Umberto Eco divenne una celebrità letteraria internazionale nel 1980, quando pubblicò il suo primo romanzo dal titolo “Il nome della rosa”. Durante gli anni seguenti conobbe un riconoscimento letterario internazionale, e si riaffermò come uno degli autori più letti e conosciuti con “Il Pendolo di Foucault” e “L’isola del giorno prima”. Prima di scrivere “Il nome della rosa”, Eco era già una figura prominente nei circoli di filosofia e teoria letteraria, ed aveva all’attivo una serie importante di saggi.

Sotto e in copertina, Umberto Eco nel 1984. Fotografia di Rob Bogaerts tratta da Wikipedia condivisa con licenza CC BY-SA 3.0:

Il suo primo libro, che rimane anche quello più conosciuto, nacque dall’invito di un amico editore, che gli chiese di scrivere dei brevi romanzi gialli. Eco rispose, scherzando, che se avesse dovuto scrivere un giallo sarebbe stato lungo almeno 500 pagine e ambientato in un monastero medievale.

L’idea di fondo era nata

Eco, che fu un accademico fra i più illustri del ‘900, era un esperto ma sopratutto appassionato del Medio Evo, e passò l’anno seguente la proposta a studiare l’ambientazione ideale per il suo futuro capolavoro. Come ebbe a scrivere egli stesso:

“Ricordo di aver passato un anno intero senza scrivere un rigo. Leggevo, facevo disegni, diagrammi, insomma inventavo un mondo. Ho disegnato centinaia di labirinti e di piante di abbazie, basandomi su altri disegni, e su luoghi che visitavo”.

Sotto e in copertina, la Sacra di San Michele, fra le ispirazioni dell’autore per l’ambientazione. Fotografia di Alessandro tratta da Flickr, condivisa con licenza CC BY-NC-ND 2.0:

Eco lavorò al libro per due anni, il primo di studio e il secondo di redazione del testo, scrivendolo in gran parte nella sua casa di vacanza di Monte Cerignone, nelle Marche. Nonostante un anno possa sembrare un tempo congruo alla scrittura di un libro, è bene ricordare la complessità di un romanzo con citazioni latine, riferimenti filosofici ed intertestuali fra i più complessi. A titolo di esempio, per il romanzo successivo, “Il Pendolo di Foucault”, l’autore impiegò ben 8 anni di tempo prima di arrivare a pubblicazione.

Sotto, Monte Cerignone, residenza estiva e di vacanza di Umberto Eco, fotografia di Toni Pecoraro di pubblico dominio via Wikipedia:

“Il Nome della Rosa” fu un successo di critica e pubblica, vincendo il “Premio Strega” del 1981, finendo nella lista dei “100 Libri del Secolo” di Le Monde e vendendo complessivamente circa 50 milioni di copie in tutto il mondo. Dal libro venne tratto un celebre film, del 1986, anch’esso di enorme successo.

Non male per un libro nato da una battuta…

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...