondi, dai tratti somatici aristocratici, biondo, occhi azzurri e alto quasi 2 metri.

Le somiglianze fra la famiglia Verecondi e la casa Savoia sono solo una coincidenza? L’altezza e i tratti di Vittorio Emanuele possono essere solo il frutto di uno scherzo della genetica?

Nonostante i tentativi di minimizzare la cosa, il fatto storico sembra troppo ben circostanziato per apparire soltanto un’invenzione.

Inoltre, storicamente la sparizione del bambino sfigurato non sarebbe strana, nelle famiglie reali i bambini malformati o portatori di tare genetiche venivano spesso rinchiusi in istituti e sparivano dalla vita di corte e perfino dalle immagini di famiglia. Ci sono molti precedenti, in ogni famiglia reale d’Europa. Lo stesso figlio di Vittorio Emanuele II, Oddone, affetto da nanismo e deformità, seppur intelligentissimo, venne confinato a Genova e non apparve mai nelle foto di famiglia.

Sotto, Oddone Eugenio Maria di Savoia:

Se lo scambio in culla fu un’invenzione dell’epoca o un fatto reale probabilmente non si saprà mai, a meno che gli attuali discendenti di casa Savoia non accettino di effettuare un test del DNA, anche se l’eventualità sembra piuttosto remota.

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.