Una nuova strategia: il Pupazzo monolingue

Cari lettori e lettrici di Vanilla Magazine, la nostra ricerca sta ormai giungendo al termine. In questo lungo percorso scandito dai passi di Elena abbiamo avuto la possibilità di analizzare, oltre alle tappe di crescita, i progressi a livello linguistico e gli strumenti, ma anche le metodologie che possono aiutarci a creare un ambiente di apprendimento ricco e stimolante.

Come abbiamo visto in precedenza (potete trovare l’articolo “L’importanza degli stimoli nel bilinguismo” qui. per far sì che si possano creare situazioni di bilinguismo e che questo possa portare a dei benefici è necessario che ci siano determinate condizioni, una di queste è fornire una quantità e una buona varietà di stimoli nelle due o più lingue.

L’utilizzo di flashcard, la lettura, la creazione di attività e giochi specifici favoriscono la sollecitazione e l’acquisizione o l’apprendimento del lessico, a seconda del contesto. Oggi invece vogliamo parlarvi di un altro strumento che può essere utilizzato anche a casa: il “Pupazzo monolingue”.

Prima di capire come funziona e perché dovremmo prenderlo in considerazione, facciamo una piccola premessa. Federica stava leggendo il libro della Dott.ssa Karin Martin “Mamma, che lingua!: Multilinguismo: istruzioni per l’uso”, quando tra i consigli pratici ha scoperto la possibilità di presentare un pupazzo che parli solo una lingua, qualcosa che valeva la pena di provare.

Saranno capitate anche a voi, genitori di bambini esposti a bilinguismo o a plurilinguismo, situazioni in cui i vostri figli tendano a prediligere una lingua piuttosto che un’altra o addirittura a mostrare una certa chiusura magari nei confronti della vostra lingua madre, scatenando un certo senso di frustrazione?

L’utilizzo di un “Pupazzo monolingue” può rappresentare un aiuto importante. In cosa consiste? Non è altro che un peluche, o se volete una bambola utilizzata in diversi momenti della giornata per “regolare” la comunicazione: il bambino sa che quando questo oggetto è presente, sarà tenuto a esprimersi nella lingua target. Questo è uno strumento adottato nelle scuole dell’infanzia o negli asili nido per l’apprendimento linguistico, ma può essere usato anche a casa e “personalizzato” in base alle vostre necessità: non esistono delle regole precise. Per esempio, per attirare l’attenzione del bambino, si può presentarlo come un nuovo compagno di giochi arrivato da lontano (paese in cui si utilizza la lingua target); se vogliamo creare l’effetto sorpresa, possiamo creare una “scatola magica” e fare in modo che il peluche esca da qui, magari aggiungendo flashcard o degli oggetti che creino un legame tra il bambino e il “personaggio”. Inizialmente si può impostare l’attività sotto forma di piccola rappresentazione teatrale o role play (gioco di ruolo a fini didattici) per fare in modo che i nostri figli possano prendere confidenza con il “nuovo arrivato”, successivamente si inizia a includere il pupazzo nelle fasi di gioco che riteniamo più utili.

L’esperienza di Elena

Federica ha deciso di presentare un orsetto peluche di nome Teo, arrivato in Cina dall’Italia e che parla solo italiano. Dopo una breve premessa, facendo capire alla bambina che nei momenti in cui Teo è presente bisogna utilizzare la lingua italiana, ha “preso la parola” il pupazzo prima presentandosi e poi parlando con Elena. Questo orsetto è stato utilizzato tutte le volte in cui Federica voleva introdurre stimoli in lingua italiana, quindi durante la lettura, i giochi di ruolo, ma anche con le costruzioni. La bambina ha accolto con stupore questa novità e la sua mamma ha avuto dei riscontri positivi perché, il focalizzare l’attenzione su quello che può sembrare un “semplice pupazzo”, le ha invece permesso di rinforzare notevolmente l’ambiente di apprendimento. Per le famiglie che vivono in un paese in cui la lingua parlata dalla comunità è diversa da quella che il bambino sta apprendendo è difficile, a volte, creare le condizioni adatte e fornire un adeguato numero di stimoli, perciò il “pupazzo monolingue” insieme alle altre strategie incontrate durante il nostro percorso possono darci un aiuto non indifferente.

La nostra ricerca linguistica è ormai quasi conclusa, ultimeremo la raccolta dati e potremo così pubblicare il nostro libro. Non temete, continueremo a scrivere articoli riguardanti l’apprendimento linguistico e altri interessanti argomenti. Se avete consigli o proposte, scriveteci sulle nostre pagine social o mandateci una mail (associazione.aca2017@gmail.com), saremo lieti di ascoltarvi.

A presto!

Consigli di lettura: MARTIN Karin, 2023, Mamma, che lingua!: Multilinguismo: istruzioni per l’uso, Editate

a cura di Haidi Segrada e Federica Mascheroni.


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