Il titolo del progetto, SPAZIALE: Ognuno appartiene a tutti gli altri, sintetizza la volontà di superare una visione individualista dell’architettura a favore di un metodo più inclusivo e partecipativo. Invece di presentare un’unica firma curatoriale, Fosbury Architecture ha coinvolto nove gruppi di progettisti e un’ampia rete di professionisti provenienti da diverse discipline creative, costruendo un’esperienza collettiva capace di intrecciare diverse visioni e competenze.
L’idea alla base di SPAZIALE è stata quella di attivare processi progettuali diffusi su tutto il territorio italiano, prima ancora che il Padiglione prendesse forma fisica a Venezia. Il progetto si è quindi sviluppato in due momenti principali:
La fase preliminare (gennaio-aprile 2023) – Un ciclo di nove interventi site-specific distribuiti in diverse località italiane. Questi interventi hanno affrontato tematiche urgenti come la crisi climatica, il recupero di spazi abbandonati, l’inclusione sociale e le dinamiche interculturali. L’obiettivo era innescare processi di trasformazione reale nei territori coinvolti.
La mostra al Padiglione Italia – In concomitanza con l’apertura della Biennale, il Padiglione ha raccolto e sintetizzato le esperienze maturate nei mesi precedenti, trasformandole in installazioni, documentazioni video e momenti di confronto.
Un’Architettura che Genera Comunità
Una delle caratteristiche distintive del progetto è stata la volontà di superare la concezione dell’architettura come un prodotto finito e autoreferenziale, puntando invece a processi in grado di costruire reti, relazioni e nuove forme di collaborazione. Questo approccio si è tradotto in un allestimento essenziale e immersivo, dove ciascuno dei nove gruppi di progettisti ha realizzato un’installazione ispirata alla propria esperienza nei territori italiani.
Il risultato è stato un mosaico eterogeneo di progetti, ognuno legato a un contesto specifico e a una problematica reale, ma al tempo stesso capace di dialogare con gli altri per restituire una visione d’insieme dell’architettura come pratica sociale e collettiva.
Il Video come Racconto di un’Italia in Trasformazione
Elemento centrale della narrazione è stato il video Come è bello far l’amore da Trieste in giù, un’opera realizzata da Fosbury Architecture in collaborazione con Alterazioni Video e Fantamagico. Il filmato ha unito immagini raccolte durante gli interventi nei territori con un algoritmo generativo, creando un racconto dinamico e fluido che riflette la diversità e la complessità del progetto.
Un Nuovo Modello per il Futuro?
Il Padiglione Italia 2023 ha segnato un punto di svolta rispetto alle edizioni precedenti, dimostrando che l’architettura può essere un campo di sperimentazione sociale e culturale, oltre che progettuale. L’idea di attivare processi reali nei territori prima di arrivare a Venezia ha permesso di dare maggiore concretezza al progetto, trasformandolo in un’esperienza condivisa e destinata a lasciare tracce ben oltre la durata della Biennale.
Con SPAZIALE, Fosbury Architecture ha proposto un metodo di lavoro che potrebbe rappresentare un modello per il futuro, basato sulla collaborazione tra giovani professionisti, sull’interdisciplinarità e su un rapporto più stretto tra architettura e società. Il messaggio che ne emerge è chiaro: l’architettura del futuro non sarà fatta solo di edifici, ma anche di reti, processi e nuove forme di appartenenza.

