La base per sottomarini della baia di Pavlovsk, nota un tempo come “Oggetto segreto n°6”, giace abbandonata sulla costa della baia di Pietro il Grande nella regione di Primorye, in Russia. La struttura in cemento ricorda i tempi della Guerra Fredda, e rappresenta uno dei più strani fantasmi incompleti di quel periodo storico.

Nelle intenzioni del governo URSS doveva essere una base sottomarina di sicurezza per la flotta di stanza nel Pacifico, e si trova a soli 19 chilometri dalla città di Nachodka, uno dei capoluoghi portuali della regione.

La base di Pavlovsk venne progettata per fornire rifugio ai sottomarini della flotta del Pacifico in caso di un attacco nucleare statunitense. La costruzione presumibilmente iniziò negli anni ’60, sebbene alcune fonti indichino altre date possibili sino al 1977. Nonostante le dimensioni della base, è difficile ipotizzare date certe a causa della segretezza che circonda la sua costruzione.

Quel che è certo è che la costruzione rallentò negli anni ’80 a causa della mancanza dei fondi, e si fermò del tutto quando crollò il regime comunista.

Probabilmente il fattore che causò la fine della costruzione fu lo START I, il primo dei trattati di riduzione delle armi strategiche tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, firmato il 31 luglio 1991, solo quattro mesi prima del collasso del gigante rosso, avvenuto il 26 Dicembre 1991.

I sovietici fermarono la costruzione di nuove basi segrete. Ciò che colpisce di quella della baia di Pavlovsk è lo stato di avanzamento dei lavori, già inoltrato e tutt’altro che lontano dall’essere giunto a completamento.

Il rifugio sottomarino era pensato con due gallerie principali collegate da una rete di gallerie secondarie, costruite su tre differenti livelli. L’opera è più imponente di quanto sembri perché fu scavata nel cuore della montagna, e quindi richiese uno sforzo enorme in termini di uomini e mezzi.

Le dimensioni delle gallerie principali sono mozzafiato. Secondo i dati raccolti sul campo da KFSS, una comunità di urbex locali, il primo tunnel è largo 19 metri e lungo almeno 450 metri. Il calcestruzzo di cui sono fatte le gallerie è spesso circa 2 metri, adatto a proteggere i sottomarini in caso di attacco nucleare. Il punto più alto si trova a 10-12 metri sopra il livello dell’acqua, ed è attraverso questo che i sottomarini si sarebbero dovuti rifugiare in caso di attacco.

Il secondo tunnel conduce nella sala principale, che era uno spazio per il comando generale della base. La sala principale è lunga 224 metri, larga 8 metri e alta circa 11 metri, e in alcuni punti le stalattiti sono così lunghe da giungere sino a terra.

Dal report dei ragazzi di KSS è difficile dire esattamente quanto è grande il rifugio, in quanto molte gallerie sono allagate o bloccate. Ci sono almeno 8 ingressi e 2 pozzi di ventilazione, ma potrebbero essercene molti di più.

Secondo il racconto dei ragazzi, il territorio è contaminato con radiazioni (1.4 mGy/h), e la causa potrebbe essere diversi incidenti occorsi a 3 sottomarini, di cui due avvenuti nel 1985.

Naturalmente la zona sarebbe tutt’ora off-limits e pericolosa, ma i ragazzi di KFSS hanno comunque deciso di entrare e documentare gli interni di questo fantasma di epoca sovietica.

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Fonte immagini KFSS.ru.


Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...