Il “Villaggio Cinese di pescatori abbandonato”, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo grazie alla rete, è divenuto celebre per gli edifici ricoperti di vegetazione e lo scenario, decisamente inusuale, che trasmette un senso di de-antropizzazione allo spettatore. In cinese si scrive 后头 湾, e il suo nome tradotto in caratteri latini è Hòutóuwān. Situato nella parte settentrionale dell’isola di Shengshan, nell’arcipelago Shengsi, il nucleo urbano si trova a circa 60 chilometri da Shanghai, e un tempo era la dimora di circa 2.000 pescatori con le loro famiglie.

Abbandonato dall’inizio degli anni ’90, oggi è abitato da pochissime persone, ma visitato dai tanti curiosi che ne hanno letto l’ormai famosissima storia su internet. Le cause dell’abbandono potrebbero essere identificate (il condizionale è d’obbligo) nel naturale esaurimento della riserva di pesca, e nella voglia dei residenti di spostarsi verso la più evoluta zona delle città, già dotate di tutti quei servizi urbani che, a Hòutóuwān, non erano per nulla disponibili.

Su Vanilla Magazine avevamo già presentato l’articolo con le fotografie di Jane Qing, e le immagini di questo post sono invece di Joe Nafis, fotografo di Shanghai, che ha esplorato la città insieme a Dave Tacon. Secondo il racconto dei fotografi, per raggiungere l’isola sono necessarie diverse ore e, una volta raggiunti, è necessario arrampicarsi fra la vegetazione che ha ricoperto le vie del villaggio.

Nafis ha raccontato la propria esperienza a Colossal, affermando che: “E’ stata una bella idea usare il drone per esplorare il villaggio, perché i percorsi erano ricoperti di vegetazione. Alcuni edifici erano fatiscenti mentre altri meno. Era tutto molto strano. La domenica c’erano alcuni turisti dalle 10 alle 15, ma il lunedì eravamo le uniche persone del villaggio, a parte le 3 o 4 persone che ancora vi abitano“.

Mentre alcune case sono completamente coperte di vegetazione, altre sono più “libere”:

Nell’immagine sotto si vede il molo del porto, ancora ben conservato:

Sotto, il video con il drone:

Tutte le immagini e il video sono di Joe Nafis, che potete seguire su Instagram.


Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...