Il Museo Nazionale Romano si è recentemente dotato di una nuova e immersiva tecnologia di Realtà Virtuale, in grado di far rivivere al visitatore la magnificenza delle terme di Diocleziano come apparivano ai cittadini dell’urbe oltre 1.700 anni fa. Le terme furono inaugurate nel 306 d.C., e divennero un punto di riferimento per gli abbienti cittadini romani dei quartieri del Viminale, dell’Esquilino e del Quirinale. La struttura era certamente in uso anche dopo i sacchi di Roma del V secolo da parte di Goti e Vandali, ma caddero definitivamente in rovina dopo la distruzione di tutti gli acquedotti romani del 537 (tranne l’Aqua Virgo, che ancor oggi alimenta la Fontana di Trevi).

Le magnifiche terme, ricche di marmi e magnifiche realizzazioni architettoniche, vennero successivamente usate come stalla, come luogo d’incontro ma soprattutto come cava per materiali edili. A questo proposito è bene ricordare la completa distruzione di buona parte degli edifici a opera di Papa Sisto V, che fra il 1586 e il 1589 demolì 100.000 metri cubi di materiali per costruire la sua villa privata all’Esquilino.

Anche dopo tutte queste distruzioni e ratti, compiuti nei secoli sino al ‘900, le terme di Diocleziano rimangono uno dei luoghi in cui ammirare la bellezza dell’Architettura Romana, esempio dello splendore di Roma del IV secolo.

Da oggi, grazie a una tecnologia immersiva tridimensionale è possibile visitare le terme con una guida in realtà virtuale posta di fronte ai propri occhi, che ricostruisce in 3D lo splendore degli interni com’erano prima delle distruzioni operate nei secoli.

Grazie alle tecnologie di geo-localizzazione, a un’App per smartphone e al visore VR, si potrà seguire la guida audio mentre si osserva a video, di fronte agli occhi, la bellezza delle terme di 1.700 anni fa. La tecnologia del visore tridimensionale, disponibile presso la biglietteria da oggi 2 Agosto 2018, è un’aggiunta alla normale visita e ha un costo di noleggio pari a 5 euro.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...