Tiy fu una delle donne più influenti dell’Antico Egitto, Grande Sposa Reale (cioè moglie principale) del grande e illuminato faraone Amenofi III. Suo figlio Akhenaton, che succedette al padre, sarà sempre ricordato come il faraone “eretico”, che abolì tutte le divinità preesistenti per introdurre il culto del dio Aton (il disco solare), durato solo il tempo del suo regno. Era anche la sorella di Ay, reggente e poi successore del giovane faraone Tutankhamon, di cui Tiy era nonna.

Sotto, maschera funeraria della regina Tiy. Berlino, Altes Museum:

Tiy fu una delle donne più influenti dell’antico Egitto, tuttavia, il suo nome e la sua storia caddero nell’oblio per molti secoli. Si ritiene che Tiy, nota anche come Ty e Teje, sia vissuta tra il 1398 aC e il 1338 aC. La storia della sua vita è misteriosa, come quella di molte delle persone di quel periodo. Il suo mondo crollò insieme alla capitale fondata del figlio Akhenaton, Amarna, rasa al suolo dopo la morte del faraone.

Sotto, Testa della regina Tiy. Berlino, Neues Museum:

Secondo le antiche iscrizioni, Tiy era figlia di Yuya e Tuia e sorella di Ay. Alcuni egittologi affermano che non esiste alcun legame tra il faraone Ay e Tiy, ma la prestigiosa posizione occupata dal fratello (noto anche come Anen) durante il regno di Amenofi, sembra essere una prova: era il secondo profeta di Amun ed ereditò gran parte dei titoli di Yuya. Oltre alla parentela con la regina, non c’è altra giustificazione per l’alta posizione di Ay nella corte reale.

La Mummia profanata di Tiy al Museo del Cairo, scoperta nel 1898, che mostra ancora i lineamenti della donna, inclusi i capelli corvini:

Nel 1898 Victor Loret scoprì, nell’anticamera della tomba di Amenofi II, tre mummie profanate, una delle quali lo colpì in modo particolare: i resti di una donna che, attraverso i millenni, aveva sorprendentemente conservato intatta la bellezza del volto e dei lunghi capelli neri.

Nel 2010, i test del DNA hanno dimostrato che l'”anziana signora” scoperta nella tomba KV35 era la regina Tiy; la ricerca ha anche confermato che la donna era la nonna di Tutankhamon, la madre di Akhenaton e anche la madre della “signora più giovane” (forse la mamma di Tutankhamon), la cui mummia fu rinvenuta insieme alla sua nella tomba KV35.

La mummia venne trovata senza bende, molto danneggiata dai ladri, forse in tempi antichi, anche se il tipo di profanazione suggerisce un odio profondo: l’intera parte anteriore dell’addome e una parte del torace erano sfondati e i piedi separati dalle gambe.

Il ricercatore G.E. Smith, nel 1912, analizzò per primo la mummia in maniera approfondita: si trattava di una donna di mezza età, il cui braccio destro era disteso lungo il corpo, con la mano appoggiata sulla coscia, mentre il braccio sinistro era piegato sul petto, con in mano qualcosa al momento della sepoltura. Questa posizione era il primo indizio che si trattava di una donna di stirpe reale. I denti e i capelli erano ben conservati, tuttavia la mummia era stata posta nella tomba KV35 quasi priva di corredo funebre e persino senza essere ri-avvolta nelle bende.

Sotto, testa della regina Tiy. Berlino, Neues Museum:

 
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Forse era stata originariamente sepolta ad Amarna, nella tomba reale di Akhenaton, poi inumato accanto a lei. Nel santuario KV55 (la sepoltura definitiva di Akhenaton) è stato scoperto il sacello d’oro di Tiy, mentre altri oggetti sicuramente appartenenti al suo corredo funebre furono rinvenuti nella tomba KW22, quella di Amenofi III.

Amenofi III, il “magnifico” farone della XVIII dinastia

Tiy sposò il faraone durante il suo secondo anno di regno, e la coppia rimase unita per tutta la vita, anche se al momento del matrimonio erano entrambi solo dei bambini. Il ritratto della regina, dalle poche notizie arrivate fino a noi, è quello di una consigliera preziosa, la donna più importante alla corte di Amenofi III, e presenza fondamentale anche durante il regno del figlio.

Amenofi e Tiy ebbero diversi figli, ma non si sa quanti sopravvissero all’infanzia. Il primogenito maschio, Thutmose, sommo sacerdote di Ptah, morì prima del padre. Amenofi IV, che ereditò la corona, è conosciuto come il faraone che rivoluzionò l’Egitto, e assunse il nome di Akhenaton.

Amenhotep era un uomo attivissimo che amava la vita all’aria aperta, così come la sua Grande Sposa Reale. La corte era ricca, e sotto la loro sovranità l’Egitto visse gli anni più prosperi del periodo chiamato Nuovo Regno. Si ritiene che la coppia abbia vissuto una relazione basata su legami forti, che andavano molto oltre la semplice procreazione dei figli. Tiy, anche se non era di sangue reale, aveva ricevuto una buona educazione, degna di un re, e probabilmente era una delle poche persone di cui il faraone si fidava.

Nei documenti trovati viene descritta come intelligente, saggia, affidabile e potente. Svolse un ruolo attivo nella politica dell’Egitto e nelle relazioni estere: fu la prima regina egizia il cui nome appare in atti ufficiali. È confermato che il re dei Mitanni, Tushratta, era in corrispondenza con Tiy, durante il regno del figlio.

Statua della Regina Tiy al Louvre:

Quando Amenofi morì, dopo 39 anni di regno, Tiy lo fece seppellire nella Valle dei Re in una tomba oggi nota come KV22. La regina morì forse durante il 12° anno del regno di Akhenaton (1338 aC), probabilmente a causa di un’epidemia, quando aveva circa 50/60 anni.

A pochi anni dalla sua morte, i faraoni della dinastia successiva (la XIX) condannarono Akhenaton ad una damnatio memoriae che lo fece cancellare dalla storia egiziana: gli anni del suo regno, per molti versi ancora misterioso, sono uno dei periodi meno conosciuti dell’antico Egitto. Un dato però sembra essere certo:

Tiy era una presenza importantissima nella corte

Con la sua morte, un’epoca storica si concluse per sempre: la scomparsa della regina segnò l’inizio della fine della magnificenza della XVIII Dinastia.

Tutte le immagini sono tratte da Wikipedia.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.