Il cavallo bianco di Uffington, in Inghilterra, è un geoglifo che risale all’età del bronzo, 3.000 anni fa circa. Lo scopo per cui fu realizzato e la figura che rappresenterebbe è a noi completamente sconosciuto, ma sono state avanzate diverse ipotesi per capire cosa rappresenti. La leggenda narra che il cavallo sia il famoso Drago ucciso da San Giorgio, portato da Dragon Hill ad Uffington Hill da due gemelli, che lo avrebbero lasciato lì. Decomponendosi, il drago avrebbe lasciato un’impronta indelebile, in grado di raggiungere il gesso della collina sottostante e rimanere visibile per sempre.

Sotto, la mappa con le due colline dove si nota la vicinanza fra i promontori:

La storia racconta invece che, fra il 1.400 ed il 600 a.C., un gruppo di uomini dell’età del bronzo disegnò il geoglifo, scavando per 1 metro la terra della collina e svelando il gesso sottostante, che necessita di continua manutenzione per rimanere sempre visibile. La raffigurazione classicamente è interpretata come un simbolo tribale dei costruttori di Uffington Castle, ma l’ipotesi è tutt’altro che certa.

Fotografia di pubblico dominio via Wikipedia:

L’ultima teoria giunge dall’archeologo Joshua Pollard dell’Università di Southampton, che ritiene che il simbolo possa rappresentare un cavallo mitico che traina il sole dal cielo. Pollard afferma che il corpo dell’animale sia posizionato come se stesse correndo da una salita proveniente da Dragon Hill, attraverso una collinetta, un tumulo, in direzione di Uffington Castle, sito risalente all’età del ferro.

Pollard afferma che “Se si segue la posizione del cavallo ed il suo movimento, corrisponde all’arco del sole durante il solstizio d’inverno“, e ha aggiunto che, nella mitologia indoeuropea, il sole viene trainato nel cielo da un cavallo o da un carro con più cavalli, e trasportato durante la notte da una barca.

Se le teorie di Pollard fossero verificate, la mitologia britannica preistorica potrebbe considerarsi connessa a quella europea, una considerazione importantissima per la storia delle religioni dell’età dei metalli.

Fonte: Archeology.org.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...