L’Università di Cambridge ha recentemente realizzato una mappa interattiva che mostra i luoghi e i dettagli degli omicidi a Londra fra il 1300 e il 1340. Gli studiosi hanno utilizzato i rapporti dei medici dell’epoca, un lavoro di ricostruzione storico-geografico di grandissimo valore documentario, che consente di interagire con una mappa alla scoperta dei luoghi “caldi” del crimine londinese.

All’interno della mappa sono presenti tutti i punti dove vennero rinvenuti i cadaveri, associati a una descrizione completa dei dati a disposizione degli storici, compreso l’eventuale nome dell’assassino (o della causa di morte), l’arma del delitto e la data. Dove possibile, e i casi sono pochi, la mappa spiega anche le ragioni dell’omicidio.

Questo il link per la mappa interattiva dell’Università di Cambridge

Le informazioni per la mappa sono state ricavate dai “rotoli dei coroner”, o rapporti del medico legale, dei primi quattro decenni del XIV secolo. I documenti sono stati esaminati e decifrati dal professor Manuel Eisner, che dirige il Violence Research Centre di Cambridge. Secondo Eisner, la maggior parte di questi omicidi erano frutto del caso e non di premeditazione, proprio come avviene nella società moderna.

Nelle strade vicine al mercato di Leadenhall avvennero il maggior numero di omicidi dell’epoca

Quanti omicidi avvenivano all’epoca?

I Rotoli dei coroner sopravvissuti elencano 142 casi di omicidi commessi entro i confini della City di Londra. Il numero oscillava tra i 13 e i 22 casi all’anno, con una media annuale di 16 casi.

Questo dato fa della Londra medievale un posto violento?

Per valutare il numero di omicidi è necessario stimare il numero di abitanti, che variano fra i 40 e i 100.000. Se si stimano 80.000 abitanti in media si giunge a un tasso di 20 morti ogni 100.000 abitanti, circa 15/20 volte superiori a una città di simili dimensioni del Regno Unito odierna, ma inferiori ai tassi di omicidio delle attuali città più violente al mondo.

Leandhell Market, il luogo dove avvenne il maggior numero di omicidi. Fonte immagine Wikimedia:

I confronti, d’altronde, sono poco calzanti per il progresso tecnologico e i cambiamenti della medicina. Oggi uccidere è molto più facile che nel Medioevo (basti pensare alle armi da fuoco) ma si riesce anche ad essere salvati in molti casi, cosa che nel 1300 era difficilmente possibile.

Quando si uccideva?

Nelle campagne l’omicidio era legato al ritmo della vita agricola ed era più frequente nei mesi estivi. A Londra invece non si trova una componente di prevalenza nelle stagioni dell’anno, forse un segno che la vita urbana seguiva un ritmo proprio, slegato dal lavoro della terra. I mesi meno “affollati” di assassinii sono Aprile (5 casi), Gennaio (8 casi) e Dicembre (9 casi), mentre i mesi con un numero maggiore sono Novembre (22 casi), Maggio (15 casi) e Giugno (15 casi).

Durante la settimana poi non tutti i giorni sono uguali, anzi. Il rischio di finire ammazzati era molto più alto durante il fine settimana, con un terzo dei casi totali (44) che furono registrati di domenica. Il secondo giorno più rilevante era il lunedì (30), ma forse si tratta dell’evoluzione di fatti avvenuti durante la domenica, in cui le attività sociali, come bere o il gioco d’azzardo, metteva a rischio l’incolumità di molti. L’orario in cui avvenivano i crimini era quasi esclusivamente quello serale, con il 76,8% dei casi registrati fra le 17:00 e le 22:00.

Con cosa venivano uccisi?

Gli uomini nella Londra del tardo Medioevo erano spesso armati. La maggior parte delle persone che si trovavano coinvolte in una rissa avevano delle armi a disposizione, fra cui coltelli e spade di diverse lunghezze, che comprendono il 68% degli omicidi totali. Quelle che oggi consideriamo “armi bianche”, erano allora considerate come le odierne armi da fuoco, e quindi venivano descritte con un nome proprio fra cui “Twytel”, “Trenchour”, “Irish Knife”, “Anelace”, “Baselard”, “Misericorde” o ” Fauchon”. Oltre a coltelli e spade, il 19% di tutti gli omicidi venne commesso con uno strumento chiamato “Staff”, un bastone ad altezza uomo con una punta di ferro all’estremità.

Il momento della morte

Di particolare interesse è la verifica del tempo che impiegavano le persone a morire dopo la rissa o l’attacco dell’assassino. Nella società contemporanea, la maggior parte delle vittime che sopravvivono alla prima ora dopo un attacco violento viene portata in un reparto di emergenza ospedaliero, dove le cure mediche aumentano notevolmente le loro possibilità di sopravvivenza.

Nel Medioevo, la morte avveniva spesso solo dopo ore, giorni o settimane di angosciante sofferenza. Nel campione presente, circa un terzo delle vittime morì immediatamente e un altro 15% morì entro le prime sei ore circa. Drammaticamente, oltre il 18% delle vittime riuscì a sopravvivere per una settimana o più, e alla fine morirono per infezioni, lesioni interne o perdite di sangue derivanti dal trauma iniziale.

Chi erano gli assassini?

Similmente a quanto accade nella società contemporanea, gli omicidi venivano commessi prevalentemente da uomini. I Coroner’s Rolls riferiscono che su un totale di 238 principali sospettati e complici, il 92% degli autori erano uomini e l’8% donne. Singolarmente, in 4 casi una donna donna era l’unico sospetto. In un caso venne scritto che una donna aveva picchiato a morte un ragazzo dopo aver rubato una piccola quantità di lana, mentre in un altro Agnes, una prostituta, litigò con tale Lucy, una donna incinta, dandole un pugno nello stomaco. Un terzo caso descrive una mendicante di nome Nicola di Cardiff che annega il proprio bambino di tre mesi in un fosso vicino alla Torre di Londra. In ultimo, Isabella Heron ebbe una lite con il suo amante William Mysone, un pescivendolo, che pugnalò a morte con un coltello.

Qual era la classe sociale degli assassini?

La violenza veniva perpetrata da tutte le classi sociali della Londra medievale. In 88 casi l’impiegato trascrisse l’occupazione o il background sociale dei principali sospettati. 5 dei principali sospetti vennero individuati nella classe più alta della popolazione, ed erano:

Un cavaliere, un ciambellano, due scudieri e un ricco mercante

Nell’ottobre del 1321, ad esempio, Thomas Attchurch, conte di Arundel, cavalcò attraverso Thames Street investendo una donna con un bambino, i quali caddero a terra. Un facchino lo pregò di cavalcare con più attenzione, ma il conte, in tutta risposta, estrasse la spada e lo uccise.

Fra i mestieri della gente comune abbiamo diverse informazioni utili per capire chi uccidesse più frequentemente. Si ricordano gli orafi (5 casi), i fornai (3 casi), i sarti (3 casi), i pescivendoli (3 casi) e poi birrai, carpentieri, ciabattini, avannottieri e pellai (2 casi ciascuno) e poi 15 casi che comprendono i servi, ma questi potrebbero esser stati semplicemente esecutori della volontà del padrone.

Fra gli assassini non mancano le persone del clero, fra cui si ricordano due cappellani e due parroci. Nel luglio del 1316, ad esempio, un prete si arrampicò su un muro fuori da Cripplegate per rubare delle mele, “come era solito fare spesso”. Purtroppo, in questa occasione il giardiniere era lì ad attenderlo in agguato.

Il prete tirò fuori un coltello e pugnalò a morte il giardiniere

In modo piuttosto singolare, diverso dalle statistiche odierne, soltanto in 3 casi si ricordano assassini delle classi più basse della Londra medievale: un mendicante, un borseggiatore e una prostituta.

Tutti i dati dell’articolo sono estratti dall’articolo dell’Università di Cambridge.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...