A Verona, anche per questo 2019, nello scorso mese di aprile, si è tenuto il Vinitaly, kermesse voluta per celebrare le grandi virtù della produzione vinicola italiana, garanzia di qualità e bontà del Paese, la più alta celebrazione del tanto decantato Made in Italy. E c’era anche lo Stato, ovviamente, in prima fila, con tutti i suoi gradi maggiori. C’erano proprio tutti, governo e parlamento, per brindare ad una eccellenza dell’Italia in fattori di crescita economica e di esportazione dei prodotti nostrani. Fattori che, alla luce del pessimo e sempre più declinante andamento dell’economia, acquistano un valore particolarmente pregnante, soprattutto in termini propagandistici.

Italia in prima fila nelle top 10 delle dipendenze

Nello show del Vinitaly mai un piccolo cenno ai rischi legati agli abusi di alcolici, un problema enorme in Italia, alla pari della dipendenza da tabacchi e/o stupefacenti. Alcolismo, tabagismo e tossicodipendenza vengono spesso oscurati mediaticamente dalla demonizzazione del gioco d’azzardo, settore nel quale il governo ha adottato la politica inversa. Nei confronti del gioco si applicano criteri di ogni sorta, soprattutto morali. Cosa che, è noto, va di moda in Italia.

Secondo le ultime rivelazioni dell’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, nell’ultimo anno, gli adolescenti europei hanno abusato di alcol e tabacco, rispettivamente, per il 37,5 e il 23%, con l’Italia in prima fila nelle classifiche per certe dipendenze, mentre il gioco d’azzardo è solo all’ottavo posto nella top 10. Ma la sola presenza di una dipendenza patologica, in certi casi, è già da sola sufficiente abbastanza per chiedere interventi su tutti i fronti.

L’azione asfissiante del governo sul gioco d’azzardo

Il governo intanto continua nella sua asfissiante azione nei confronti dell’azzardo, vietandone pubblicità ed aumentandone la tassazione, continuando una lotta tra un brindisi ed un altro. Ma questa, francamente, non è una novità. Ed è un canovaccio che va avanti, a fasi alterne, da anni. Quest’anno ha avuto solo una certificazione ulteriore. Ma ora, la classe politica italiana dovrà trovarsi a fare i conti e a scrivere il Documento di Economia e Finanza, mentre il ministro dell’Economia Tria ha parlato chiaramente di una crescita italiana a ribasso, con un sempre più possibile aumento dell’IVA e delle accise.

La nuova legge di Bilancio

In questi giorni, per i motivi di cui sopra, ci saranno una serie di vertici per le ultime decisioni su misure e numeri del programma, su cui peseranno anche i dati ISTAT sul trend dei conti economici nazionali, PIL, indebitamento, produzione industriale di febbraio. Scenario tutt’altro che roseo per il Paese e per il gioco, che è ormai il bancomat dello Stato. 167 decreti attuativi, 205 previsti, 60 già scaduti ed un mese fa erano 25, appesantiti dall’ultima Legge di Bilancio, che per diventare operativa tout court attende 97 provvedimenti attuativi, 43 dei quali già scaduti, in teoria. Tra di essi anche alcuni provvedimenti sul mondo del gioco, come quello sulle AWP da remoto, per cui si attende ancora un decreto di regole tecniche preventivamente da passare a Bruxelles. E quel che manca, da un anno e più, è un riordino del settore. Che, probabilmente, continuerà a mancare.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.