Arriva dall’architetto Evgeny Didorenko un’interessante proposta per la riqualificazione di una parte delle rive del fiume Tamigi a Londra. Il Museo del Tamigi (Thames River Museum) è attualmente senza uno spazio permanente, e il lavoro di Didorenko potrebbe stimolare l’amministrazione a trovargli presto una realtà fisica. L’idea è quella di edificare la zona North Bank—Queen’s Quay, a Londra, che era un tempo impiegato come hub di trasporto navale ma che oggi giace inutilizzato. Durante i periodi di bassa marea del fiume lo scalo rimane completamente asciutto, mentre quando il livello dell’acqua aumenta il fiume si alza sino a 8 metri.

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Oltre all’utilità museale, la proposta di Didorenko è inquadrabile anche dal punto di vista della riqualificazione urbana, perché andrebbe a creare un percorso pedonale che attualmente è inesistente, e che attualmente costringe i pedoni a dirigersi verso le strade interne per poi riavvicinarsi al fiume soltanto passato l’ex-scalo merci.

A sinistra il percorso pedonale attuale, a destra quello futuro:

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La proposta include quindi tre componenti:

  • Un camminamento pedonale sulle rive del Tamigi
  • Il Museo del Tamigi
  • Un’attrazione turistica come una piscina nella parte superiore

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Il punto focale del progetto è quello che viene definito “Screen Tamigi”, un’enorme finestra sul fiume che mostra i cambiamenti di livello del corso d’acqua durante tutta la giornata, in funzione delle maree. Il progetto è particolarmente suggestivo perché consentirebbe ai visitatori di osservare il fiume al suo interno e non soltanto dal pelo dell’acqua.

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Il Museo del Tamigi verrebbe inoltre completato da un’esposizione Archeologica riguardante la storia del fiume, che mostri gli strati storici sotterranei e che sia in grado di qualificare il Tamigi come “il più antico monumento della città“.
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Finestra sul Tamigi#5:

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Finestra sul Tamigi#6:

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Finestra sul Tamigi#7:

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Fonte: Archdaily

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...