Sofocle nacque ad Atene, nel 496 a.C., e fu uno dei protagonisti del leggendario V secolo dell’Antica Grecia, quando nell’Ellade fu costruito il Partenone, vennero sconfitti per due volte i persiani, Sparta e Atene si contesero il dominio del Peloponneso e Pericle illuminò il proprio popolo, e tutte le generazioni a venire, con il suo “discorso agli ateniesi”, del 431 a.C.

Sofocle fu protagonista di prim’ordine di queste imprese, cantando da solista a 15 anni la vittoria di Salamina e rappresentando uno dei membri più importanti dell’aristocrazia ateniese dell’epoca.

Morì vecchissimo, a 90 anni, alla fine del V secolo, nel 406 a.C., strozzato da un acino d’uva

Sotto, il busto di Sofocle conservato al Museo Puškin di Mosca. Fotografia di shakko condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Molti secoli dopo, nel 1893, il funzionario danese Ludwig Münter scoprì, ad Atene, il cranio di un individuo adulto che egli attribuì al leggendario Sofocle. Il metodo non scientifico dell’attribuzione fu immediatamente criticato dai contemporanei, ma il coinvolgimento di Rudolph Virchow, un luminare dell’epoca, avvalorò in parte la tesi di Münter.

Sotto, il disegno del cranio ritrovato da Ludwig Münter:

Oggi, grazie alle moderne tecniche di ricerca scientifica, il Professor Francesco Maria Galassi, paleopatologo e direttore del Fapab (centro di ricerca internazionale per lo studio dell’antropologia forense, della paleopatologia e della bioarcheologia di Avola) ha definitivamente confermato la falsa attribuzione del cranio al drammaturgo ateniese.

L’individuo cui appartenne il cranio era affetto da una patologia nota come “Plagiocefalia”, una deformazione della testa che può affliggere i neonati e, se non curata, permanere durante l’età adulta. Aveva anche un piccolo osteoma, un tumore benigno, sull’osso frontale, ma ciò che fa certamente attribuire il cranio a un individuo diverso da Sofocle è una frattura depressa sull’osso parietale destro, che probabilmente causò la morte dell’uomo.

Sotto, la Dottoressa Elena Varotto esamina un cranio:

Il professor Galassi, intervistato da Vanilla Magazine, afferma: “Il cranio dell’individuo in questione apparteneva a un uomo adulto, ma sicuramente non a una persona di 90 anni come Sofocle. Aveva una frattura nella parte destra del cranio che potrebbe rappresentarne la causa di morte, mentre il drammaturgo morì per altre cause, secondo una nota leggenda strozzato da un acino d’uva durante un simposio“.

Sotto, la ricostruzione facciale del cranio:

La ricostruzione facciale, completata in questi giorni, consente di immaginare l’individuo come poteva apparire oltre due millenni fa, ed è stata realizzata a partire dai disegni del reperto, realizzati alla fine del XIX secolo. Del reperto originale, che finì all’Expo Pan-Americana di Buffalo, ormai si sono perse le tracce, forse per sempre.

Il Professor Galassi, sconfessata la vicenda del presunto Sofocle, afferma: “La virtuosa combinazione delle metodologie archeologiche, storiche, antropologiche e paleopatologiche, permettono di fare luce su aspetti ancora controversi del passato“.

Sotto, il Prof. Galassi:

La ricostruzione del viso di Sofocle, realizzata da Cicero Moraes, è un passaggio cruciale nell’attualizzare la persona che visse 2 millenni e mezzo fa. L’artista forense afferma: “La ricostruzione facciale umanizza un cranio. È un modo di dare un volto ad una storia. Di solito la ricostruzione facciale è una piccola parte di un lavoro erculeo svolto dai ricercatori, e questi meritano tutto il rispetto e l’ammirazione“.

La ricerca ha coinvolto il Professor Francesco Maria Galassi (professore associato presso la Flinders University e direttore del FAPAB Research Center, Avola, Siracusa) ed Elena Varotto (antropologa forense e bioarcheologa dell’Università di Catania e vice-direttore del FAPAB Research Center). Hanno partecipato l’archeologo Michael Habicht (Flinders University) e Cicero Moraes, esperto brasiliano di ricostruzioni facciali.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...