La Repubblica di Venezia, chiamata amichevolmente “Serenissima”, fu uno degli stati più ricchi e prosperi d’Europa, dal Medioevo sino all’epoca moderna. Oggi ci viene quasi naturale identificare quell’antico e grande stato solo con Venezia, ma durante gli oltre 1.100 anni della sua storia, dall’elezione del primo Doge, Paoluccio Anafesto nel 697, alla conquista dello stato da parte di Napoleone Bonaparte nel 1797, i territori che fecero parte della Repubblica furono numerosissimi.

Venezia non fu la prima capitale della Repubblica Veneta, diventando il centro dopo Eraclea e Metamaucum (odierna Malamocco) nell’812 d.C.

I domini della Repubblica compresero principalmente zone costiere, porti perlopiù, dove i veneziani riuscivano a esprimere l’attività di cui erano finissimi conoscitori: il commercio. Dal Peloponneso, che i veneziani chiamavano “Morea”, a “Creta – Candia”, sino a Cipro, le proprietà dei veneti si spingevano ai confini dell’Impero Bizantino prima e di quello Ottomano poi, domini che furono causa di numerosi scontri fra i quali, forse, il più famoso è la Battaglia di Lepanto.

Nel mare Adriatico i domini veneziani comprendevano le isole della Dalmazia, l’Istria e una piccola parte dell’Albania, mentre in Italia i Veneziani giunsero ad annettere le attuali regioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e una piccola parte di Emilia Romagna.

Di quel grande stato, oggi perlopiù parte dell’Italia grazie al Risorgimento e alla Prima Guerra Mondiale, rimane un tangibile ricordo a Venezia, capitale millenaria e città di ricchezza culturale unica al mondo. Il canale youtube Khey Pard ha recentemente pubblicato un video dove mostra, accanto all’immagine del Doge (quando presente) i confini dell’Impero Veneto, dai primi anni sino alle conquiste Napoleoniche.

Categorie: Storia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...