Circa 3.500 anni fa un antico guerriero greco morì e fu sepolto, da solo, nell’area conosciuta oggi come il Palazzo di Nestore, nei pressi della città greca di Pylos, nella regione della Messenia. Quel guerriero, antecedente all’epoca degli Eroi Omerici di cui proprio Nestore è fra i personaggi principali, venne inumato con un ricco corredo di oggetti che, migliaia di anni dopo, si sarebbero rivelati di importanza fondamentale per scrivere la storia dell’arte mondiale.

La tomba, chiamata “del Grifo” a causa di una piccola scultura in avorio ritrovata fra le gambe dell’uomo, conteneva oggetti esclusivamente realizzati in metalli pregiati quali oro, argento e bronzo. All’interno della sepoltura non sono infatti stati trovati manufatti ceramici, circostanza singolarissima nella storia dell’archeologia greca, che qualifica probabilmente la ricchezza e il prestigio del sepolto come immensi.

Sotto, la ricostruzione della tomba, dove si nota la disposizione delle armi nella parte sinistra e gli oggetti di corredo a destra e sul petto dell’uomo. Fotografia tratta dal sito ufficiale di Griffin Warrior, credit Denitsa Nenova.

Fra i tantissimi beni trovati, uno si è rivelato di particolare interesse per gli archeologi e gli storici dell’arte. Si tratta di un minuscolo Sigillo inciso sull’Agata, largo appena 3,6 centimetri, che potrebbe riscrivere la storia dell’arte così come la conosciamo oggi. Quando venne rinvenuto, durante la campagna di scavi dell’Ottobre 2015 condotta di concerto fra l’Università di Cincinnati e la Scuola Americana di studi Classici di Atene, il calcare copriva interamente i dettagli della sua finitura.

Sono stati necessari 2 anni per rivelare i particolari di questa minuscola scultura. Sotto al calcare si nascondeva una scena di battaglia che coinvolge 3 distinti guerrieri:

I due responsabili dello studio, Jack Davis e Sharon Stocker, affermano che il livello di dettaglio dell’incisione definisce l’opera come la più bella dell’arte glittica dell’età del Bronzo. Davis spiega che: “Quello che rende affascinante la pietra è che la rappresentazione del corpo umano abbia un livello di dettaglio che non si trova più sino al periodo classico dell’arte greca, circa 1.000 anni dopo“.

Quel che rende straordinario la minuscola scultura è il fatto che sia stata incisa su una pietra dura di dimensioni così piccole. Molti dei particolari diventano infatti chiari soltanto grazie alla fotomicroscopia.

Alcuni dettagli non superano il mezzo millimetro di lunghezza

E sono eccezionalmente piccoli, prosegue Davis, in un articolo sul sito dell’Università di Cincinnati.

Sotto, un disegno mostra la scultura nei suoi dettagli:

Sotto, un’immagine ad altissima risoluzione mostra i dettagli della scultura:

La muscolatura del guerriero è riprodotta con un livello di dettaglio ritenuto proprio dell’arte greca di 1.000 anni più tardi:

L’opera ritrae un guerriero vittorioso che, avendo già sconfitto un avversario che giace ai suoi piedi, rivolge l’attenzione ad un altro nemico armato di lancia, riuscendo a conficcare la spada in una piccola parte della guardia lasciata scoperta dallo scudo, il collo, per quelli che sono i probabili ultimi attimi di vita dell’avversario

La scena evoca l’epica delle battaglie omeriche, la cui genesi affonda le radici proprio nei dintorni del Palazzo di Nestore. Se i ricercatori non possono affermare che l’immagine fosse destinata a riflettere l’epica omerica, la scena rispecchia senza dubbio una leggenda ben nota a Minoici e Micenei, afferma Stocker. Il ricercatore aggiunge che: “Era un oggetto certamente prezioso, rappresentativo del ruolo del Guerriero nella società Micenea. Sicuramente egli si identificava con l’eroe rappresentato nel sigillo“.

Sotto, il volto del guerriero del Grifo ricostruito a partire dal teschio trovato nella tomba, fonte, Università di Cincinnati:

Sebbene il sigillo e gli altri oggetti trovati nel sepolcro suggeriscano che il Guerriero ricoprisse una posizione altolocata nella società Micenea, numerosi artefatti sono invece di natura Minoica, il che solleva diversi interrogativi sulla sua cultura di appartenenza. I ricercatori hanno a lungo pensato che i micenei continentali importarono (o rubarono) le conoscenze dalla ricca civiltà di Creta, che si trova a sud-est di Pylos. I Minoici erano infatti dominanti sui Micenei del Peloponneso, ma la loro civiltà cadde attorno al 1.500-1.400 a.C., approssimativamente quando morì anche il guerriero del Grifo.

Sotto, alcuni oggetti scoperti nella tomba, incluso il sigillo dentro una coppa di bronzo:

In una serie di presentazioni e in un articolo pubblicato lo scorso anno, Davis e Stocker hanno spiegato che la scoperta di quattro anelli d’oro e di altri oggetti preziosi di origine Minoica indicano uno scambio culturale fra Creta e la terraferma molto più articolato rispetto a quanto creduto sinora.

Sotto, una catenina in oro con finiture in “edera sacra”. Fotografia di Jennifer Stephens:

Ma il livello di sofisticazione del sigillo del Guerriero di Pylos è ineguagliato da qualsiasi altra opera di periodo minoico o miceneo. Sorge quindi una domanda:

Come cambia la nostra comprensione dell’arte greca dell’età del bronzo?

Sotto, la spada del Guerriero, di tipo Minoico:

Sembra che i Minoci produssero un’arte con un livello di dettaglio che nessuno immaginava fossero in grado di scolpire. La loco capacità e il loro interesse nell’arte figurativa, in particolare per il movimento e l’anatomia umana, va al di là di qualsiasi ipotesi fatta sino a oggi” spiega Jack Davis.

La scoperta del sigillo obbliga ad una riconsiderazione dello sviluppo dell’arte greca

I ricercatori spiegano che all’interno della tomba sono stati trovati oltre 3.000 artefatti, la maggior parte ancora da studiare, in grado probabilmente di svelare moltissimi altri dettagli sconosciuti riguardo le civiltà Minoiche e Micenee. I risultati degli studi odierni saranno pubblicati entro questo mese sulla rivista “Hesperia”, mentre moltissimi altri contenuti sono consultabili sul blog ufficiale dell’Università di Cincinnati, e sul sito dedicato al Guerriero del Grifo, usati in questo articolo come fonti.

Sotto, il Palazzo di Nestore come appariva durante l’epoca degli Erori e com’è oggi, coperto dal nuovo tetto installato nel 2016:

Sotto, Sharon Stocker, una delle due responsabili dello scavo insieme a Jack Davis, illustra la tomba durante le fasi di scavo:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...