Come sarebbe un viaggio in Transilvania se si utilizzasse il capolavoro gotico di Bram Stoker “Dracula” come guida turistica? Se lo è chiesto Luke Spencer, che ha descritto la sua avventura sulle colonne del sito Atlas Obscura. Spencer ha seguito l’itinerario della prima sezione del libro, nella quale Jonathan Harker, un avvocato inglese, intraprende un viaggio attraverso l’Europa per incontrare il Conte Dracula, acquirente di un immobile a Londra nel quale deve trasferirsi.

Harker scrive un diario dettagliato del percorso da Monaco alla Transilvania, dove ha intenzione di incontrare il misterioso Conte Dracula nel suo castello. Il piano di Spencer era quello di seguire lo orme di Harker, prendendo gli stessi treni, alloggiando negli stessi alberghi e percorrendo le stesse strade (o comunque simili), dell’avvocato inglese.

Sotto, la zona della Transilvania:

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Il racconto che segue è una traduzione parziale, con molte integrazioni di tipo storico, dell’articolo di Spencer, che trovate in inglese a questo link.

Il viaggio dall’Europa Occidentale alla Transilvania è in parte tracciato da quello che fu la gloriosa rotta dell’Orient Express, un collegamento fra due mondi diversi ma con radici storiche comuni che si spingono sino all’epoca dei Romani. La partenza è dalla stazione “Hauptbahnhof” di Monaco, che all’epoca della stesura del romanzo aveva appena 49 anni. Da Monaco a Vienna Harker impiegò 12 ore, un tempo che oggi è ridotto a sole 4 ore dall’alta velocità.

Vienna

Duomo-Vienna

Ossario di Vienna:

Cattedrale-Vienna-Ossa

A Vienna si può visitare la Cattedrale di Santo Stefano, uno dei simboli della città e il duomo della capitale austriaca, che nasconde una serie di catacombe, una fossa comune e un cimitero ipogeo con circa 11.000 salme. Nel duomo si trovano anche una serie di vasi di bronzo contenenti il cuore e le viscere di 72 membri della famiglia Asburgo, un inizio decisamente gotico/vittoriano per il camminio verso la Transilvania.

Budapest

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Da Vienna ci si incammina poi verso Budapest, in Ungheria, che il diario di Harker descrive in questo modo:

L’impressione è aver lasciato l’Occidente entrando in Oriente. Il più Occidentale degli splendidi ponti sul Danubio, che qui è di grandezza e profondità nobili, ci porta tra le tradizioni dei domini turchi.

Ponte-Budapest

Nota storico-letteraria su Dracula di Bram Stoker

E’ importante precisare che Bram Stoker, nonostante abbia scritto un romanzo horror efficacissimo nella descrizione dei luoghi, non visitò mai la Romania, né tantomeno la Transilvania. L’autore irlandese studiò il folklore e i luoghi romeni nel British Museum di Londra, e fu aiutato nella stesura dall’amico ungherese Ármin Vámbéry.

La figura di Dracula fu ispirata da diversi fatti storici, e come è noto venne pensata a partire dalla storia di Vlad III di Valacchia, principe dell’omonima regione afferente all’attuale Romania e conosciuto per la sua temibile fama di “impalatore”. Vlad III, detto anche Tepes (in romeno: impalatore), non fu molto più terribile di molti suoi contemporanei, dato che la pratica della tortura e dell’impalamento era comune in tutta Europa. Nel 1500, ad esempio, la fortezza greca di Modone fu strappata dai Turchi Ottomani ai Veneziani, e tutta la popolazione, diverse centinaia di persone, vennero impalate dai conquistatori, che li lasciarono sui legni per 70 anni come monito per eventuali pretendenti alla città.

Secondo lo storico Benjamin Hugo Leblanc, il regno di Vlad Tepes migliorò la condizione dei cittadini della regione: “il crimine e la corruzione cessarono, il commercio e la cultura prosperarono, e molti romeni oggi vedono Vlad Tepes come un eroe per la sua insistenza sull’onestà e sull’ordine“. Per Bram Stoker Vlad Draculea, figlio di Vlad Dracul, era il personaggio perfetto per il suo libro, anche perché Dracula in romeno significa “Dragone” o “Diavolo”, quindi Vlad era il “Figlio del Diavolo“.

Non fu solo la storia orientale ad influenzare Stoker, ma anche i racconti di vampiri di poco precedenti, come ad esempio La sposa di Corinto di Goethe o The Vampire di John Polidori. Oltre alla letteratura, Stoker si rifece a diverse credenze popolari, come l’usanza di seppellire i morti con un falcetto sul collo per evitare che si svegliassero sotto forma di vampiro, con esempi in Polonia ma anche altrove in Europa. La cronaca locale inoltre fu forse la fiamma scatenante della storia, con un evento di esumazione di un cadavere per vampirismo nella cittadina di Exeter negli Stati Uniti, in New England, che probabilmente mosse l’immaginazione del grande scrittore.

Klausenburg – Cluj-Napoca

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La prima tappa dopo Budapest sulla pista del Vampiro è Klausenburg, la moderna Cluj-Napoca, che si trova circa a metà strada fra Budapest e Bucarest, la capitale della Romania. L’Hotel dove alloggiò Harker si chiamava “Royale”, ma non ve ne è traccia nella realtà. Chi sostiene di aver ispirato Stoker è l’hotel Transilvania, uno dei più antichi della città, che fu attivo come locanda sin dal lontano Medioevo.

Nel racconto dell’avvocato si legge:

Siamo partiti con un tempo abbastanza buono, e poco dopo il tramonto siamo arrivati a Klausenburg. Qui mi sono fermato per la notte presso l’Hotel Royale. Mi sono seduto per cena e mi hanno servito un pollo cucinato, in qualche modo, con pepe rosso, che era molto buono. Ho chiesto come si chiamasse la pietanza al cameriere e mi ha risposto “paprika Hendl”, come si trattasse di un piatto nazionale, e mi ha detto che dovrei essere in grado di trovarlo ovunque lungo i Carpazi.

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L’Hotel Transilvania a Cluj-Napoca sta cercando di sfruttare con il marketing i legami con il celebre romanzo, arredando una camera a tema di fine ‘800 con dipinti, album e immagini di vecchi film ispirati al vampiro. I proprietari dell’hotel hanno anche in programma di aprire un ristorante che serva piatti d’epoca. “Riteniamo che questo attirerà i visitatori che vogliono viaggiare indietro nel tempo e seguire le orme di Jonathan Harker” afferma Adriana Sava, manager dell’attività.

Da Klausenburgh ci si muove verso Bistriz, oggi Bistrita. Nel libro si legge:

Non ho dormito bene, anche se il mio letto era abbastanza confortevole, perché ho fatto degli strani sogni. Per tutta la notte un cane abbaiava sotto la mia finestra, forse la causa scatenante dei miei incubi. O forse era stata semplicemente la paprica…

Il viaggio in treno trascorre senza intoppi, e il paesaggio è esattamente come lo immaginava Bram Stoker:

Per tutto il giorno ci sembrava di indugiare in un paese che era pieno di bellezze di ogni genere. A volte si vedevano piccole città o castelli sulla cima di ripide colline, a volte si attraversavamo fiumi e corsi d’acqua con argini in pietra pronti per essere oggetto di grandi inondazioni. Il Conte Dracula mi aveva indicato di andare al Golden Krone Hotel, un albergo che, per mio personale piacere, era completamente fuori moda”.

Bistrita è una piccola città nel nord della Transilvania, costruita intorno ad un fiume e circondata da villaggi di montagna. Vi è un hotel chiamato “Coroana de Aur” (l’espressione romena traducibile con Golden Krone), ma fu costruito nel 1974, durante i giorni bui del comunismo Romeno. Al suo interno si può cenare in un ristorante chiamato Jonathan Harker, ma è sconsigliabile.

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Al suo arrivo a Bistrita, Jonathan Harker ebbe il suo primo contatto con il misterioso cliente, sotto forma di un biglietto lasciato in albergo.

Amico mio – Benvenuto nei Carpazi. Ti attendo trepidante. Dormi bene stanotte…
Il tuo amico,
Dracula

Harker era nella fase finale del suo viaggio, che proseguì in carrozza attraverso il Passo del Borgo fra le montagne. Per la prima volta incontrò la tensione degli abitanti locali, che lo guardarono con diffidenza quando svelò la propria missione.

Poco prima di andarmene, la vecchia signora venne in camera mia e mi chiese in modo isterico: “Devi andare? Oh giovane Signore devi andare?”.

Se gli abitanti locali nel romanzo venivano terrorizzati anche solo menzionando Dracula, un Hotel fra le montagne si chiama proprio come il Conte. Si trova al Passo Tihuta fra le montagne Bargaului ed è l'”Hotel Castel Dracula“, che sostiene di esser situato nel punto del castello del libro.

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Mentre nel libro di Stoker il castello di Dracula era un “vasto castello in rovina, dalle cui alte finestre nere non veniva alcun raggio di luce“, l’Hotel Castel Dracula fu realizzato circa trent’anni fa come attrazione turistica. L’hotel è a tema vampiro, con un cimitero finto, un bar in una torre e “la tomba” di Dracula nel seminterrato. Se l’effetto complessivo è più di trovarsi in un parco a tema in stile vittoriano, l’hotel mette in evidenza un aspetto interessante della storia della Romania.

Fu costruito nel 1983 durante il regime totalitario del leader comunista Nicolae Ceauşescu, nel tentativo di attrarre turisti con la storia di Dracula. La costruzione fu ordinata dal dittatore stesso che non esitò, ad esempio, a radere al suolo una buona parte di Bucarest per costruire il vasto Palazzo del Parlamento, ancor oggi uno dei più grandi edifici al mondo. Visto che a Piatra Fântânele, il paese dove si trova l’albergo, non si trovano reali tracce di Dracula, ci si può dirigere a sud per trovare il Castello di Bran, appena fuori dalla città di Brasov.

Il Castello di Bran – Brasov

Il Castello di Bran è arroccato su un monte e fa ombra al piccolo villaggio sottostante, dove ci sono souvenirs di ogni tipo. Stoker ne lesse la descrizione al British Museum, ma il castello di Vlad III non fu storicamente questo bensì la fortezza di Poenari, a pochi chilometri di distanza.

Mappa-Castello-Dracula

Visitando il castello durante i mesi invernali si possono apprezzare le parole di Harker che descrivono l’incontro con Dracula:

Non fece alcun movimento per venirmi incontro, rimanendo immobile come una statua, come se il suo gesto di benvenuto lo avesse fissato nella pietra. Nell’istante in cui varcai la soglia si mosse d’impulso in avanti, e tendendo la mano afferrò la mia con una forza che mi fece trasalire, un effetto che non fu attenuato dal fatto che sembrava fredda come il ghiaccio, più la mano di un uomo morto che di un uomo vivo.

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Sotto, il Castello di Bran:

Castello Dracula 1

Al suo interno il Castello di Bran contiene scalinate strette e tortuose, passaggi segreti e un’immancabile camera della tortura. Sotto le sue torrette c’è una discreta quantità di mobili del XX secolo, risalente ai giorni in cui il castello era una residenza Reale estiva negli anni ’20 e ’30. Le autorità comuniste del paese lo trasformarono in un museo nel 1956.

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Sighișoara

Sulle tracce di Stoker ci si può dirigere un po’ più a nord, verso l’antica città medievale di Sighișoara, patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO per il suo magnifico centro storico. La città è una delle sette cittadelle murate costruite dai Sassoni della Transilvania per difendersi contro l’invasione turca. Meta del turismo culturale durante il periodo estivo, in inverno è una città di montagna semi-deserta. Dal centro si inerpica una ripida scala coperta, nota come “scala degli scolari”, che conduce sulla cima di una collina.

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Alla fine dei 176 gradini della salita si giunge ad una basilica del XIII secolo, conosciuta come “Chiesa sulla collina”, dove è possibile vedere le bare dei nobili della Transilvania nella cripta. Accanto, si trova un cimitero a dir poco spettrale, avvolto da una nebbia surreale, che fa apprezzare appieno le atmosfere tetre del libro di Stoker.

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Vicino alla piazza principale della cittadella si trova una casa color ocra, con una targa che riporta che il sovrano romeno Vlad Dracul ha vissuto al suo interno fra il 1431 e il 1435. Suo figlio, Vlad III, nacque proprio in quella casa.

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La casa medievale è anche un bar, dove si può provare la tradizionale grappa dei Carpazi palinka. Dopo aver visitato il bar è possibile visitare la prima casa di Vlad l’Impalatore, opportunamente coperta da tende di velluto rosso e illuminata da candelabri, con un dipinto ad olio che mostra Vlad che mangia la colazione di fronte ad una foresta di prigionieri impalati.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...