Sweet Fanny Adams: la tragica fine di una bambina dietro a uno slang militare

Potrebbe essere capitato a qualcuno di voi di sentire in qualche film o leggere in qualche libro di storia una curiosità apparentemente innocente, anzi, quasi frivola. “The Fanny” è lo slang militare in uso dalla fine del 1800 per riferirsi alla razione militare che veniva consegnata ai soldati, specialmente alla marina. Si trattava di carne (spesso montone) di così bassa qualità e dubbio gusto che qualche marinaio propose la grottesca idea che si trattasse di carne umana, nello specifico la carne di una bambina dalla tragica storia: Fanny Adams.

La storia di Fanny non è solo la protagonista di questo slang militare, ma anche di un modo di dire anglosassone in uso ancora oggi. Sono pochi infatti gli inglesi che non abbiano mai pronunciato le parole “Sweet Fanny Adams”, per riferirsi a qualcosa che non è nulla o è di così poco valore che non interessa a nessuno. Spesso viene abbreviato in “Sweet F. A.” e la maggior parte delle persone pensa derivi da “Sweet fuck all”, ma in realtà la sua origine è tutt’altra.

Fanny Adams:

Questa storia ormai dimenticata dai più comincia nel villaggio di Alton, nell’Hampshire, famoso per un’altra sua cittadina: la scrittrice Jane Austen.

Si tratta di un paese di campagna del sud dell’Inghilterra, dove la vita scorreva tranquilla e senza scossoni, tutti i paesani si conoscevano tra di loro e, a parte qualche innocuo pettegolezzo, dalla sua fondazione era accaduto ben poco.

Fanny Adams nacque il 30 aprile 1859, figlia di George e Harriet Adams, residenti in Tanhouse Lane, quarta di sei figli. Non si trattava di una famiglia particolarmente ricca o influente, ma era ben inserita nella società di paese e benvoluta dai vicini. I primi anni di vita di Fanny furono felici e lei crebbe giocando per le campagne con i fratelli e i vicini diventando una bambina molto graziosa e alta per la sua età.

Il 24 agosto 1867 era un sabato particolarmente caldo e afoso, il padre di Fanny sarebbe stato via tutto il giorno per una partita di cricket, mentre a casa le loro madri erano impegnate con i figli più piccoli e i lavori domestici e spedirono Fanny, sua sorella minore Lizzie e la loro amica e vicina Minnie Warner a giocare nei campi attorno alla cittadina. Era una consuetudine e nessuno ebbe il presentimento di quanto di terribile stava per avvenire.

Le tre si diressero a Flood Meadows, un grande prato circondato da una serie di campi di luppolo (utilizzati per la produzione della birra artigianale per cui Alton è stata famosa fino alla metà del Novecento) molto frequentato dai bambini del villaggio per giocare.

Flood Meadows si trovava lungo il fiume Wey che attraversava il villaggio e la strada principale che portava fino a Shalden e altri villaggi vicini.

Le bambine giocarono tranquille per qualche ora fino a quando non videro avvicinarsi un uomo che avevano già visto in chiesa e per le strade di Alton. Il ventinovenne impiegato legale Frederick Baker era il nuovo arrivato nel villaggio di Alton, ma, malgrado questo, si era guadagnato in meno di un anno la stima dei compaesani che lo ritenevano un uomo rispettabile.

Quello che non sapeva nessuno è che Frederick Baker era un pedofilo

Minnie Warner e Lizzie Adams descrissero poi Baker come molto su di giri, quasi ubriaco, ma ancora lucido, vestito elegantemente con una giacca redingote, un panciotto chiaro e un cappello alto, come si confaceva al suo lavoro.

All’inizio Baker si presentò alle bambine, chiedendo loro cosa stessero facendo e proponendo a Fanny di accompagnarlo nel vicino villaggio di Shalden in cambio di mezzo penny, dando alle altre due bimbe qualche spicciolo per comparsi dei dolci, cosa che faceva spesso con i bambini del villaggio.

Le tre ragazzine presero il denaro, rifiutando però di smettere di giocare per accompagnarlo da qualche parte. Non avevano paura di lui, lo avevano visto già molte volte e sapevano che era una persona rispettabile, malgrado probabilmente fossero un po’ diffidenti vista l’insistenza dell’uomo.

Mentre continuavano a giocare Baker rimase nei paraggi raccogliendo more che offriva alle tre bambine di tanto in tanto. Dopo circa un’ora, Fanny, Lizzie e Minnie erano stanche e affamate, quindi decisero di avviarsi verso casa e fu in quel momento che Baker intervenne, bloccando Fanny e insistendo affinché lo accompagnasse. La bambina si ribellò, ma Baker non fece altro che afferrarla e trascinarla urlante in uno dei campi di luppolo che circondavano Flood Meadows.

Una vignetta di giornale dell’epoca:

Minnie e Lizzie corsero a casa il più velocemente possibile, comprensibilmente terrorizzate, ad avvertire Martha Warner, la madre di Minnie, che però prestò poca attenzione al racconto confuso delle due bambine. Vuoi perché distratta dalle tante cose da fare, vuoi perché le bambine non seppero essere abbastanza chiare nell’esporre i fatti (ricordiamo che avevano 8 e 7 anni), la signora Warner le rispedì a giocare senza fare ulteriori domande. Fu solo attorno alle cinque del pomeriggio che Minnie riuscì a raccontare tutto a una loro vicina, la signora Gardner, che allarmata da ciò che raccontavano le bambine si diresse di filato dalla madre di Fanny, Harriet Adams.

Insieme, le due signore si diressero a Flood Meadows alla ricerca di Fanny e lì incrociarono Baker che sulla stessa strada tornava in paese. Gli domandarono dove fosse Fanny e perché avesse dato dei soldi alle bambine.

Baker derise le accuse delle due donne e sostenne che non aveva niente da nascondere, che non sapeva nulla del racconto di Lizzie e Minnie e che dava spesso soldi ai bambini del villaggio.

Quando la signora Gardner disse che avrebbe avvertito la polizia, Baker le derise ancora di più e con aria sicura le disse che potevano fare ciò che volevano. Come impiegato dello studio legale di Mr. Clement, Frederick Baker era davvero una persona in una posizione rispettabile. Non sapendo bene come comportarsi le due donne tornarono a casa e attesero ancora qualche ora sperando che Fanny tornasse indenne a casa. Chi lo sa, magari avevano già pensato a come punirla per aver ideato quello strano e inquietante scherzo.

Giunta l’ora di cena di Fanny non c’era ancora traccia, e Harriet Adams e un gruppo di vicini cominciarono le ricerche, partendo proprio da Flood Meadows e dalla strada che portava a Shalden, chiamata The Hollow. Scandagliarono queste due zone senza successo, fu solo grazie all’intuizione di un veterano della guerra di Crimea, Thomas Gates, che aprì uno dei campi di luppolo vicino a Flood Meadows, che trovarono i resti orribilmente mutilati della bambina.

Fanny Adams era stata decapitata e la testa era stata infilzata in due bastoni per la crescita del luppolo, mentre il suo corpo era stato smembrato. Le orecchie erano state amputate, entrambe le guance tagliate dall’angolo della bocca fino alle tempie. Gli occhi erano stati cavati dalle orbite e ritrovati il giorno dopo nelle vicinanze del fiume Wey.

Sia le braccia sia le gambe erano state amputate e separate dal tronco. Il busto della bambina era stato aperto e tutti gli organi interni, compresi gli organi sessuali, erano stati asportati e tagliati in più parti, anche se molti (fra cui la vagina) non furono ritrovati. All’altezza del petto si vedevano tre incisioni sul lato sinistro e anche il fegato mostrava altre cinque profonde incisioni. L’avambraccio sinistro era stato aperto a metà dividendo i muscoli e molteplici altre brutalità erano state compiute sui resti amputati della bambina.

La madre di Fanny ebbe un crollo alla vista del macabro spettacolo, e fu subito informato il padre, che ancora doveva rientrare dalla partita di cricket. George Adams si precipitò a casa per recuperare il suo fucile e dare la caccia a Baker. I vicini, però, gli impedirono di farsi giustizia da solo e finire a sua volta sulla forca. Lo controllarono a turni per tutta la notte.

Il mattino dopo, come un sol uomo, decine e decine di persone si diressero al campo di luppoli e raccolsero tutti i resti sparpagliati della povera Fanny. Trovarono i brandelli dei suoi vestiti (eccetto il cappello), un piede che ancora indossava una delle sue scarpe e addirittura il mezzo penny che Baker le aveva dato stretto in una delle manine mozzate.

La popolazione di Alton radunò tutti i resti e li ricompose come meglio potè in una stanza dell’Ye Olde Leathern Bottle, la taverna del posto (tutt’ora esistente). Insieme ai resti del corpo, portarono tutto ciò che credevano potesse essere una prova, compresa una grossa pietra macchiata di sangue che poi si scoprirà essere con ogni probabilità la vera arma del delitto.

Old Leathern Bottle. Fotografia di Jaguar via Wikipedia licenza CC BY-SA 4.0:

Quella stessa sera il sovrintendente di polizia William Cheyney cominciò ad ascoltare le prime testimonianze. Sentito che Frederick Baker era l’unico sospeto lo raggiunse sul luogo di lavoro, dove grazie ai suoi colleghi constatò che quel pomeriggio era arrivato un’ora più tardi del solito. Malgrado le proteste di Baker, Cheyney non ebbe altra scelta se non quella di arrestarlo, per lo meno per salvarlo dalla folla che si era radunata al di fuori dello studio legale e che lo avrebbe sicuramente linciato.

Perquisito alla stazione di polizia, si scoprì che Baker aveva nelle tasche due piccoli coltelli affilati, che sui polsini della camicia vi erano delle macchie di sangue e che tutti i suoi vestiti erano ancora bagnati, segno che erano stati lavati nelle ore precedenti. Quando gli fecero domande sulla questione la risposta fu fredda e sprezzante, tono che si mantenne per tutti i successivi interrogatori. Rispose che dei vestiti bagnati non lo avrebbero certo mandato sulla forca.

Poco tempo dopo l’arresto Cheyney perquisì la scrivania di Baker allo studio legale e trovò un diario nascosto tra gli altri incartamenti, alla data del 24 agosto c’era una piccola, raggelante, nota:

Killed a young girl. It was fine and hot

(Uccisa una ragazzina. E’ stato piacevole ed eccitante.)

I giornalisti invasero Alton, e tutti i giornali del paese parlavano dello spietato assassinio di Fanny. Alla polizia, per questo caso, venne concesso l’aiuto dei più grandi ospedali del paese e l’accesso alle tecniche d’indagine più innovative dell’epoca.

Per tutto il tempo della prigionia Baker non diede segno di squilibrio mentale o rimorso, e si proclamò fino alla fine innocente, senza però dare una versione chiara di cosa avesse fatto quel pomeriggio.

Il 19 ottobre dello stesso anno venne trasferito alla prigione di Winchester, in attesa del processo.

Le indagini continuarono, confermando la presenza di sangue lavato sui vestiti che Baker indossava quel giorno e la presenza di sangue su uno dei suoi coltelli.

Si fece avanti un altro testimone, un ragazzino di Alton, che sosteneva di aver visto Baker uscire dal campo di luppoli dove poi fu ritrovata Fanny attorno alle due del pomeriggio del giorno dell’omicidio, ricoperto di sangue e di averlo visto dirigersi verso il fiume per lavarsi. I tempi dei testimoni e l’assenza di Baker quadravano con l’omicidio, e concluse le indagini si ebbero abbastanza prove da istituire un processo.

Vi era già stata un’inchiesta (come prevede la legge inglese) subito dopo la morte di Fanny, che si era conclusa con un’opinione di colpevolezza nei confronti di Baker. Gli stessi testimoni dell’accusa vennero chiamati anche a Winchester, durante il processo ufficiale il 5 dicembre dello stesso anno, tra di essi spicca Minnie Warner, unica bambina, che mantenne la sua versione sempre coerente e ferma fino alla fine.

La difesa impostò tutta la sua strategia sull’instabilità mentale di Baker, comprovata anche da altri episodi di problemi psichici della sua famiglia, e sulla mancanza di una virgola nell’annotazione sul diario di Baker.

Il giudice Mellor invitò la giuria a considerare anche la non colpevolezza per instabilità mentale, ma la giuria dopo un consiglio di soli quindici minuti ritornò con un verdetto di piena colpevolezza.

Il 24 dicembre Frederick Baker venne impiccato fuori dalla prigione di Winchester davanti a una folla di 5.000 persone, l’ultima esecuzione pubblica tenutasi in quella prigione. Prima di morire Baker finalmente scrisse alla famiglia Adams chiedendo perdono per quello che aveva fatto, ammettendo per la prima volta di essere colpevole.

In ricordo di Fanny tutta la popolazione di Alton raccolse denaro per erigere una pietra tombale che sorge ancora oggi nel cimitero della cittadina, per ricordare per sempre questa sfortunata ragazzina.

Fotografia della lapide con Minnie Warner e Lizzie Adams:

Questo terrificante delitto riempì le pagine dei quotidiani vittoriani per settimane, sconvolgendo la società vittoriana, tanto da trasformare il ricordo di una bambina a detta di tutti vivace, allegra e intelligente, in un modo di dire tanto poco accorto.