Prima dell’alta velocità, che oggi consideriamo un servizio quasi scontato, le aziende ferroviarie di tutto il mondo cercavano stratagemmi differenti per rendere i propri convogli velocissimi e in grado di percorrere enormi distanze in breve tempo. Dalla Russia, nel 1970, arrivò un progetto futuristico che oggi ci appare vintage, un pezzo di archeologia industriale e ferroviaria di rara bellezza.

Treno a Reazione Sovietico 2

Il treno-prototipo si chiama SVL, e fu capace di raggiungere la ragguardevole velocità di 250 chilometri orari. Il progetto prevedeva la velocità teorica di 360 chilometri orari, ma i tecnici sovietici si sentirono sicuri nello spingere il mezzo soltanto sino ai 250, per rischi legati alla sicurezza del treno stesso. Per realizzare il prototipo aggiunsero due motori a turbina Yakovlev Yak-40 nella parte anteriore, e svolsero il test nella ferrovia che va da Golutvin a Ozery.

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Il progetto del mezzo fu abbandonato a causa degli elevati costi di gestione del treno, che avrebbe consumato quantità di carburante enorme per gli standard dell’epoca. L’unico esemplare costruito, partendo dalla base del treno ER22 e modificato per somigliare allo Shinkansen giapponese, è stato abbandonato a se stesso e rappresenta oggi un residuo di archeologia ingegneristica dal fascino evocativo.

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Il primo tentativo di utilizzare i motori a turbina per muovere un treno fu fatto dall’altra parte dello schieramento della guerra fredda, dalla New York Central Railroad nel 1966. La loro automotrice M-497 fu in grado di raggiungere la ragguardevole velocità di 296 chilometri orari, e non venne sviluppato oltre soltanto per contingenze societarie del momento.

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La parte frontale:

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Le turbine:

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Un video lo mostra in azione:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...