Roma, IV Secolo dopo Cristo. L’impero romano non è nel suo momento di espansione massima ma gode ancora di ottima salute. Costantino I, l’imperatore riformatore, ha avviato un processo di cambiamenti epocali, su tutti la riforma religiosa in favore al cristianesimo e la costruzione (o meglio ri-costruzione) di una nuova capitale, Costantinopoli, destinata a rimanere il centro della romanità sino alla caduta dell’Impero Bizantino, nel 1453. Roma è ancora la capitale dell’Impero, anche se i centri di potere vengono spostati frequentemente in altre città, fra cui Milano (Mediolanum) e Ravenna. Lo sviluppo urbano della città eterna è ai suoi massimi livelli, prima che i saccheggi a opera dei popoli barbari (Alarico nel 410 e Genserico nel 455) e le ricostruzioni dei Papi ne cambino parte della fisionomia.

Sotto, fotografia di SEIER+SEIER condivisa con licenza CC BY 2.0 via Flickr:

E’ questa la situazione urbana che, nel 1933, venne riprodotta dallo storico e architetto Italo Gismondi che, su commissione di Mussolini, costruì un plastico in gesso alabastrino di dimensioni immense: 17 metri per 17, una gigantesca e preziosa riproduzione della bellezza architettonica dell’antica Roma.

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La realizzazione dell’opera impiegò un periodo di tempo lunghissimo. Il plastico fu commissionato nel 1933 per la Mostra Augustea della Romanità che si sarebbe svolta nel 1937, e inizialmente comprendeva soltanto il centro monumentale. Negli anni successivi, l’artista italiano completò l’opera, includendo la riproduzione dell’area urbana entro le mura Aureliane e consegnando il plastico, finito nella sua immensità, al Museo della Civiltà Romana, inaugurato all’Eur nel 1955.

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La riproduzione della Roma all’epoca di Costantino è in scala 1:250, e comprende strade, ponti ed elementi urbani in grado di restituire allo spettatore una visione complessiva della magnificenza dell’antica urbe laziale.

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La riproduzione venne costruita dall’architetto a partire dagli studi sulla “Forma Urbis” dello storico Rodolfo Lanciani, del 1901, un’opera che analizzò i resti delle lastre di marmo sulle quali, fra il 203 e il 211 all’epoca di Settimio Severo, venne riprodotta la forma urbana di Roma.

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Oggi il plastico è conservato presso il Museo della Civiltà Romana, chiuso da anni e in attesa di essere riaperto.

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Fonte: Museo Civiltà Romana.

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...