Virginia Bourbon Del Monte: una Agnelli Dimenticata

Nell’immaginario collettivo la famiglia Agnelli resta la più ricca e potente d’Italia, ma non è così. Nella classifica delle famiglie più ricche d’Italia è solo al decimo posto, superata da famiglie famose come per esempio Berlusconi, Aleotti (ovvero casa farmaceutica Menarini), Del Vecchio (ovvero Luxottica) e soprattutto Ferrero, al primo posto come famiglia e come patrimonio personale di Giovanni Ferrero e nelle persone più ricche John Elkann risulta solo al 26° posto superato anche da Armani, Ferrari, Prada, De Longhi, Campari e Benetton.

La famiglia Agnelli è sempre stata molto riservata, lontana dalle cronache tranne che per le tragedie familiari e, in tempi recenti, per il comportamento di Lapo Elkann, però negli anni ’30 c’è stata una Agnelli che ha fatto scandalo ed è stata ostracizzata dalla famiglia. Raccontiamo la sua storia dall’inizio.

Nel 1899 Giovanni Agnelli fondò insieme a molti soci dell’élite torinese la Fabbrica Italiana Automobili Torino (molto bello il romanzo storico con un pizzico di giallo “Quando l’automobile uccise la cavalleria” di Giorgio Caponetti). Nel 1906 la vecchia società fu liquidata e ricostituita con lo stesso nome, ma questa volta Giovanni Agnelli era il socio maggioritario. Giovanni aveva due figli, Aniceta ed Edoardo, quest’ultimo era destinato a succedergli nella conduzione della Fiat.

Edoardo era nato nel 1892, si laureò in Giurisprudenza e partecipò alla Prima Guerra Mondiale come autista del Generale Luigi Cadorna. Prima di assumere la carica di Vice Presidente della Fiat viaggiò molto per ampliare le conoscenze industriali e prepararsi alla successione al padre. Fu anche Presidente del giornale “La Stampa” e dal 1923 Presidente della Juventus.

Era un uomo sportivo, a lui si deve anche costruzione della stazione sciistica del Sestrière divenuta poi una delle più famose d’Italia, frequentata dal Jet set dell’epoca. Il 5 giugno 1919 sposò Virginia Bourbon del Monte, famosa per essere una delle più belle principesse italiane dell’epoca. Il padre Carlo era principe di San Faustino e marchese di Santa Maria, la madre l’ereditiera americana Jane Allen Campbell.

Virginia era nata il 24 maggio 1899 e caratterialmente aveva ereditato la spregiudicatezza della madre. Non amava studiare, la figlia Susanna disse di lei “fragile, amante della gaiezza, totalmente priva di istruzione, sempre e fondamentalmente una ragazza“, amava le feste, i divertimenti, era piena di corteggiatori e frequentava il giro di miliardarie americane amiche della madre. Nel 1918 a una festa a Palazzo Barberini, dove viveva, conobbe Edoardo Agnelli, e fu un colpo di fulmine per entrambi.

Virginia Bourbon del Monte Agnelli, dipinto di Leonor Fini

Già nell’aprile 1920 nacque la prima figlia Clara, nel 1921 nacque Giovanni, nel 1922 Susanna, nel 1925 Maria Sole, nel 1927 Cristiana, nel 1929 Giorgio e infine nel 1934 Umberto.

Dopo i primi anni di amore il matrimonio iniziò a traballare per le abitudini di entrambi i coniugi. Se lei era spregiudicata lui non era da meno, ed era un susseguirsi di contrasti e riavvicinamenti.

La famiglia trascorreva l’estate a Forte dei Marmi, mentre Edoardo faceva la spola fra la Toscana e Torino per i suoi impegni di lavoro. Il 14 luglio 1935 stava rientrando a Genova con l’idrovolante per proseguire poi per Torino quando, in fase di ammaraggio, i galleggianti del Savoia Marchetti di famiglia urtarono un tronco che galleggiava in acqua facendo capottare l’aereo. Il pilota si salvò mentre Edoardo fu colpito da un’elica e morì sul colpo.

Virginia aveva solo 36 anni e una compagnia di 7 figli, ma la sua voglia di vivere era restata la stessa. Nello stesso anno rivide Curzio Malaparte e i due iniziarono una relazione tanto forte da farli decidere di sposarsi nell’ottobre del 1936.

Malaparte non era sicuramente l’uomo ideale per una famiglia come gli Agnelli, un “dandy”, sempre elegantissimo e azzimato, pieno di donne dalle quali era richiestissimo, ex fascista della prima ora poi espulso dal partito per critiche a Mussolini, direttore de “La Stampa” ma licenziato nel 1931 perché definito “fascista di sinistra”, arrestato per i suoi scritti contrari al regime nel 1933 e condannato a 5 anni di confino a Lipari. Grazie alla sua amicizia con Ciano già nel 1934 fu mandato in soggiorno obbligato a Forte dei Marmi e infine liberato, ma restava controllato dall’OVRA (Opera Volontaria di Repressione Antifascista).

Malaparte non aveva mai desiderato sposarsi, alcuni sospettano che fra i due ci fosse, o ci fosse stata, una relazione ripresa dopo la morte di Edoardo, non ce n’è alcuna prova, ma di Virginia era veramente innamorato e lei di lui.

Curzio Malaparte

Giovanni Agnelli, suocero di Virginia, appena venne a conoscenza della relazione e dell’intenzione di sposarsi si mosse per far togliere a Virginia la potestà sui figli. I pessimi rapporti di Malaparte con gli Agnelli dopo il licenziamento dal giornale, il tradimento del fascismo, la condanna e la recente morte del figlio possono essere la ragione di un tale accanimento contro la nuora.

Anche Virginia era controllata dall’OVRA, e le prove della relazione servirono al senatore Agnelli per citare la nuora presso il Tribunale de Minori di Torino per condotta scandalosa. La sentenza del dicembre 1936 recita “Ritenuto che la madre dei minori, a breve distanza dalla morte del marito, ha contratto una relazione che tuttora perdura, i cui effetti non possono che essere gravemente pregiudizievoli al benessere dei minori, gli stessi possono essere affidati con piena tranquillità alle cure del nonno paterno, Senatore Giovanni Agnelli“.

A Torino gli Agnelli erano troppo importanti, Virginia era già sicura del risultato della sentenza e con i figli si trasferì a Roma, dove aveva molte più conoscenze, prima ancora che venisse pronunciata.

Senatore Giovanni Agnelli

Nel maggio 1937 venne riconfermata la sentenza di affido al nonno e Virginia fece intervenire Mussolini per mediare con Agnelli. I bambini restarono con la madre, anche grazie a Giovanni che disse chiaramente al nonno che quello era il loro desiderio, ma la condizione era ovviamente la fine della relazione con Curzio Malaparte e Virginia rinunciò all’amore per stare con i figli.

Virginia con i figli

Quale figlia di una cittadina statunitense Virginia venne arrestata dopo l’8 settembre 1943 e confinata nel convento di S. Gregorio al Celio, dove venivano tenuti i personaggi importanti, i detenuti speciali, e da dove riuscì a scappare, forse aiutata da Eugen Dollmann (il diplomatico tedesco colonnello delle SS e probabile spia degli alleati) e raggiungere la figlia Clara nella villa Fürstenberg a Marocco in provincia di Treviso.
Virginia tornò a Roma dopo essere stata liberata, e nel 1944 insieme a Dollmann e grazie alle sue conoscenze altolocate romane riuscì a combinare l’”Operazione Farnese” un incontro segreto tra papa Pio XII e il generale delle SS Karl Wolf, che si svolse il 10 maggio per trattare l’evacuazione pacifica da Roma delle truppe tedesche, contravvenendo agli ordini di Hitler.

Virginia morì il 30 novembre 1945 nello scontro frontale fra la sua auto e un camion militare nei pressi di San Rossore, mentre da Roma andava a Forte dei Marmi. E’ sepolta nella tomba della famiglia Agnelli a Villar Perosa.

Perché la famiglia Agnelli, primo fra tutti il figlio Giovanni che era legatissimo a lei, non ha mai gradito che si parlasse di Virginia? Perché la sua storia è praticamente dimenticata nonostante il suo notevole contributo al salvataggio di Roma? Qualcuno sospetta che la sua amicizia con i tedeschi potesse esser scambiata per collaborazionismo, qualcuno azzarda pure una sua relazione col generale Wolff per alcuni rapporti dell’Ovra, ma non c’è nulla di certo, e anche se lo fosse Virginia non si è certo adoperata in favore dei tedeschi.

Giovanni comprò i diritti di riproduzione televisiva del libro della sorella Susanna “Vestivamo alla marinara” che doveva diventare uno sceneggiato televisivo in 4 puntate, rimborsando anche le spese per quanto già girato pur di non farlo arrivare alle televisioni. E’ difficile capire perché tutta questa riservatezza sulla vita della madre, che fra l’altro lui adorava.

Giovanni “Gianni” Agnelli con il nonno Giovanni in una fotografia del 1940

Giovanni Agnelli morì il 16 dicembre 1945, 15 giorni dopo la tanto osteggiata nuora. Il nipote Giovanni passò ufficialmente alla guida della Fiat solo nel 1966. Gianni, come veniva chiamato, aveva sposato Marella Caracciolo e aveva avuto due figli, Margherita ed Edoardo, che doveva essere il suo successore ma non mostrò mai il minimo interesse per l’azienda. Accusato di spaccio di stupefacenti, vicino prima alle religioni indiane e poi all’Islam, era in aperto contrasto con il padre e la famiglia per le sue posizioni contro il capitalismo.

Si suicidò nel 2000 a 46 anni, venne ritrovato ai piedi del pilone di un viadotto della Torino-Savona. Dati i rapporti di Giovanni col figlio Edoardo era stato designato a succedere allo zio il nipote Giovanni Alberto Agnelli, figlio di Umberto Agnelli e di Antonella Bechi-Piaggio. Si prevedeva per lui una prestigiosa carriera nella Piaggio e nella Fiat, ma Giovannino (così era chiamato per distinguerlo dallo zio) morì di tumore a soli 33 anni. La figlia di Gianni, Margherita, sposò il giornalista Alain Elkann ed ebbero 3 figli John, attuale successore di Gianni, Lapo e Ginevra


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