Una coppia sposi si fa fotografare dentro una bara da morto

Una stravagante coppia asiatica ha dato un nuovo significato al classico voto del matrimonio “finché morte non ci separi” con alcune fotografie di nozze a tema funebre. La maggior parte delle persone potrebbero pensare che si tratti di una cosa discretamente macabra, ma questa serie fotografica ha un significato molto diverso per Jenny Tay di 29 anni e Darren Cheng, di 30 anni, impiegati entrambi nel settore funebre.

Attraverso il loro lavoro in aziende di pompe funebri a Singapore, i fidanzati hanno acquisito una profonda comprensione dell’importanza della morte nella vita di tutti i giorni. Tay, che è buddista, ha scritto in un post sul blog: “Ci incontriamo con famiglie in lutto quotidianamente e siamo testimoni in prima persona di come la morte spezzi i rapporti fra persone. La morte sembra che riesca a far amare la vita alle persone molto più della vita stessa. Questa consapevolezza ha influenzato profondamente il nostro pensiero, la nostra comprensione di come la morte sia davvero una parte della vita, e di come sia necessario non temere la morte ma amare la vita“.

Darren Cheng, business development di “Direct Funeral services”, è stato inizialmente preso alla sprovvista quando la futura moglie gli ha proposto l’idea, ma si è ben presto convertito ad una ragione positiva: “In alcune culture e religioni, la morte significa vita e rinascita“.

La coppia ha poi contattato il fotografo Joel Lim per immortalare (è il caso di dirlo) la loro visione della vita e della morte. Lim, un fotografo di moda, ha fatto in modo che i ritratti risultassero patinati. Secondo la coppia, che si sposerà nel mese di ottobre, le risposte al servizio fotografico sono state molto positive. I due sperano che i ritratti funzionino non solo come ricordo del loro amore, ma anche per aiutare a superare il tabù sul tema della morte nella propria cultura. Tay afferma: “Vogliamo incoraggiare un maggior numero di conversazioni riguardo la morte, non perché è il nostro business, ma perché crediamo che possa aiutare la società ad essere un luogo migliore, dove si impari a perdonare e dimenticare più facilmente, dove vivere il lato più leggero della vita“.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...