La tomba di Tutankhamon venne scoperta da Howard Carter nel 1922, il culmine di una serie di lavori di scavo durati 5 anni che portarono al più famoso e probabilmente più importante ritrovamento archeologico del XX secolo. Quella tomba venne aperta al pubblico negli anni ’30, e da allora ha visto un sempre maggiore degrado dato dall’umidità e dai microorganismi portati al suo interno dal pubblico.

Le pitture murali erano coperte di macchie scure, non ritrovate in altre tombe simili, macchie scure che sono state identificate con microbi inattivi. Lo stato della tomba ha portato il Supreme Council of Antiquities egiziano a chiedere al fondo Getty Conservation Institute di finanziare il totale restauro delle quattro camere del sepolcro, un’opera colossale che ha impegnato i ricercatori per circa 10 anni.

All’interno della tomba si osserva il sarcofago in pietra, la fragile bara esterna di legno dorato e i dipinti murali, che dovevano indicare al giovane Faraone il modo per raggiungere il regno dei morti.

Il restauro operato dal fondo Getty ha consentito non solo di riportare alla luce l’originale splendore delle pitture murali, ma anche di installare un nuovo sistema di filtrazione e ventilazione dell’aria che consente di portare all’esterno la polvere e il biossido di carbonio interni, diminuendo al minimo l’apporto di umidità esterna dei visitatori.

La tomba del giovane re è una delle più piccole della valle dei Re, ma fu un ritrovamento importantissimo perché era rimasta praticamente intatta, non distrutta dall’avidità dei cercatori di tesori. La catalogazione degli oggetti ritrovati al suo interno impiegò Carter e i suoi aiutanti per quasi 10 anni, e si concluse solo nel 1930. Per proteggere un tale tesoro è stata adesso creata una terrazza panoramica che guarda la camera funeraria, in grado di proteggere i dipinti e gli oggetti da potenziali danneggiamenti del pubblico.

Il vulcanico Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, afferma che: “Ora la tomba di Tutankhamen è destinata a durare ancora più a lungo nel futuro. La conservazione è importante per il futuro, per questo patrimonio e questa grande civiltà per vivere per sempre“.

Sotto, il video con la ricostruzione del restauro della tomba:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...