La monarchia britannica è nota per essere estremamente efficace nel coprire gli scandali e distruggere prove compromettenti, anche quando queste sono persone in carne ed ossa. Dove ci sono segreti però, solitamente ci sono anche persone disposte a parlare. I numerosi figli della Regina Vittoria, la quale fu a capo del Regno di Gran Bretagna durante quasi tutto l’800, riuscirono a coprire l’amicizia fra lei e un servo indiano, Abdul Karim, in modo che non ne rimanesse “quasi” traccia.

Il “Quasi” è d’obbligo

Tutti i documenti scritti riguardanti il giovane “Munshi” – maestro – della Regina furono distrutti, e durante il ‘900 nessuno ebbe notizia di un rapporto speciale, che getta nuova luce sull’apertura mentale della sovrana stessa.

La Regina Vittoria con il Munshi nel 1893:

Nel 2010 è stato scoperto però un diario perduto, quello di Abdul stesso, che svelò un’amicizia complessa e articolata. La regina, più anziana di Karim di 40 anni, cercava una figura maschile in grado di sostituire il defunto consorte, amatissimo ma morto in giovane età, colmando il vuoto di compagnia maschile alla propria corte.

La storia di un incontro eccezionale

In occasione del giubileo d’oro della regina, nel 1887, vennero invitati a corte 50 re e regine da tutto il mondo. Due dei monarchi presenti erano principi indiani, e Vittoria chiese specificamente due camerieri di origini indiane per servire i propri ospiti.

Uno dei due camerieri, Abdul Karim, incantò immediatamente Vittoria, che lo fece divenire uno dei suoi servi personali

La Regina e Adbul Karim durante il Giubileo d’Argento nel 1897:

Abdul aveva solo 24 anni quando arrivò in Inghilterra, e il suo status servile non gli era gradito, e desiderava tornare in India. Incantata dal giovane indiano, Vittoria lo elevò a proprio maestro, insegnante di lingua urdu. Egli le fece conoscere il curry, la scrittura urdu ma anche il narghilè, che divenne utilizzatissimo a Buckingham Palace. E’ bene ricordare che la Regina Vittoria, divenuta indofila, era anche Imperatrice d’India, colonia britannica che rimase sotto la corona sino alla conclusione della rivoluzione pacifica di Gandhi, nel 1947.

Abdul e Vittoria vissero molti anni insieme, e la Regina apprese moltissimo di un mondo che era a lei sostanzialmente alieno.

L’amicizia fra i due rappresentò uno scandalo enorme a corte

Abdul era musulmano, di infimo ceto sociale, eppure era la persona più vicina in assoluto alla Regina Vittoria, il monarca più potente del pianeta. La regina portava il proprio maestro ovunque, in viaggi e cerimonie ufficiali, e diversi la accusarono di aver perso la ragione. Vittoria difese le proprie decisioni con coraggio, e garantì ad Abdul una pensione dorata concedendogli diversi terreni in India.

I due aggiunsero fiamma al fuoco trascorrendo una notte insieme in uno dei cottage della Regina, cottage che aveva ospitato prima di Abdul soltanto il principe Alberto. Nonostante una relazione romantica sia ritenuta assai improbabile dagli storici, i due vivevano certamente un’amicizia speciale, unica nel proprio genere. Abdul riempì il vuoto maschile nella vita della Regina, intrattenendola e insegnandole diverse nozioni della propria terra d’origine. E’ bene ricordare che, al contrario dell’atteggiamento di tutti i membri della corte inglese, Vittoria era assolutamente lontana da ogni forma di razzismo. Durante il suo regno venne abolita la schiavitù, e la regina aveva già dato modo di apprezzare popoli lontanissimi da Londra adottando Aina, una principessa-orfana Africana.

Nonostante sarebbe utilissimo a livello storico conoscere i dettagli dell’influenza di Abdul Karim sulla politica inglese di fine ‘800, i registri con la corrispondenza fra la regina e il suo maestro di urdu furono interamente distrutti. Fra le sue note personali si scorgono soltanto scritte brevissime in urdu, come “Abdul insegna alla Regina”, “Tienimi Stretto” o “Mancherà molto al Munshi”, di difficile interpretazione.

Karim Abdul ebbe una vita agiata per il proprio status sociale. Si sposò con una donna indiana e tentarono di avere figli, ma i medici di corte, interpellati dalla Regina Vittoria, diagnosticarono all’uomo la gonorrea, che gli impediva di concepire figli propri. L’uomo sopravvisse alla regina per 8 anni, morendo nel 1909 ad Arda, in India, nella propria residenza privata fatta realizzare dalla regina stessa.

Abdul Karim ritratto dall’artista Rudolf Swoboda, nel 1888

Se non volete perdervi lo streaming di questo film mentre siete all’estero potete capire come fare leggendo la guida di Migliori Vpn. La storia fra Vittoria e Abdul è stata trasposta sul grande schermo con il film “Victoria e Abdul”, di cui trovate sotto il trailer:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...