Italia, inizio ‘900. Un nuovo Piroscafo di grosse dimensioni, il “Tomaso di Savoia”, varato il 25 settembre del 1907, parte alla volta del Sud-America. Il suo viaggio dura diverse settimane, e il carico è un enorme numero di migranti europei, in particolare italiani, che raggiungono l'”America latina”, una delle terre promessa in cui trovano asilo milioni di connazionali fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 (saranno 14 milioni fra America del Sud e del Nord fra il 1876 e il 1915).

Le tappe della Tomaso di Savoia sono diverse. Si parte dall’attraversamento dello stretto di Gibilterra, poi una sosta all’isola di Saint Vincent e Grenadine, nel Mar dei Caraibi, e poi a Sud fino in Brasile, dove il “vapore” si ferma nello stato di Pernambuco, a Bahia. La tappa seguente è Rio de Janeiro, dove sbarca la maggioranza degli immigrati che andrà a popolare una terra immensa, in cui il numero di italiani costituirà la minoranza maggiormente rilevante del grande paese sudamericano.

Nel 2013 i discendenti di queste e di milioni di altre persone emigrate in Brasile costituiscono il 30% della popolazione brasiliana totale

La stima del 2013 dell’ambasciata italiana conta ben 30 milioni di discendenti totali, un numero impressionante, che in valore assoluto costituisce circa la metà dell’attuale popolazione italiana.

Quel viaggio del 1910 viene splendidamente narrato da un filmato restaurato del Portal della Memória Brasileira, in cui si osservano non solo le fasi tecniche del percorso, ma anche i volti, gli oggetti e le circostanze che caratterizzavano i viaggi della speranza italiani.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...