Alla storia è passato come “Il Baratto” e fu al centro di uno scandaloso affaire. Il tutto ebbe origine in un tranquillo paesino della Romagna al confine con la Toscana, Modigliana.

Modigliana, fotografia di Riccardo Dal Monte:

Nella fatidica notte tra il 16 e il 17 aprile 1773, vigilia del Venerdì Santo, la moglie del conte francese Joinville, ospite nel palazzo dei conti Borghi, e la popolana Vincenza Diligenti che abitava di fronte, moglie del carceriere Lorenzo Chiappini, diedero entrambe alla luce due bambini.

Ponte a schiena d’asino a Modigliana, fotografia di Riccardo dal Monte:

Dopo il parto i Joinville ritornarono in madrepatria – sembra stessero compiendo il Gran Tour, un viaggio per l’Europa tipico degli aristocratici del tempo – mentre i due modiglianesi si trasferirono a Firenze, essendo Lorenzo stato nominato dal Granduca Leopoldo comandante di una compagnia di arcieri.

Dopo poco le fortune economiche della famiglia Chiappini subirono un’improvvisa impennata

Tanto che loro figlia, di nome Maria Stella, molto stranamente, potè accedere all’educazione riservata ai rampolli delle case nobiliari e anche frequentare costose scuole di canto e danza. Non a caso venne soprannominata “La Marchesa di Modigliana”. Infine a sancire l’appartenenza di fatto all’aristocrazia provvide il matrimonio: venne chiesta in sposa da un Lord Inglese. Per una donna del popolo sarebbe stato davvero difficile convolare con un sangue blu ma lei, con insperata fortuna, ci riuscì. Dopo pochi anni il marito morì – era più vecchio di oltre 30 anni – e lei si risposò nuovamente con un aristocratico, questa volta russo (tale Von Ungern-Sternberg, avo del famigerato santone-avventuriero Roman detto il “Barone Pazzo”).

Maria Stella:

Successivamente tornò in Italia per visitare il padre malato e, essendo costui in condizioni assai precarie, rimase a lungo. Infine morto il genitore, mentre Maria Stella si accingeva a ritornare a San Pietroburgo, venne raggiunta da una lettera del padre stesso che per lei si rivelerà una maledizione e che la getterà in un vortice di rabbia e frustrazione. C’era scritto che non era sua figlia ma che era stata scambiata alla nascita e i suoi veri genitori erano appartenenti a una nobilissima schiatta francese.

Ma allora come era andata quell’incredibile notte e perché ebbe luogo questo “baratto”?

Bisogna premettere che la certezza storica dello scambio non è stata provata al 100% quindi bisogna considerare il tutto come una probabile, seppur molto probabile, ipotesi. I conti Borghi ospitarono degli aristocratici francesi ma Joinville era un nome falso dato che costoro non volevano che si sapesse che in realtà erano i potenti duchi d’Orlèans, un ramo cadetto della Famiglia Reale dei Borbone di Francia pretendenti alla Corona.

Esistendo infatti in terra transalpina la Legge Salica, sul trono di Ugo Capeto potevano sedere soltanto maschi. Così, a ogni costo, bisognava mettere al mondo almeno un bambino del “sesso forte” per avere la chance di poterlo vedere un giorno sul trono. Luisa Maria di Borbone, nella famosa vigilia del Venerdì Santo del 1773, diede alla luce una femmina e, evidentemente, si venne a sapere che nella casa di fronte era invece nato un maschio.

Così il padre, il duca Luigi Filippo I, decise per lo scambio tra i due neonati

Luigi Filippo II duca d’Orléans:

Gli Orlèans erano lontani dalla madrepatria, per di più in un luogo remoto, e non si sapeva nulla della loro vera identità. Insomma le possibilità che la faccenda non venisse alla luce erano alte. Così Lorenzo Chiappini, in cambio di una forte somma di denaro, venne convinto a cedere il suo maschio (che non sarebbe finito in cattive mani, tutt’altro). Inoltre gli Orlèans, essendo pur sempre Maria Stella la loro figlia, provvidero affinché la ragazza ricevesse un’esclusiva educazione e avesse tutti quei comfort e possibilità che erano appannaggio delle nobildonne. Se ritorniamo poi ai suoi matrimoni, sembra impossibile che gli aristocratici che la sposarono non sapessero del suo sangue di alto lignaggio e sposassero una semplice popolana.

Era qualcosa che accadeva molto, ma molto di rado

E’ importante sottolineare, al di là delle prove sicure che non ci sono, che gli scambi di bambini sono sempre stati frequenti nella storia, in particolare ad altissimi livelli. Basti pensare alla Famiglia Imperiale Giapponese che dal mitico Jimnu del VII secolo a.C. a oggi avrebbe avuto coppie reali in grado di far salire al trono sempre un maschio. Parliamo di 27 secoli ed è quindi altamente improbabile che per tutto questo tempo non vi siano stati intoppi come infertilità da parte di un coniuge o nascita di sole femmine.

Molto più verosimile è pensare che per mantenere il potere in famiglia abbiano “acquistato” maschi da altre coppie. Oppure abbiamo il celebre caso di Costanza d’Altavilla che partorì il futuro Federico II di Svevia nella pubblica piazza di Jesi perché, data l’età avanzata e la risaputa consuetudine di prendere bambini da altri per non perdere titoli e beni, non dovevano esserci dubbi sul fatto che fosse veramente incinta. Se andiamo in tempi più recenti, il caso che maggiormente ha fatto discutere è quello di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d’Italia.

Leggenda vuole che Carlo Alberto, sovrano del Piemonte, perse il suo primogenito in un terribile incendio avvenuto a Firenze (di certo sappiamo che la camera della culla prese fuoco e che la balia morì in seguito alle ustioni riportate), sostituendolo con prontezza con il figlio di un macellaio che era nato lo stesso giorno nell’edificio di fronte. Se mettiamo a confronto i tratti fisionomici del padre con quelle del figlio si nota una marcata differenza essendo il primo alto e biondo mentre il secondo (quello che noi conosciamo come Vittorio Emanuele II) scuro e tarchiato. Siamo, tuttavia, sempre nel campo delle supposizioni.

Tornando a Maria Stella, una volta che apprese la verità, si mise con ossessiva determinazione a spender tempo e denaro per comprovare con documenti le sue vere origini senza però riuscire a farsi mai riconoscere dagli Orlèans. L’unica sua vittoria legale l’ebbe nel suo territorio dato che il vescovado di Faenza, in un processo, ufficializzò in modo clamoroso lo scambio ma, su pressione del Vaticano, si decretò infine che il baratto fosse sì avvenuto ma per opera di genitori ignoti.

Luigi Filippo di Francia in tenera età con la madre e il padre a Palais Royal, dipinto del 1776 di Charles Lepeintre:

La rabbia di Maria Stella, in particolare, andrebbe vista alla luce della travolgente “carriera” che toccò al maschio scambiato. In modo rocambolesco, in seguito alla Rivoluzione del 1830 in cui Re Carlo X di Borbone venne detronizzato, Luigi Filippo d’Orlèans (cugino del sovrano) divenne Re di Francia.

Dagherrotipo di Luigi Filippo:

E qui abbiamo un fenomenale paradosso-presentimento perché Luigi Filippo I – il supposto bambino dei Chiappini – non ricevette il tradizionale titolo di “Re voluto da Dio” ma venne proclamato per la prima volta in modo rivoluzionario “Re dei Francesi”. E’ passato infatti alla storia come il democratico sovrano Filippo Ègalitè cioè “Filippo Uguaglianza”. S’intendeva che avrebbe dovuto essere la guida del popolo francese non tanto della terra di Francia… insomma assolutamente in linea per un figlio di due popolani romagnoli!

Luigi Filippo come colonnello generale degli ussari durante la restaurazione borbonica:

La scandalosa storia del baratto fu oggetto di insistenti pettegolezzi nei salotti della nobiltà europea, creando grave imbarazzo a Luigi Filippo. Il poeta Giuseppe Giusti lo derise come “Re Chiappini”. Infine, come detto in precedenza, non essendoci prove certe, può essere anche che “il Baratto” sia stata una montatura creata ad arte da russi e inglesi per screditare Luigi Filippo I.

Luigi Filippo, Re dei Francesi dal 1830 al 1848. Dipinto di Franz Xaver Winterhalter

In ogni caso la Verità, con la V maiuscola, rimarrà per sempre avvolta in quell’angolo nebuloso e oscuro che sono i Misteri della Storia.

Luigi Filippo di Francia, Maria Amalia di Borbone-Napoli e la loro famiglia:

Riccardo Dal Monte
Riccardo Dal Monte

Sono un docente di storia e filosofia di liceo e ho scritto per la hobby&work “la via del coraggio. Dal guerriero antico al soldato moderno, la vittoria dell'uomo sulla paura”. Sono il fondatore di “riccardo dal monte tour” che organizza tour notturni nelle città d'italia all'insegna della storia, dei misteri e dei grandi personaggi. Amo molto viaggiare e fare reportage, in particolare (storia recente bosnia-kosovo, storia contemporanea normandia-verdun-gibilterra, storia antica peloponneso-etruria) e natural-leggendari (transilvania, highlands scozzesi, cimmeria-crimea, isola cimbrico-germanica di asiago).