Il suo nome scientifico è Proteus anguinus, abbreviato in Proteo, ma è comunemente conosciuta come “salamandra super pigra o delle caverne”, per il suo caratteristico stile di vita, del tutto unico al mondo. Il proteo è l’unico animale troglobio conosciuto in natura, ovvero che vive, si nutre e si riproduce esclusivamente all’interno di grotte e caverne, e abita una areale che va dalla zona di Trieste sino alla Slovenia, la Croazia e la Bosnia ed Erzegovina.

Il piccolo anfibio è stato recentemente oggetto di studio di un gruppo di ricercatori dell’Università Eötvös Loránd di Budapest, che ne ha osservato un gruppo nella grotta Vruljak 1 in Bosnia. Tra il 2010 e il 2018 il gruppo ha monitorato 19 salamandre, marcando gli animali con un pigmento nero sulla coda in modo da poterle distinguerle e riconoscerle nei loro spostamenti.

Sotto, la mappa della grotta e lo schema dei pigmenti sul Proteo. Immagine condivisa con licenza Creative Commons mediante lo studio pubblicato sul Journal of Science:

I risultati dello studio sono sorprendenti, e ci fanno capire molto meglio le abitudini di vita dei piccoli protei. Dei 19 esemplari osservati, la maggioranza si è mossa con una media di 5 metri ogni anno, mentre l’animale più attivo ha percorso 38 metri in 230 giorni. Se qualche esemplare ha vissuto l’ebbrezza “dell’avventura” percorrendo addirittura qualche centinaio di metri, così non si può dire per la più pigra di tutte che, durante un periodo di 2.569 giorni non si è mossa neanche di un millimetro.

Il proteo è rimasto fermo per oltre 7 anni

Fotografia di Arne Hodalič condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il motivo dell’immobilità potrebbe non essere la pigrizia, e Gabor Herczeg, ricercatore dell’Università ungherese, spiega che “Non conosciamo il tipo della loro attività quotidiana, dato che le nostre visite a volte erano a distanza di mesi. I protei potrebbero essere più attivi di quanto non suggeriscano i dati. Uno stile di vita sedentario sarebbe comunque perfettamente coerente con la loro natura: sono predatori che usano una strategia siedi e aspetta. Le loro prede sono principalmente piccoli crostacei, che vengono catturati quando si avvicinano all’animale, che nel frattempo, rimanendo immobile, ha rallentato il proprio metabolismo e risparmiato energia“.

Fotografia di Arne Hodalič condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Gergely Balazs, ricercatore dell’Università Budapest, ha specificato sul Journal of Zoology, dove è pubblicato lo studio: “Possono sopravvivere senza cibo per anni. Il loro stile di vita le rende adatte all’habitat sotterraneo, ma allo stesso tempo sono vulnerabili ai cambiamenti critici del loro ambiente.

Fotografia di Arne Hodalič condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Se le condizioni nella loro caverna diventano inospitali, forse a causa delle crescenti inondazioni dovute ai cambiamenti climatici, potrebbero avere difficoltà a trasferirsi in un nuovo habitat”.

Fotografia di Boštjan Burger condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

I Protei sono adatti alla vita nell’oscurità totale. La loro pelle è bianchissima e sono anoftalmici (senza occhi), lasciandoli ciechi per tutta la vita. Lo stile di vita sedentario consente loro di vivere per decenni, probabilmente anche per un secolo. Grazie allo studio dei ricercatori ungheresi oggi sappiamo che la percezione del tempo, per un proteo, è molto diverso dal nostro.

Sotto, un video di Smithsonian Channel mostra il Proteo nel suo ambiente naturale:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...