Nel mondo superstizioso della Sicilia di fine Ottocento, nasceva lo showman con tre gambe, un quarto piede, per un totale di sedici dita e due organi genitali perfettamente funzionanti. La storia singolare di Francesco Lentini, in arte Frank, che vide la luce nel maggio del 1889, ha molti punti di incontro con le storie della maggior parte dei circensi che, all’epoca, popolavano i freak show.

Dalla Sicilia ricca di pregiudizio verso le malformazioni che si combattevano col segno della croce per il loro carattere inspiegabile, Frank emigrò all’età di 9 anni negli Stati Uniti dove ottenne immediatamente un grande successo. La sua grandissima agilità ed il pieno controllo del suo terzo arto lo portarono ad esibirsi per circa 40 anni, una vita assai lunga per chi versava in simili condizioni. Secondo alcune fonti, ebbe il tempo di completare la propria educazione scolastica e di imparare quattro lingue grazie all’appoggio di uno zio che viveva a Boston, lo stesso che lo accompagnò, pare, insieme al padre, in nave da Liverpool verso l’America. C’è chi invece sostiene che la sua carriera ebbe inizio molto presto, per la precisione lo stesso anno in cui toccò terra americana ed entrò nella compagnia del Ringling Brothers Circus Act per unirsi poi al Barnum e Bailey Circus dove diventò il Grande Lentini.

La sua fortuna fu determinata probabilmente più dal suo personaggio che dal fascino che scatenavano le bizzarrie del suo fisico. Una grande ironia ed uno spiccato senso dell’humor attraevano folle di spettatori, e la curiosità relativa alla sua gamba lasciò, negli anni, il posto alle prestazioni artistiche. Anche gli spettacoli prima incentrati sull’insolita agilità della terza gamba con cui giocava a calcio sul palco, si concentrarono più sull’acume dell’insolito personaggio.

Con un fare colto, elegante ed autoironico si vantava di utilizzare durante il nuoto la sua appendice come un timone e di dover alimentare la sua gamba supplementare mangiando il 15% in più di un uomo normale. Tra il serio e il faceto, rivelava informazioni sulla sua vita privata e sessuale e rispondeva a tutte le domande gli ponessero durante gli show. A chi chiedeva come facesse a reperire tre scarpe ogni volta, rispondeva che ne comprava sempre due paia e che la calzatura in più la regalava a un amico che aveva perso una gamba.

Non smetteva mai di rimarcare:

Voi ridete perché io sono diverso e io rido perché voi siete tutti uguali

“U maravigghiusu”, la meraviglia a tre gambe, era nata da una famiglia di contadini benestanti, Natale e Giovanna Falco, che avevano 12 figli. La sua nascita fu vissuta dai genitori come una maledizione e, malgrado non fu mai completamente abbandonato al suo destino dalla famiglia di origine, fu affidato alla nonna e ad una zia per finire poi in una casa per bambini orfani disabili, dove ebbe modo di incontrare bambini ciechi, sordi o mutilati e di rivalutare la propria condizione.

Fino ad allora Frank odiava il suo corpo, ma nella casa in cui fu accolto riuscì ad imparare a camminare, andare in bicicletta e perfino sui pattini. I genitori non cambiarono mai idea rispetto alla possibilità di eseguire un’operazione che rendesse Frank come tutti gli altri bambini della sua età. Ma perfino da Malta arrivò un secco diniego da parte dei medici interpellati che valutavano l’operazione troppo rischiosa, se non sicuramente fatale.

Le voci vollero che la madre lo partorì con tre gambe perché quando era incinta era rimasta impressionata da un tavolino a tre gambe, opera di un falegname di carretti

Si sposò con Theresa Murray, un’attrice sua coetanea da cui ebbe 4 figli sani: Josephine, Natale, Frank e James. Ottenne la cittadinanza statunitense a 30 anni e visse la maggior parte della propria vita a Wethersfield, nel Connecticut. Morì in un ospedale del Tennessee all’età di 77 anni, in seguito a una crisi respiratoria mentre era in tour con il suo Walter Wanous Side Show.

Le leggende sul suo conto non si esauriscono nemmeno oggi. Si dice che una volta sposato tornò durante Carnevale a Rosolini, dove fu accolto dai suoi compaesani travestiti da uomo con tre gambe.
Non solo. Di recente l’installazione di una statua che lo raffigura – con le sue tre gambe – è stata oggetto di molte polemiche nel siracusano.

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Erika Atzori
Erika Atzori

Sono una giornalista laureata in comunicazione con una spiccata curiosità verso l'antropologia, la magia e la letteratura. Mi piace scovare storie che racchiudano tutte queste cose insieme. Il mio mondo è fatto di diari, lettere e ricordi del passato. Ho 38 anni e non ho ancora smesso di sognare.