É stata per quattro secoli teatro delle più importanti vicende della storia di Francia; ha conosciuto sovrani, ospitato gli eventi e la vita dell’ancien régime, diventandone il simbolo, fino a vedere nelle sue sale consumarsi i fatti della più significativa rivoluzione sociale dell’Europa. Oggi è un’attrazione turistica che ospita ogni anno ben tre milioni di turisti.

La Reggia di Versailles nacque dalla caparbietà del Re Sole, Luigi XIV; Versailles si collocava infatti nel progetto assolutistico del re, che aveva in animo di realizzare una dimora che divenisse non solo il nuovo centro del potere dello stato francese, ma anche un modo per controllare i nobili, facendoli soggiornare a Versailles e tenendoli lontani dai loro possedimenti. La scelta del luogo non fu casuale; il piccolo villaggio di Versailles era abbastanza vicino a Parigi per poter permettere al re di recarsi velocemente nella capitale, ma al contempo, gli permetteva di essere al sicuro da eventuali rivolte dei cittadini.

Busto di Luigi XIV del Bernini presente nel Salone di Diana del Palazzo di Versailles. Fotografia di Louis Le Grand condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Nella tenuta di Versailles esisteva un preesistente casino di caccia fatto costruire dal padre del Re Sole, Luigi XIII, nel 1623; Luigi XIV ereditò il piccolo castello, deciso ad ingrandirlo e a renderlo il nuovo centro della vita mondana e politica della Francia. Il progetto venne affidato a Louis Le Vau, che aggiunse tre ali che avrebbero circondato il castello originale, ma conservando la preesistente facciata di mattoni rossi; alla morte di Le Vau la supervisione dei lavori passò a Francois d’Orbay, che aggiunse le due gigantesche ali a nord e a sud e sostituì la terrazza sul lato dei giardini con una grandiosa galleria.

La facciata verso i giardini del castello fatto erigere da Luigi XIII. (incisione di Israël Silvestre):

La realizzazione dei decori interni fu affidata a Charles le Brun, mentre la progettazione dei giardini venne affidata ad André Le Nôtre. I lavori di ampliamento della reggia cominciarono nel 1661 e si protrassero fino al 1683, impiegando una grande quantità di maestranze, che comprendevano muratori, ebanisti, decoratori, tessitori, scultori e decine di altre maestranze specializzate che realizzarono i sontuosi arredi della reggia. Il gioiello della reggia è sicuramente la grandiosa Galleria degli Specchi, ma la reggia comprendeva anche un teatro e una cappella reale per le funzioni religiose.

Un ballo in maschera nella Galleria degli Specchi (1745) in un disegno di Nicolas Cochin:

Luigi XV, successore del bisnonno, si dedicò a migliorare gli interni e a costruire il Petit Trianon, mentre Luigi XVI fece costruire per la regina Maria Antonietta l’Hameau de la Reine, il piccolo borgo campestre dove la regina giocava a fare la contadina. Versailles possiede anche un vastissimo parco di ben 800 ettari, di cui 300 sono giardini, decorati da meravigliose fontane e giochi d’acqua. Versailles divenne un vero e proprio archetipo, tanto che le altre monarchie europee la guardavano come modello per la costruzione delle altre dimore reali, come fu per la Reggia di Caserta. Il castello era anche un piccolo tempio delle arti, in quanto a Versailles si esibivano artisti per intrattenere i nobili con spettacoli e dimostrazioni di esperimenti scientifici.

La Corte di Marmo, fotografia di Kimberly Vardeman condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Tutto questo sfarzo e questo splendore però comportavano dei costi esorbitanti di mantenimento, tutte le voci di spesa per il mantenimento della reggia crearono uno spaventoso buco di bilancio nelle casse dello stato francese e, nel giro di poco più di cento anni, tutte queste spese portarono alla fine di questa reggia da sogno.

Veduta aerea del Palazzo di Versailles, Francia. Fotografia di Toucan Wings condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Nel 1789, allo scoppio della Rivoluzione Francese, una folla di parigini, inferociti per l’ennesimo aumento del prezzo del pane, assaltò la Reggia e pretese il rientro della famiglia reale a Parigi. Dopo la partenza dei sovrani la reggia venne chiusa in attesa del loro ritorno; Luigi XVI e sua moglie, Maria Antonietta, non torneranno mai a Versailles, ma finirono i loro giorni tra le braccia di Madame la Guillotine. Nel 1792 il governo rivoluzionario ordinò che tutti gli oggetti di valore della reggia venissero venduti per finanziare la guerra con le altre potenze europee e Versailles divenne un magazzino per stipare tutte le proprietà confiscate ai nobili. Quando Napoleone divenne imperatore, nel 1804, considerò l’idea di ritrasferire il governo francese a Versailles, ma la scartò per gli elevati costi di mantenimento; il palazzo era infatti in uno stato di abbandono da diversi anni, e neanche dopo la restaurazione dei Borbone il palazzo venne abitato dai sovrani di Francia.

Luigi XVI e Maria Antonietta, col generale La Fayette, di fronte alla folla inferocita al balcone di Versailles, 6 ottobre 1789:

L’unico ad iniziare un progetto di restauro fu Luigi Filippo, Re dei Francesi, che trasformò il castello in un museo sulla storia della Francia. In seguito all’ascesa di Napoleone III la reggia venne usata solo per ricevere importanti dignitari stranieri, come dimostra il grande banchetto organizzato per la visita della Regina Vittoria d’Inghilterra nel 1855 nell’Operà di Versailles, una situazione che farebbe quasi pensare a un casino online.

Banchetto in onore della regina Vittoria ospite di Napoleone III all’Opéra reale di Versailles, agosto 1855, dipinto di Eugene Lami:

Durante la guerra franco-prussiana il palazzo venne occupato dalle truppe tedesche, che trasformarono la Galleria degli Specchi in un ospedale da campo; fu proprio qui che il 18 gennaio del 1871 venne proclamata la nascita dell’Impero tedesco.

Proclamazione dell’Impero tedesco il 18 gennaio 1871, 1877, dipinto di Anton von Werner:

Nel 1919 proprio a Versailles si riunirono le delegazioni dei paesi coinvolti per siglare l’accordo di pace che pose fine alla Prima Guerra Mondiale; la pace però non durò al lungo perché nel 1940 la Francia venne occupata dalle truppe tedesche che issarono la bandiera con la svastica su Versailles. Quando però i gerarchi nazisti entrarono nel palazzo lo trovarono completamente vuoto in quanto l’ispettore generale delle belle arti, Pierre Ladoue, aveva provveduto a far mandare tutte le opere d’arte e gli oggetti valore in un posto sicuro, proprio per evitare che fossero portate via. Gli arredi e i quadri tornarono a Versailles solo dopo la fine della guerra.

Oggi Versailles è tornata al suo originale splendore grazie ad un massiccio lavoro di restauro; non riveste più funzioni di pubblica rappresentanza della Francia, ma è ancor oggi il simbolo della grandezza di quella che fu la Francia dei sovrani assoluti.

Ilaria Pitzalis
Ilaria Pitzalis

Studentessa di storia dell’arte per passione, appassionata di libri e di cucina. Amo viaggiare nella storia e nel tempo grazie ad un buon libro.