Si chiama “Pareidolia”, ed è l’illusione che porta ad associare profili noti a oggetti del mondo reale di forma casuale. Nel caso di Venezia, ad esempio, la forma che assume la città vista dall’alto e di sbieco è riconducibile a quella di un cigno con la testa piegata verso il corpo. Il profilo dello splendido uccello, icona di bellezza universale, è facilmente associabile a Venezia anche a causa del fascino senza tempo della città italiana.

La sagoma del cigno è formata da punta della Dogana, che assomiglia alla testa, dal Canal Grande, che disegna il profilo dell’ala, del collo e della testa, e dalla parte costruita della città che riempie il disegno dell’animale immaginario. Piazza San Marco, l’unica piazza della città veneta, potrebbe essere vista come il vuoto fra la piuma dell’ala che si sta per sollevare e il corpo sottostante.

Osservando l’immagine su Google Maps la forma del cigno rimane facilmente riconoscibile, anche se meno evidente rispetto alla forma evidenziata dalla fotografia aerea di copertina. Per vedere Venezia su Google Maps in prospettiva questo è il link:

Osservando la città nel suo complesso, includendo quindi anche le isole della Giudecca e di San Giorgio e la zona dell’Arsenale, di Castello e dei Giardini, e non guardando di sbieco, l’illusione pareidolitica scompare quasi del tutto, rimanendo soltanto la Punta della Dogana, o Punta da Màr, a rimanere facilmente identificabile con la forma della testa di un cigno.

La forma di Venezia, rimasta simile a se stessa durante diversi secoli, è stata modificata dalla realizzazione delle opere portuali e ferroviarie di Tronchetto e Santa Croce, le zone di accesso alla città. Sotto, un video mostra le diverse mappe della capitale veneta nel corso dei secoli, a partire dall’inizio del XVI secolo.

Nonostante l’illusione pareidolitica non aggiunga nulla alla bellezza Serenissima, la forma che assume questa parte del tessuto urbano di Venezia è una delle tantissime curiosità poco conosciute della città.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...