Le superfici urbane che percorriamo ogni giorno, i marciapiedi che su cui camminiamo o le strade sulle quali guidiamo sono il risultato di secoli di modifiche del suolo che l’uomo ha coperto più volte nel corso della storia. Per questo, in tantissime città europee, quando vengono fatti degli scavi si scoprono una serie di infrastrutture, servizi e opere che risalgono alle epoche più antiche. In Turchia, presso l’odierna Antakya (Antiochia in Latino) un hotel di design sorge sopra un gigantesco sito archeologico, costituito da rovine di epoca romana.

L’antica città risulta tutt’oggi coperta da mosaici per circa 10.000 metri quadrati, e fra essi si trova un frammento gigantesco:

1.050 metri quadri di pavimento di mosaico, la superficie continua mosaicata più ampia mai ritrovata al mondo

La costruzione dell’Hotel non ha previsto, come spesso accade in questi casi, la rimozione delle opere o la loro copertura, ma ha integrato l’archeologia nel design della nuova struttura, mostrandola attraverso i propri pavimenti.

Il risultato è un audace esperimento di conservazione storica, progettato dalla ditta EAA-Emre Arolat Architecture, che consente agli ospiti di osservare un antichissimo sito abitato oltre 2 millenni fa.

L’hotel, composto da 199 camere, sembra librarsi come un’opera aliena sopra una terra antichissima terra. Le stanze sono prefabbricate, disposte sotto un tetto tagliente e spigoloso. Sotto all’edificio moderno si trovano strade antiche, complete di mura, vie e mosaici.

Antiochia d’altronde era una delle metropoli del mondo antico, una città ricchissima, centro prima ellenistico e poi romano fino al VI secolo dopo Cristo. Cadde in rovina nel 526, quando fu distrutta da un violento terremoto, e la città moderna è abitata da circa 300.000 persone.

Özge Ertoptamış, direttore dell’ufficio EAA di New York, spiega il motivo della costruzione dell’hotel sopra il sito archeologico: “In siti e situazioni simili, è molto comune che i reperti archeologici vengano coperti e dimenticati. Queste preziose parti della storia non sarebbero mai arrivate in superficie senza questo progetto, che le valorizza e le rende disponibili al grande pubblico“.

Per costruire l’edificio è stato necessario una meticolosa fase di sviluppo, dopo che le scoperte archeologiche hanno reso inadatti i piani precedenti. I progetti architettonici sono stati presentati a diversi ministeri del governo, funzionari locali ed esperti di archeologia, i quali hanno infine avallato la costruzione dell’hotel-museo.

Il turismo della zona comprende anche il pellegrinaggio dei cristiani alla Grotta di San Pietro sul vicino monte Starius, identificati da molti come il luogo della prima congregazione cristiana.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...