Le rovine scoscese di un castello basso-medievale non sono le più antiche di Tintagel, l’isola dove nacque, secondo la leggenda, Re Artù. Gli archeologi incaricati di una nuova campagna di scavi hanno recentemente trovato le prove di una struttura di molto precedente, risalente al V/ VI secolo dopo Cristo, costruita quindi in epoca appena successiva alla dominazione romana della Bretagna.

Sotto: Ryan Smith e James Gossip del Cornwall Archaeological Unit e  Win Scutt, curatore per l’English Heritage del sito di Tintagel

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La leggenda della nascita del futuro Re vuole che l’uomo che avrebbe salvato l’Inghilterra fu concepito in un castello sulla costa rocciosa della Cornovaglia, frutto di una relazione clandestina tra Uther Pendragon e Igraine, duchessa di Tintagel. Di Tintagel parla Goffredo di Monmouth, oltre 300 anni dopo gli avvenimenti della saga di Re Artù e della sua mitica tavola rotonda.

Durante gli anni ’30 del ‘900 furono condotti scavi archeologici che identificarono una fortezza del XII secolo sull’isola

Il castello che conoscevamo sino ad oggi, e del quale sono visibili le rovine, era successivo al Monmouth di almeno un secolo, e quindi lo scrittore si riferiva necessariamente a una precedente struttura.

Sotto: Ryan Smith del Cornwall Archaeological Unit scava a Tintagel

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L’English Heritage ha recentemente commissionato una campagna di scavi articolata in 5 anni, e che si sono conclusi nel 2016. Dal 18 luglio al 2 agosto 2016, infatti, gli archeologi hanno esaminato e scavato un’area dell’isola di Tintagel che non era ancora stata presa in considerazione, scoprendo una serie di strutture non ancora rilevate.

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Gli scavi hanno portato alla luce spessi muri in pietra e pavimenti in ardesia, risalenti circa al V e VI secolo dopo cristo. Gli archeologi hanno inoltre scoperto, come per la struttura già conosciuta dell’isola, frammenti di ceramica e indizi che fanno pensare che si trattasse di una residenza principesca, o se non altro che i suoi inquilini fossero persone dotate di grandi disponibilità economiche.

Il vino arrivava dalla lontanissima Turchia, mentre l’olio dalla Grecia

Sotto, la statua di Re Artù a Tintagel:

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Le prove archeologiche hanno evidenziato l’elevata qualità delle strutture, con mura spesse sino a 4 metri, e gli studiosi sono quindi propensi a pensare che si tratti di una residenza regale. Il sito fu poi abbandonato nel VII secolo, forse a causa di una pestilenza, casualità non rara in quel periodo.

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Win Scutt, curatore per l’English Heritage di Tintagel e intervistato dall’Indipendent, ha sponsorizzato lo scavo, e afferma che: “Questo palazzo reale cambia l’opinione degli storici riguardo Tintagel, e aiuta a capire meglio come fosse la vita in un luogo di tale importanza e storicamente poco conosciuto come Tintagel“.

Fonti: English Heritage, Indipendent, Mental Floss

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...