Una Gigantesca Scultura di un Fiore d’Acanto ornava il Tetto del Partenone

Una delle sculture che decoravano il tetto del Partenone era un Fiore d’Acanto con foglie di Palma, simbolo stilizzato di gloria e ricchezza. L’opera simboleggiava la ricchezza morale, civile ed economica della capitale Greca. Gli ακρωτήρια (Akrotiria) erano sculture che completavano la decorazione dei frontoni (gli αετώματα) e si trovavano ai vertici della struttura. Gli ακρωτήρια solitamente avevano la forma di animali, mostri mitici, piante e in alcuni casi Dei. Quelli che presentavano dei fiori erano famosi come ανθέμια (palmette). Gli ανθέμια iniziarono a comparire sui templi antichi durante il VI Secolo avanti Cristo, e nel IV arrivarono sul tetto dell’edificio più famoso della Grecia.

Il tempio del Partenone aveva cappe – ακρωτήρια – agli angoli dei frontoni – αετώματα – con statue di Nike e due grandi ανθέμια – palmette – al centro, uno sul frontone occidentale e uno su quello orientale. Nel frontone ovest era raffigurata la disputa tra Atena e Poseidone per la protezione dell’Attica, mentre ad Est, sopra l’ingresso principale del tempio, era raffigurata la nascita di Atena dalla testa di Zeus.

Una delle più belle ανθέμια – palmette – era situata sulla cima ovest del tetto. L’Akrotirio del Partenone era di dimensioni enormi: raggiungeva i quattro metri di altezza e venne costruito fra il 447 a.C. e il 432 a.C. Esso era stilizzato, e lo scultore che lo creò sembrava fosse particolarmente influenzato dalla natura che circondava, oltre due millenni fa, il Tempio dedicato ad Atena. La palma in arte era un simbolo di ricchezza e l’Acropoli, che era anche il forziere degli antichi Ateniesi, era simbolo appunto di gloria e ricchezza.

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L’Acanto era un fiore tipico di Atene, che nasceva sulle pendici dei monti della città. Esso fiorisce in Primavera e si può trovare all’ombra degli alberi di tantissimi siti archeologici in tutta la Grecia. Fu particolarmente amato da Callimaco, Architetto ellenico, che trasse da esso l’ispirazione per disegnare il famosissimo capitello Corinzio.

I resti dell’enorme scultura furono recuperati nei pressi del Partenone, e oggi fanno parte del gesso che si trova nel museo dell’Acropoli di Atene. Le parti giunte sino a noi sono soltanto 3, ma sono in grado di dare l’idea della qualità scultorea dell’opera.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...