Era giovane e bella Sylvette David, nel 1954, ma non sexy, anzi: era una diciannovenne piuttosto timida, cresciuta con una madre anticonformista, che le aveva fatto passare l’infanzia su un’isola di nudisti, in Costa Azzurra, in totale libertà. E non era l’epoca delle comuni hippies, ma gli anni ’30 del secolo scorso.

Nel 1954 Sylvette viveva a Vallauris, in Costa Azzurra, dove la madre faceva ceramiche, e il suo fidanzato inglese, Toby Jellinek, faceva sculture e oggetti d’arredo in ferro.


Nello stesso periodo, a Vallauris, viveva anche Pablo Picasso, che stava attraversando un periodo personale difficile perché la sua compagna, Françoise Gilot, madre di due dei suoi figli, lo stava lasciando. Sylvette, che aveva avuto un’educazione a suo dire “semplice” (in casa non c’erano né libri né televisione) non sapeva nulla di Picasso, se non che era un pittore “locale”. Non immaginava di avere come vicino di casa un artista di fama mondiale.

In quell’estate del 1954, quasi per caso, Sylvette divenne la musa del grande pittore spagnolo, la donna cui fece il maggior numero di ritratti. Eppure, tutte le opere ispirate dalla “ragazza con la coda di cavallo” (oltre ai ritratti, anche sculture) sono da molti anni considerate tra le meno significative di Picasso, mentre la sua modella adolescente è stata praticamente dimenticata.

Ogni giorno Sylvette passava davanti allo studio di Picasso, con la sua inconfondibile “coda di cavallo” alta, un’acconciatura che aveva adottato per una frase detta dal padre, all’epoca già separato dalla madre e poco presente nella sua vita:

Ho visto una ragazza straordinaria in una tragedia (greca). Aveva una coda di cavallo adorabile, molto alta

Fonte immagine: Pablo-Ruiz-Picasso.net

Fu proprio quella coda di cavallo ad affascinare Picasso, che un giorno, mentre la ragazza era seduta in una terrazza insieme ad alcuni amici, uscì dal suo studio con in mano uno schizzo: era la giovane Sylvette, dipinta a memoria dall’artista.

La ragazza, insieme a tre amiche, andò nello studio di Picasso, che le chiese di posare per lui. La sorpresa di Sylvette fu grande perché si stimava “carina” ma non certo bella come le sue amiche.

Fonte immagine: Art Institute Chicago

Per tre mesi la ragazza fece da modella a Picasso, passando ore seduta su una sedia a dondolo, mentre lui disegnava, dipingeva o scolpiva. Parlava poco il malinconico Picasso, ma il suo modo di guardarla “con i suoi occhi molto scuri, belli e profondi”, faceva sentire speciale Sylvette, infondendo sicurezza in una ragazza “timida e chiusa”.

Fonte immagine: WikiArt.org – Giusto Uso

Un Picasso paterno, diverso da quell’uomo egoista e misogino dipinto dalle sue due mogli e dalle innumerevoli amanti (due di loro moriranno suicide). Ma Sylvette non fece parte della lunga schiera di donne che caddero ai piedi del grande artista, lei fu solo una modella riservata e silenziosa, che riuscì conoscere il lato migliore di Picasso.

Fonte immagini: WikiArt.org – Giusto Uso

Le oltre 60 opere che ritraggono Sylvette furono esposte, con grande successo, a Parigi. Tutti si chiedevano chi fosse quella giovanissima musa che aveva ispirato il “Ponytail Period” del grande Picasso. Persino l’attrice Brigitte Bardot rimase affascinata dal look di Sylvette David, tanto da imitarlo, dopo aver visto la mostra di Parigi ( e l’articolo su Le Match de Paris), e poi aver incontrato casualmente la ragazza a Cannes.

Poi, chissà perché, la critica vide nel Ponytail Period solo una serie di opere poco incisive, prodotte da Picasso per superare il momento critico dell’abbandono di Françoise Gilot, l’unica donna che lo mai abbia lasciato nella sua lunga vita.

Ma che fine ha fatto Sylvette David? Oggi, a 83 anni, preferisce farsi chiamare Lydia Corbett: il cognome è quello del suo secondo marito, mentre il nome lo ha scelto lei, dopo la fine del suo primo matrimonio. Anche se nella sua vita è sempre stata circondata da artisti, fu solo passati i 45 anni, dopo essersi trasferita nel Devon, che iniziò “a dipingere sul serio”. Acquerelli, ceramiche e oli realizzati dalla “musa di Picasso”, sono visibili (e acquistabili) sul suo sito web.

Tutte le fotografie di Sylvette David sono di Toby Jellinek.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.