Siamo Brì e William, e ormai più di due anni fa entrambi abbiamo deciso di lasciare il nostro lavoro. Ci sentivamo bloccati nella spirale della vita professionale – certamente gratificante – ma che riduce la mente e lo spirito a quella che sembra essere la sola proposta della società moderna, quella che ci viene imposta: lavoro contro stipendio, stipendio contro vita sociale, vita sociale contro tempo. Si faceva sempre più insistente la necessità di cambiare, di lanciarci in nuove sfide per conoscere quali fossero i nostri limiti, di avanzare verso nuove strade senza però rinnegare quelle da cui veniamo, di comprendere gli altri e noi stessi.

Ma com’è possibile vivere senza più basarsi sul denaro come moneta di scambio?

Attraversare l’Oceano Atlantico su una barca a vela ci ha portato una prima, grande risposta su noi stessi. In tre settimane da soli in mezzo a una distesa d’acqua senza fine, lontani da tutti e da tutto, dove il carattere e la capacità di adattamento sono messi a dura prova, si ha la sensazione eclatante che non siamo altro che una minuscola entità di passaggio. Ma in questo mondo meraviglioso e immenso, una natura così potente può portarti via in un attimo, senza preavviso. Ed è per questo che bisogna approfittarne, approfittare per scoprire e imparare quante più cose possibili, proprio perché non siamo eterni.

E allora non c’è niente di meglio che viaggiare per apprendere. È per questa ragione che ci proponiamo per aiutare, che offriamo le nostre braccia e le nostre competenze in cambio di una nuova esperienza. Vivere le altre culture dall’interno, vivere le persone senza barriere, vivere i mestieri senza pregiudizi, vivere la vita senza complessi. I sorrisi si formano, i volti si distendono, i cuori si aprono e l’amicizia prende forma, e così gli incontri si susseguono sempre pieni di nuove sorprese.

In Guadalupa e in Ungheria abbiamo lavorato in un ostello e in un’erboristeria, in Martinica ci siamo occupati della manutenzione e della pulizia degli yacht, a Cuba abbiamo aiutato un pasticcere nella preparazione dei dolci, in Italia abbiamo imparato a fare il gelato e la pizza. Durante ognuna di queste esperienze, abbiamo vissuto con le persone che ci stavano insegnando, perché la condivisione della vita quotidiana è la cosa più importante. Infatti,  chi ci trasmette il suo mestiere o passione, ci sta regalando una parte di sé. È per questo che a ogni partenza, a ogni addio, è difficile trattenere una lacrima, mentre la tristezza abbraccia la gioia di avere nuovi amici.

Ed è giunto il momento di riprendere il nostro cartone, la città di destinazione tesa verso gli automobilisti, sul bordo di una strada che ci porta verso nuovi incontri, nuove avventure, con il cuore più ricco e più forte, lo spirito più libero e aperto, ma senza dimenticare le emozioni che abbiamo appena vissuto.

Per seguire il viaggio di Brì e William è possibile leggerli nel bellissimo blog “Trotamundos” o seguirli sulla loro pagina Facebook. Per noi che siamo di fronte ad una scrivania, sognare grazie ai loro viaggi paesaggi e luoghi lontani è una scoperta piacevole che può farci riflettere e apprezzare gli incontri che, anche durante la vita di tutti i giorni, ci fanno credere e maturare.

trotamundus 01

trotamundus 02

trotamundus 03

trotamundus 04

trotamundus 06

trotamundus 07

trotamundus 08

trotamundus 09

trotamundus 10

trotamundus 11

trotamundus 12

trotamundus 13

trotamundus 14

trotamundus 15

trotamundus 16

trotamundus 17

Categorie: FeaturedViaggi

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...