Un uomo cieco rivede la moglie dopo 10 anni grazie agli occhi Bionici

La storia di Allen Zderad è da annoverare fra i miracoli della scienza ma anche fra le storie romantiche dell’anno. L’uomo è affetto da una malattia degenerativa della retina chiamata “retinite pigmentosa”, ancora incurabile, che ha reso Zderad completamente cieco dopo dieci anni di progressiva perdita della vista. Dieci anni orsono il sessantottenne americano vide per l’ultima volta la moglie, e non ha mai visto i volti di molti dei suoi dieci nipoti. Grazie al progresso tecnologico l’uomo ha ottenuto un nuovo occhio bionico, che gli da oggi una diversa prospettiva di vita.

Allen-Zderad

Il dottor Raymond Iezzi Jr, un ricercatore e oculista dalla clinica Mayo, nel Minnesota, è stato consultato dal nipote di Allen, anch’egli alle fasi della stessa malattia. Il dottore gli rispose che avrebbe avuto piacere di conoscere il nonno, e Allen è diventato il primo paziente nel Minnesota trattato con il sistema “Second Sight Argus II”, una protesi della retina che è in fase di sviluppo da oltre un quarto di secolo. Allen è diventato quindi la quindicesima persona negli Stati Uniti a ricevere il dispositivo.

La prima indicazione che il dispositivo era perfettamente funzionante è arrivato quando Allen si è lanciato di fronte alla moglie per abbracciarla, scoppiando entrambi in lacrime. USA Today non si è lasciata scappare la notizia e ha realizzato un video nel quale riprende gli attimi in cui Allen ha ricominciato a vedere la compagna di vita. Anche se Allen non è in grado di distinguere i dettagli dei volti o le immagini, l’occhio bionico gli permetterà di vedere le persone in una stanza, le automobili in strada e in genere di condurre una vita decisamente più normale rispetto a quella che è riservata alle persone non vedenti.

Quando gli hanno chiesto come avesse fatto ad individuare la moglie ha risposto: “E’ facile, era la più bella della stanza!”.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...

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