Huang Yung-fu oggi è un 96-enne, e 10 anni fa ricevette una lettera che avrebbe cambiato la sua vita per sempre. Il villaggio nel quale viveva doveva essere raso al suolo, distrutto per costruire nuove palazzine dal governo di Taiwan. Il signor Huang Yung-fu, che era l’ultimo residente in un villaggio nato circa 40 anni prima, avrebbe dovuto raccogliere tutti i suoi (pochi) averi e trasferirsi altrove, in una casa nuova senza storia né personalità.

A Huang Yung-fu venne in mente un’idea alternativa

La sua storia, d’altronde, è abbastanza particolare. Huang Yung-fu è un uomo di origine cinese, reduce della guerra Sino-Giapponese (1937-1945), che si tramutò poi nella Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver combattuto divenne un attivista del Kuomintang, il Partito Nazionalista Cinese guidato da Chiang Kai-shek. Nel 1949, dopo la vittoria di Mao Zedong e del Partito Comunista, molti attivisti del Kuomintang furono costretti a fuggire dal paese, e fra loro il signor Huang Yung-fu.

Il nostro trovò rifugio in una zona di Taiwan, allestita in fretta e furia dall’esercito locale, nella quale ha abitato sino ai giorni nostri. Insieme a lui si trovavano altre 1200 famiglie circa, che animarono il luogo con un’intensa vita sociale.

Esule a Taiwan insieme ad altri esuli politici

Con il passare del tempo però i più giovani iniziarono a emigrare, e gli anziani a morire. Come spesso accade, il villaggio divenne una zona fantasma, con il solo Huang a mantenere in vita il proprio villaggio.

In modo plausibile il governo di Taiwan chiese all’uomo di cambiare abitazione

L’idea di abbandonare l’unico luogo che potesse chiamare “casa” lo affliggeva, e così iniziò a dipingere tutte le pareti delle case ormai disabitate, dando una prima forma a un’opera che nei 10 anni successivi sarebbe diventata qualcosa di monumentale. Oggi, 10 anni dopo, “Rainbow Grandpa”, come è noto sul web nei siti anglofoni, è una celebrità.

La sua storia è stata raccontata da uno studente universitario, che con una raccolta fondi e il tam-tam su internet ha reso celebre l’anziano cinese di Taiwan. Oggi il suo villaggio è diventato una monumentale opera di street art, visitata ogni anno da migliaia di persone, con il governo di Taiwan che si è impegnato a mantener viva l’opera di Huang Yung-fu, evitando di radere al suolo un piccolo pezzo di storia di Taiwan.

Sotto, il “Rainbow Village” in un video amatoriale:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...