Regno Longobardo, Impero Bizantino, Stato Pontificio ma anche Ducato di Benevento, di Toscana, di Spoleto, di Napoli, di Gaeta, di Verona, di Siena, di Mantova e poi la Repubblica di Venezia o di San Marino sono solo alcuni dei tantissimi stati e staterelli in cui è stata divisa l’area geografica italiana dal 477, l’anno seguente la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, sino all’età contemporanea e alla famosa Unità del 1861.

Probabilmente sono in pochissimi, forse pochi fra i più accreditati professori universitari, a ricordare la miriade di stati in cui è stato diviso il nostro paese, e per supplire a una lacuna comune a tanti è stato pubblicato un video dal canale Historical Mapping che consente di visualizzare graficamente le diverse modifiche politiche e territoriali del territorio italiano, dall’alto medioevo sino ai giorni nostri.

Nei sei minuti del video vengono mostrati centinaia di confini e regni differenti, una visione piacevole che può suggerire l’approfondimento riguardo quegli stati che sono meno conosciuti.

Si parte con il Regno di Odoacre e subito dopo si passa al Regno ostrogoto, ufficialmente il Regno d’Italia (Latino: Regnum Italiae). Poco dopo, alla fine del 500, arrivarono i Longobardi, dando inizio a una frammentazione che avrà fine soltanto nel 1861.

Grazie all’intervento di un lettore di Vanilla Magazine, Lorenzo Rigobon, precisiamo che nel video c’è un errore:

All’arrivo dei Goti una parte della X Regio (Veneto, Friuli ed Istria) riuscì autonomamente a liberarsi dai barbari. Si creò un protettorato bizantino che durò circa due secoli, da cui poi nell’ultima fase si creò la Repubblica Venezia. La provincia bizantina si chiamava “Venetia marittima” o “Bενετικὰ – Venetikà”. Era composta da Padova, Mestre, Altino, Oderzo, costa friulana ed Istria. Padova e Monselice caddero nel 601/603. Le rimanenti città del Veneto tra il 637/639. I sopravvissuti scapparono sulle isole della laguna e fondarono Venezia.

Sotto, la Venezia bizantina prima della conquista dei territori di Padova da parte del re longobardo Agilulfo nel 601.D. Immagine condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...