Tadao Ando, famoso architetto vincitore del premio Pritzker, ha recentemente sviluppato il progetto di un monumentale tempio ricoperto da un terreno con fiori di lavanda. Il tempio non è stato costruito ex-novo, ma ha avvolto una gigantesca statua del Buddha nel cimitero di Makomanai Takino, a Sapporo, in Giappone.

Prima della realizzazione del tempio, l’immensa scultura del Buddha, alta 13 metri, era rimasta isolata per 15 anni. La scultura dava ai visitatori una sensazione di disagio, e Ando ha reinterpretato la figura come immersa in un contesto floreale.

Il luogo di culto è quindi composto di una collina artificiale, che avvolge la statua, e ne lascia la parte superiore della testa visibile all’esterno della collina, la “punta di un iceberg” con 150.000 fiori di lavanda. L’effetto ottenuto dal tempio è mutevole in funzione delle stagioni, perché passa dal verde della primavera al porpora in estate sino al candido bianco neve dell’inverno.

Lo scopo di questo progetto era costruire una sala di preghiera che aumentasse l’attrattiva di un Buddha in pietra scolpito 15 anni fa“, ha spiegato Ando in un saggio per la rivista italiana DOMUS che viene riportato su Vitra.com. “La nostra idea era di coprire la parte del Buddha inferiore alla testa con una collina di piante di lavanda. L’idea è stata chiamata “Buddha fuori di testa”“.

Lo schizzo originale di Ando:

L’architetto prosegue la spiegazione del tempio: “Sotto la collina si trovano un tunnel di avvicinamento lungo circa 40 metri e una piazza rotonda che abbraccia la statua. L’intenzione del percorso è creare una vivida sequenza spaziale, a cominciare dall’avvicinamento attraverso il tunnel per creare l’attesa della visione della statua, invisibile all’esterno. Quando la sala viene raggiunta i visitatori vedono finalmente il Buddha, la cui testa è circondata dal colore del cielo soprastante”.

Le immagini sono tratte da Tadao Ando Architect & Associates. Fotografie di Shigeo Ogawa

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...