Si chiama Vasa (Nave di sua Maestà) è fu uno dei maggiori velieri della storia, che andò incontro a una sorte tragica quanto beffarda. Varato il 10 agosto 1628, la nave compì soltanto una sortita di un miglio nautico fuori dal porto di Stoccolma per poi finire rovinosamente inghiottito dal mare, rimanendo sul fondo del mar Baltico per oltre 3 secoli. La storia di questo veliero, e del motivo del suo affondamento, è interessante e ottimo metro di giudizio per quella particolare epoca storica.

Il Vasa e l’affondamento

Nonostante le tragedie del mare siano frequenti nella storia dell’uomo, basti vedere quella del moderno Titanic, nel 1912, un disastro navale a soli 150 metri dalla costa risulta strano, persino per il XVII secolo. Il veliero fu costruito su ordine del Re Gustavo II Adolfo di Svezia, che voleva realizzare un simbolo della propria potenza. Il maestro carpentiere realizzò i disegni dello scafo, e si iniziò la costruzione.

Ma a Gustavo II non bastava

Il sovrano scandinavo seppe che altri velieri di stazza simile erano in costruzione in tutta Europa, e pretese l’ampliamento del progetto iniziale. Sfortunatamente il mastro carpentiere morì proprio in quei giorni, lasciando ai suoi giovani apprendisti l’onere di confrontarsi con il Re. Questi (ovviamente) non osarono contraddire Gustavo II, che ottenne un significativo allungamento dell’imbarcazione e il suo innalzamento, con l’aggiunta di una seconda fila di bocche da fuoco, che resero il Vasa uno fra i più imponenti velieri della propria epoca.

Oltre che imponente, la nave era anche instabile

Alzata e allungata in modo tecnicamente errato, la nave aveva un baricentro troppo alto, e sarebbe stata certamente suscettibile a inclinazioni pericolose anche con i venti più deboli. Durante la prova di stabilità, che un tempo si svolgeva facendo correre da una sponda all’altra della nave 30 marinai, l’imbarcazione mostrò la sua assoluta inadeguatezza a prendere il mare, ma i responsabili della costruzione assecondarono il re, che chiedeva che il Vasa fosse varato quanto prima.

Il vascello fu adornato per le grandi occasioni con statue, quadri, oggetti preziosi, cannoni e molto altro per spiccare nei confronti dei concorrenti europei. Il 10 Agosto del 1628 si imbarcarono circa 150 persone, comprese mogli e figli dei marinai e dei notabili presenti. Il Vasa partì dal porto di Stoccolma, fece una prima virata, poi si inclinò pericolosamente, ma il timoniere riuscì a controbilanciare la spinta del vento. Con i portelli dei cannoni aperti, la seconda inclinazione iniziò a far entrare una marea d’acqua nelle stive, e il Vasa iniziò a inabissarsi.

Nel giro di pochi minuti il veliero affondò

Dei 130/150 presenti morirono almeno fra le 30 e le 50 persone, fra cui diverse donne e bambini, che non riuscirono a trarsi in salvo. Il Vasa aveva completato poco più di un miglio marino, ma la sua inadeguatezza al mare lo aveva condannato al disastro. Negli anni immediatamente successivi vennero recuperati molti cannoni in bronzo e altri oggetti, rompendo parti dello scafo, ma la nave rimase praticamente immersa in acqua.

Sotto, lo schema di recupero usato nel XVII secolo:

Il recupero del 1961

Col passare del tempo del Vasa si persero le tracce, e la sua storia finì dimenticata. Fu solo oltre 3 secoli dopo, nel 1961, che l’archeologo navale Anders Franzén pensò a un suo recupero, e grazie all’aiuto della Marina Svedese e alle nuove tecniche di immersione sottomarina si riuscì a trarre in salvo quasi tutto l’antico veliero, che era ancora in posizione verticale e che celava al suo interno i resti di 25 persone. Le acque del Baltico, poco salate e a temperature glaciali, avevano conservato in modo integro il legno dell’imbarcazione, che venne interamente ricomposta in quello che oggi è il Vasamuseet, il Museo Vasa a Stoccolma, costruito sull’isola Djurgarden proprio di fronte al porto della città, che quasi 4 secoli orsono aveva visto andare a picco il suo più grande Vascello.

La nave fu ricomposta per circa il 95% con pezzi originali, ancora decorato con le sculture ornamentali del giorno del varo, normalmente eliminate durante i mesi successivi per rendere la nave più pratica. Il vascello costituisce l’unico veliero al mondo del XVII secolo conservato al giorno d’oggi, e rappresenta una delle attrazioni più visitate di Stoccolma. Se nel viaggio inaugurale il Vasa aveva condiviso il suo destino con quello del Titanic, oggi è un orgoglio della Svezia e un reperto storico visitabile dal valore incommensurabile.

Sotto, la fila superiore dei cannoni:

La ricostruzione scala 1:10 del veliero:

Sotto, un filmato mostra l’interno del museo Vasa a Stoccolma:

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...