L’artista Jon Foreman è abilissimo nel realizzare composizioni di pietre sulla spiaggia. La sua arte si declina nel progetto che l’autore ha nominato “Sculpt the World”, e mette in mostra rocce modellate in motivi circolari che mostrano le opere realizzate con i sassi in vorticosi cerchi disposti secondo una serie di tonalità colorate.

Jon, in un’intervista, afferma che “Questo processo è una terapia per me. Il semplice atto di posizionare pietra su pietra nella sabbia è molto terapeutico. Sono sicuro che tutti ci godiamo una passeggiata sulla spiaggia, ma questo processo lo trovo più coinvolgente. Essere lì in natura, perdermi nel lavoro, essermi lasciato alle spalle tutti gli stress della vita quotidiana“.

Mister Foreman vive nel Pembrokeshire, nel Galles, che ospita una costa di notevoli proporzioni. L’artista spiega: “Le spiagge qui sono davvero eccezionali e ce ne sono così tante. Dubito di averne persino visitate metà“. Quando arriva in spiaggia vi trascorre circa quattro ore per creare un’opera d’arte completa.

Disporre le rocce e i sassi in forme geometriche ha fatto comprendere all’artista le qualità inaspettate delle pietre. Egli spiega che queste diventano come malleabili: “Esistono tanti modi di lavorare con la pietra, con il colore, con la dimensione, con la forma dell’angolo in cui è posizionata, nella direzione verso cui è rivolta, ci sono infinite possibilità. Sebbene la pietra non sia il mio unico materiale di composizione, al momento è la mia preferita in quanto presenta così tante diverse opportunità“.

La land-art però è una forma artistica effimera, e viene cancellata dalla terra da cui proviene: “Spesso diventa una corsa verso la fine mentre le onde si avvicinano. Cerco di rimanere per vedere il lavoro cancellato e catturare il momento“.

Come dei Mandala buddisti, dipinti per essere distrutti, anche le opere delle pietre sulla sabbia sono legate a pochi, preziosi momenti, e la filosofia di questo tipo di arte viene ben spiegata dall’autore:  “Creo utilizzando materiale che è fatto da quell’ambiente per quell’ambiente. La marea lava tutto sino alla linea di marea e posso tornare il giorno successivo con una tela vuota su cui lavorare. Le persone spesso chiedono se mi dia fastidio che alla fine il lavoro debba scomparire, ma io rispondo: niente affatto. Semmai la breve durata del lavoro lo rende più speciale per me“.

Tutte le fotografie sono di Jon Foreman, condivise con il permesso dell’autore. Potete scoprire il suo lavoro su Facebook, Instagram e sul suo sito ufficiale.

Land Art di Jon Foreman#6:

Land Art di Jon Foreman#7:

Land Art di Jon Foreman#8:

Land Art di Jon Foreman#9:

Land Art di Jon Foreman#10:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...