Probabilmente New York può essere considerata l’ombelico del mondo, sia per quello che rappresenta a livello economico-finanziario, sia per la capacità di produrre sempre nuove mode culturali e sociali. A chi, pur non approvando il cosiddetto “modello americano”, non piacerebbe visitarla almeno una volta nella vita? Il lato affascinante di questa straordinaria megalopoli è la sua capacità di reinventarsi, e di essere in continua evoluzione.

Quello che oggi è un tranquillo quartiere residenziale, forse pochi anni fa era un centro della malavita locale, e forse domani sarà il luogo privilegiato della vita notturna. Considerando le storie sempre differenti dei quartieri della città, Marc A. Hermann, fotografo del Daily News, ha deciso di fondere passato e presente in una fantastica serie di foto: New York Crime Scene: Then and Now. Hermann ha sovrapposto vecchie immagini di alcune scene del crimine, tratte dagli archivi del suo giornale, con foto del medesimo luogo, com’è oggi. Il lavoro è una sorta di riflessione sulla storia che c’è dietro ogni strada della città: “New York è in continua evoluzione e trasformazione, e le tragedie che hanno colpito la vita degli individui sono dimenticate. Potremmo essere nel luogo dove un tempo c’è stato un omicidio orribile senza nemmeno saperlo, semplicemente perché la vita va avanti “, afferma Hermann.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann01Brooklyn, 1959: una madre piange la perdita della sua bambina di tre anni, uccisa da una macchina di passaggio. La bambina stava guidando un triciclo. Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann0219 MARZO 1942. Edna Egbert, che abitava al 497 della Dean St. a Brooklyn, è salita sul cornicione della casa. La donna, sconvolta, tenta di sfuggire alla polizia. L’edificio è attualmente dipinto di rosso, ma resta quasi identico a come era 70 anni fa.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann03Il gangster Salvatore Santoro ha incontrato la sua fine nel vestibolo di questa casa, il 31 gennaio 1957.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann04I relitti di due aerei, dopo lo scontro del volo United Airlines 826 e Trans World Airlines Flight 266, sopra New York City, nel dicembre 1960. Oltre 130 persone sono morte, tra passeggeri e passanti, a Brooklyn. L’incidente ha anche distrutto alcuni edifici, mai più ricostruiti.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann05Bronx, 1961: il mercato del pesce di Fulton, divorato dalle fiamme. Gli edifici sono ancora in piedi – e sono occupati – fino ad oggi.

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Manhattan, 1958: sei persone sono state uccise da un violento incendio nella sede di Elkins Paper & Twine Co.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann07L’albero che si trova di fronte al 923 della 44° Strada, a Brooklyn, è l’unico testimone vivente della prematura scomparsa del gangster Frankie Yale, avvenuta il 1° luglio 1928. La macchina di Yale ha sbattuto contro i gradini di questa casa, dopo essere stato colpito da numerosi colpi di pistola, mentre guidava.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann08I passanti di Court Street probabilmente non sanno che una potente esplosione di gas ha distrutto le finestre di questo edificio, il 31 gennaio 1961. Oltre due dozzine di persone sono rimaste ferite dalle schegge di vetro e da pezzi di intonaco.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann10 Le passeggiate domenicali sono ancora popolari a Prospect Park, ma la Domenica 30 Luglio 1950, questo quartiere solitamente tranquillo è stato scosso dal suicidio del detective Michael Dwyer.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann11Un caso classico di gelosia: in questa scala del 992 di Southern Blvd., il 25 settembre 1961, James Linares giaceva sanguinante tra le braccia della sua ragazza, Josephine Dexidor, dopo essere stato colpito dal marito di lei. L’edificio conserva la stessa ringhiera di allora.

Vecchie scene del crimine rivisitate dal fotografo M. Hermann09Marc Hermann e i suoi colleghi di 70 anni fa.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.